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Un cocktail di microRna, nuova arma contro il tumore al cervello

Il lavoro dell’Iit di Genova, supportato da Airc e pubblicato su Molecular Therapy - Nucleic Acids, dimostra che l’invenzione brevettata rallenta la crescita del glioblastoma

di Francesca Cerati

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Un gruppo di ricercatori dell’Istituto Italiano di Tecnologia (Iit) ha messo a punto un promettente “cocktail” di microRna (miRNA) che, in modelli preclinici, rallenta la crescita del glioblastoma, uno dei tumori cerebrali più aggressivi. Il lavoro è appena uscito sulla rivista Molecular Therapy - Nucleic Acids, grazie al sostegno della Fondazione Airc per la Ricerca sul cancro.

Il protocollo, sviluppato nel Laboratorio di Neurobiologia dei miRna coordinato da Davide De Pietri Tonelli, prevede l’utilizzo combinato di undici diversi miRna, tutti non codificanti, capaci di agire su più fronti contemporaneamente. I test sono stati condotti su cellule derivanti da pazienti con glioblastoma e su modelli animali preclinici.

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Secondo i ricercatori, la strategia è efficace nel rallentare la proliferazione tumorale e nel diminuire l’invasività delle cellule cancerose, e amplifica anche l’efficacia dei chemioterapici tradizionali, come il temozolomide.

Perché un cocktail di miRna è più potente

«A livello internazionale esistono molti trial con farmaci a Rna che impiegano un singolo Rna, ma il tumore può trovare una via di resistenza - spiega De Pietri Tonelli - Con un cocktail di miRna tale possibilità è ridotta, perché ciascuna molecola agisce su più bersagli, non lasciando spazio alla cellula tumorale di riprendere la sua attività di crescita». In sostanza, l’approccio multiplo rende più difficile per il glioblastoma bypassare la terapia.

Il gruppo di De Pietri Tonelli si è concentrato su miRna che, nel cervello sano, sono coinvolti nella neurogenesi: il differenziamento delle cellule staminali in neuroni. Nel glioblastoma, questi miRna risultano spesso sottoespressi o mal regolati. Aggiungendoli in combinazione, i ricercatori sono riusciti a ripristinare un equilibrio molecolare che frena la crescita tumorale.

Come spiega Silvia Rancati, prima autrice dello studio: «Attraverso modelli genetici e computazionali, abbiamo capito che questi miRna collaborano tra loro per ostacolare le interazioni tra cellule tumorali e microambiente, riducendo adesione e invasività».

Tecnologia di somministrazione e brevettazione

Per veicolare i miRna, il team ha utilizzato nanoparticelle simili a quelle impiegate nei vaccini a Rna, garantendo così un’efficace consegna nelle cellule tumorali. Il protocollo è già brevettato, ma è ancora in via preclinica: servirà un percorso di validazione rigoroso prima di arrivare agli studi clinici sull’uomo. Dietro questo risultato c’è una forte sinergia tra vari laboratori: il Laboratorio di Nanotecnologie per la Medicina di precisione dell’Iit (diretto da Paolo Decuzzi), il Laboratorio di Chimica analitica, l’Università di Genova e l’Irccs Policlinico San Martino di Genova.

De Pietri Tonelli sottolinea: «Questa ricerca dimostra quanto possa essere potente la scienza guidata dalla curiosità e la collaborazione multidisciplinare, che mette insieme neurobiologia, nanotecnologia, chimica analitica e biologia computazionale».

Prospettive future e potenziali applicazioni

Il mix di 11 miRna non è pensato solo per il glioblastoma. Poiché agisce su meccanismi comuni di adesione, proliferazione e invasione, potrebbe essere adattato anche ad altri tumori aggressivi. L’obiettivo è continuare il lavoro in laboratorio per poi avviare studi clinici, se la sicurezza e l’efficacia verranno confermate.

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