Tenuta de l’Annunziata, un bosco bioenergetico a venti minuti dalla città
Il natural relais dove è possibile beneficiare degli effetti positivi del verde sulla salute
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Dietro a un bosco vivo c’è sempre un uomo dal cuore verde. In questo caso una famiglia intera: quella dei Guffanti-Pezzoli, certamente ancora legati al mondo della fornitura di energia, ma grazie a un consigliere di fiducia come Emilio Trabella, botanico comasco di fama internazionale, Massimo, Magda e i tre figli Guffanti non potevano che innamorarsi della biodiversità racchiusa in ben 13 ettari di bosco della Tenuta de l’Annunziata. È questa la cornice vitale del natural relais che si trova a Uggiate con Ronago a circa venti minuti dalle sponde del Lario e dalla città di Como.
Una collina ricoperta da castagni, pini silvestri, betulle, sorbi, e ancora agrifogli, olmi montani, querce e faggi che l’ecodesigner e bio-researcher Marco Nieri ha valorizzato a bosco bioenergetico. «Si tratta di un bosco completamente naturale – spiega Elisabetta Guffanti responsabile assieme alla sorella Arianna della tenuta -. Certamente sono previsti da parte nostra il mantenimento e la cura del verde, ma non interveniamo con una gestione invasiva di espianti o trapianti o inserimenti di nuove specie arboree. In prossimità delle aree bioenergetiche identificate da Nieri, abbiamo inserito delle sedute in legno e pietra che vengono utilizzate dai nostri ospiti per sostare e beneficiare degli effetti positivi degli alberi che aumentano il senso di benessere complessivo».
Qui si possono vivere tutto l’anno i bagni nel bosco, se vogliamo tradurre quel forest bathing o shinrin-yoku, termine giapponese che ora va per la maggiore. D’altra parte, sono sempre più evidenti le prove che i castagni diano effetti positivi su reni, ghiandole surrenali, prostata e sistema linfatico, ma anche sul sistema cardiocircolatorio e coronarie. Mentre la sosta nell’area caratterizzata da pini silvestri e querce è consigliata a chi soffre di problemi al fegato, al sistema nervoso o al pancreas.
Tra i progetti in cantiere, racconta Massimo Guffanti, c’è la sempre più stretta collaborazione con Fondazione Minoprio (continuando proprio nella tradizione di Trabella, cugino di Guffanti) ma anche l’idea di sviluppare dei percorsi in tema di fauna. Qui i bambini sono i benvenuti e spesso gli asili organizzano gite.
È proprio l’anima dell’azienda agricola della tenuta che emerge in questo contesto (la Regione Lombardia ha conferito ancora una volta i “Cinque girasoli camuni”). Nelle stalle troviamo una quarantina di vacche della razza piemontese cui non è dato mangime sintetico, e l’orto, che dà gli elementi naturali al menu del resort, è coltivato con la collaborazione di Semplice Terra di Saronno nei campi di Bregnano.


