Un futuro ancora più green
È la grande speranza del golf tricolore e sarà il testimonial della Ryder Cup di Roma 2022. Ma non sente pressioni, ama lo sport che pratica, si allena duramente e riesce anche a uscire con gli amici. Non sempre, perché l'obiettivo è costruire una grande carriera
di Paco Guarnaccia
2' di lettura
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Le responsabilità non lo spaventano. Del resto, il 24enne romano Renato Paratore, convive da anni con l'impegnativo titolo di next big thing del golf italiano che gli esperti gli hanno affibbiato. Intanto lui si allena, vede gli amici e si gode la vita da professionista. Che gli piace e lo ha portato a diventare uno dei campioni del Golf Dream Team di Audemars Piguet.
Come ti sei avvicinato al golf?
«Un giorno per caso sono andato su un campo da golf di Roma con un amico di famiglia che mi ha fatto provare a fare qualche colpo. È stato amore a prima vista».
Pur giovanissimo, ora sei un professionista. Che tipo di vita è la tua?
«Molto bella. A patto che si abbia voglia di sacrificarsi. Servono impegno e dedizione. Poi a me piace competere e viaggiare. Quindi allenarmi e giocare non è assolutamente una fatica. Mi alleno cinque giorni alla settimana: dalle 9 di mattina fino alle 3 di pomeriggio. A queste ore vanno poi aggiunte quelle passate in palestra».
E cosa fai quando ti alleni?
«Un giocatore di golf si può allenare in vari modi. Le sessioni possono essere divise tra campo pratica e campo. Nei periodi di pausa cerco di lavorare maggiormente sulla tecnica e poi, quando si avvicinano le gare, sto molto di più sul campo. Qualunque attività si faccia, l'importante è metterci la massima concentrazione. Diciamo che la mia giornata tipo si svolge tra allenamenti e palestra. Qualche volta esco a cena con i miei amici. Ma più spesso resto a casa, mangio, dormo e si ricomincia...»
A proposito di amici. Visto che sei molto giovane, cosa ti hanno detto quando hai intrapreso questa carriera?
«Sanno come sono fatto e sanno che a 13 anni già volevo diventare professionista. Per loro non è stata una novità. Sono contenti e tifano sempre per me».








