Prosa

Un ascetico Brokeback Mountain al Teatro Quirino

La musica dal vivo è affidata alle composizioni di Dan Gillespie Sells e alla voce di Malika Ayane

di Giuseppe Fantasia

3' di lettura

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Vent’anni dopo il suo ingresso nell’immaginario collettivo, Brokeback Mountain è arrivato a teatro con una naturalezza e con un tempo che non hanno smussato il racconto, ma lo ha reso ancora più vero ed esigente. La versione scenica non compete con il film Premio Oscar di Ang Lee sul terreno dell’icona o dell’emozione immediata, ma sceglie un confronto più severo, quasi ascetico, con ciò che resta quando una storia è stata già vista, amata e discussa. Il teatro diventa così uno strumento di verifica e di precisione grazie alla regia di Giancarlo Nicoletti che lavora per sottrazione e fiducia nel testo, nei suoi vuoti e nelle sue ripetizioni, ma soprattutto, negli attori. Edoardo Purgatori e Filippo Contri non cercano di “interpretare” Ennis e Jack, ma di abitarli con grazia e bravura estrema, accettando che la loro relazione non chieda mai di essere chiarita fino in fondo. Purgatori costruisce un Ennis compatto, governato da una disciplina interiore che confina con l’autopunizione: ogni gesto è misurato, ogni parola è preceduta da una valutazione del danno. Contri, invece, dà a Jack una qualità irrequieta, una spinta verso ciò che potrebbe essere e che non trova spazio nel mondo così com’è. Il loro incontro è fatto di silenzio e di eccesso, di timidezza e paure, di gioie nascoste e poi svelate, di jeans e scarpe sporche e di corpi sudati, di baci, abbracci, effusioni e contatti dati senza sapere bene come funzioni, ma dati, e questo è importante.

Il loro incontro non produce sintesi, ma attrito e proprio in questo disallineamento l’amore prende forma, senza mai diventare una soluzione. La musica dal vivo, affidata alle composizioni di Dan Gillespie Sells e alla voce di Malika Ayane accompagnata dall’orchestra, non svolge una funzione illustrativa, ma è una presenza strutturale, una memoria sonora che organizza il tempo emotivo dello spettacolo. Il canto non spiega ciò che accade, ma custodisce ciò che non riesce a essere detto, offrendo al racconto una profondità ulteriore senza indulgere nella tentazione del commento. Progressivamente, ciò che emerge con maggiore chiarezza è che Brokeback Mountain (dove recitano anche Mimosa Campironi e Matteo Milani), non racconta un amore impedito, ma un amore che fatica a diventare biografia. Jack ed Ennis si amano e cercano di farlo nonostante le difficoltà del periodo e dei luoghi in cui vivono. Il loro legame non nasce dall’illusione, ma da un riconoscimento reciproco che precede le scelte e tuttavia, una volta ricondotto nella vita ordinaria, quello stesso amore si frammenta in ritorni intermittenti, in promesse sospese e in una continuità sempre rinviata.

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La montagna

La montagna, poi, rivela la sua funzione più profonda sin dal titolo: non è un rifugio, né un simbolo romantico, ma il luogo in cui la verità dell’esperienza è possibile, perché temporanea. Lì l’amore esiste senza dover negoziare la propria legittimità, mentre invece altrove, deve misurarsi con un ordine del mondo che non lo sa ospitare senza deformarlo. Il teatro rende percepibile questa frattura con una chiarezza quasi crudele, perché ciò che manca pesa quanto ciò che è presente. Quando il racconto sembra esaurirsi, non resta una catastrofe e il legame tra i due ragazzi non si dissolve, ma si ritrae nella memoria, continuando ad esercitare la propria pressione sul tempo successivo. Jack ed Ennis non incarnano una felicità mancata, ma una verità riconosciuta in un luogo che non consente di trattenerla. Brokeback Mountain si congeda così dallo spettatore senza offrire consolazioni, ma ricordando che non tutto ciò che è autentico riesce a diventare stabile e che alcuni amori, pur pienamente vissuti, restano irriducibili alla forma della vita condivisa, fino al finale.

 

Brokeback Mountain, regia di Giancarlo Nicoletti con Edoardo Purgatori e Filippo Contri, composizioni di Dan Gillespie Sells con la voce di Malika Ayane, tornerà a teatro entro la fine dell’anno.

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