Un Consorzio per la tutela del lievito madre da rinfresco
Prima sede operativa a Pordenone - Ne fanno parte 36 realtà sul territorio nazionale con una lista di attesa di 20 aziende
di Barbara Ganz
2' di lettura
I punti chiave
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Una sede operativa, la prima in Italia (dopo quella legale che si trova a Milano), per il Consorzio per la tutela del lievito madre da rinfresco: si trova a Pordenone, all’interno del Polo tecnologico Alto Adriatico “Andrea Galvani”.
Un luogo strategico, visto che anche la tradizione e la gastronomia hanno bisogno di tecnologia: lo dimostrano le collaborazioni avviate dal Consorzio, nato nel 2022, con i docenti di sette università italiane per studiare al meglio i vari aspetti, dalle tecniche di conservazione agli impieghi.
La missione
Il Consorzio nasce con la missione di preservare e valorizzare la tradizione artigianale italiana, promuovendo produzioni dolci e salate realizzate esclusivamente con lievito madre da rinfresco: per questo riunisce aziende italiane impegnate a mantenere viva una tradizione di lievitazione naturale e spontanea, sottolineando il legame profondo tra persone, qualità del cibo e ambiente.
Attualmente ne fanno parte 36 realtà sul territorio nazionale con una lista di attesa di 20 aziende. Lavoriamo per tutelare l’artigianato e la professionalità di tutti coloro che producono il proprio lievito madre da rinfresco. Contiamo di operare sul territorio in modo sempre più efficace e di arrivare a consorziare circa 30 aziende in Friuli VG nel 2025», spiega Anna Sartori, presidente del Consorzio. Una scelta di qualità spiega Antonio Follador dell’omonimo panificio: con la collaborazione di accademici e specialisti, il Consorzio supporterà le imprese nella crescita, nella certificazione e nella tutela delle produzioni, «garantendo trasparenza e autenticità per i consumatori».
La qualità
Un approccio responsabile al cibo, che esclude gli additivi industriale e lascia spazio al tempo, alla pazienza, alla lavorazione artigianale garantendo «la continuità di un metodo complesso di trasformazione dei prodotti agro-alimentari che altrimenti verrebbe soppiantato da sistemi produttivi avulsi dall’ambiente che li ha generati e privi di caratterizzazione», si legge nella presentazione degli obiettivi dichiarati alla presenzazione ufficiale.


