Un gol dopo l’altro: una star in campo in prima fila per i diritti delle calciatrici
Nella storia (ancora tutta in salita) delle calcio femminile, Ada Hegerberg ha segnato e vinto tantissimo. Il suo segreto? Anticipa l’azione prima che accadano.
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225 gol in 240 presenze nei vari campionati nazionali ai quali ha partecipato. 66 gol in 74 partite di Uefa Women’s Champions League. Otto campionati di Francia con il suo attuale club, l’Olympique Lione e 6 Uefa Women’s Champions League. E poi, il primo Pallone d’Oro dedicato al calcio femminile alzato nel 2018. La trentenne Ada Hegerberg è la calciatrice femminile più vincente della storia del calcio femminile, nonché la più grande marcatrice di sempre in questo sport. Una star, sempre in prima fila per i diritti delle donne nel calcio, che è stata una dei nomi di punta del Campionato Europeo Femminile di Calcio che si è svolto in Svizzera dal 2 al 27 luglio. Evento al quale ha segnato due gol in tre partite e ha partecipato come friend of the brand di Hublot, orologio ufficiale della manifestazione.
Come ti sei avvicinata al calcio? Sono nata in una famiglia di calciatori. Tutti giocavano: mia madre, mio padre, mio fratello e mia sorella maggiori. In un certo senso, non avevo altra scelta che giocare a calcio!
Come sei diventata un attaccante? Credo sia stato un fatto istintivo. Fin da piccola, avevo questa capacità di girarmi velocemente verso la porta ed ero semplicemente brava a segnare. Devo dire che è stata una scelta naturale.
Gol che poi sono diventati tantissimi, tanto che, ad oggi, sei una delle calciatrici che ha segnato di più nella storia del calcio femminile. Ricordi il primo gol? Di sicuro ricordo il mio primo gol da professionista e calciatrice internazionale nella Uefa Women’s Champions League (a 17 anni, il 26 settembre 2012 al 50° minuto di Stabæk – Brøndby 2-0, ndr.).
E quello più importante e il più bello della tua carriera? Direi quelli nelle finali della Uefa Women’s Champions League. Probabilmente è l’apice del calcio e i miei gol hanno aiutato la squadra a vincere quei trofei: non avrebbero avuto lo stesso significato se avessimo perso. Per me un gol di squadra può essere bello quanto un tiro all’incrocio dei pali perché riassume l’essenza del calcio: uno sport di squadra.










