Consiglio europeo

Ue, sul tavolo dei 27 a Cipro le misure contro lo shock energetico

La Commissione punta sul coordinamento e propone un osservatorio dedicato al carburante dei trasporti. A maggio modifiche alla legislazione sulla tassazione nel settore elettrico Riserve in comune e aiuti di Stato più flessibili: il piano Ue alla vigilia del vertice

dal nostro corrispondente Beda Romano

La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen  REUTERS

3' di lettura

English Version

3' di lettura

English Version

BRUXELLES – Come in occasione della pandemia, la Commissione europea crede che sia necessario un salto di qualità nel coordinamento tra i paesi membri per meglio affrontare lo shock energetico provocato dalla guerra in Medio Oriente. In una attesa comunicazione pubblicata il 22 aprile, l’esecutivo comunitario ha messo l’accento sugli approvvigionamenti in gas, petrolio e cherosene. Non sono escluse modifiche legislative ai testi che in Europa regolano, tra le altre cose, le riserve di carburanti.

«Le scelte odierne ci permetteranno di meglio affrontare le sfide di oggi e le crisi di domani», ha detto la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen in un comunicato. «La strategia AccelerateEU offrirà rimedi immediati e strutturali a favore di consumatori e di imprese. Nel contempo dobbiamo accelerare la svolta verso le energie pulite per beneficiare di indipendenza e sicurezza energetica, e meglio affrontare tempeste geopolitiche».

Loading...

Da quando è iniziato il conflitto in Medio Oriente il valore delle importazioni di petrolio e gas è salito di 24 miliardi di euro. Semplificando, il pacchetto presentato ieri prevede misure immediate e di breve termine – ossia riduzione dei consumi e aiuti ai consumatori -; nonché azioni di più lungo periodo, tra cui nuovi investimenti nella transizione energetica. In maggio Bruxelles presenterà modifiche alla legislazione che regola la tassazione nel settore elettrico.

La Commissione europea intende creare un osservatorio dedicato al carburante per i trasporti, a rischio di penuria nel caso la guerra nel Golfo dovesse proseguire. L’obiettivo sarà di effettuare una mappatura delle necessità e delle riserve nazionali. A proposito del cherosene, sempre in maggio l’esecutivo comunitario intende presentare proposte «per ottimizzare la distribuzione tra i paesi membri in modo da assicurare la disponibilità di carburante attraverso l’Europa e in tutti gli aeroporti».

Nei fatti si tratterebbe di mettere in comune le riserve nazionali. Il terreno è scivoloso, ma la misura rappresenterebbe, se si concretizzasse, un ulteriore progresso nell’integrazione comunitaria. Nel contempo, Bruxelles intende rivedere le regole europee relative alle riserve strategiche. La Commissione pubblicherà inoltre linee-guida per chiarire gli elementi di flessibilità contenuti nella legislazione europea quanto a gestione dei voli e dei rifornimenti.

Sempre a proposito di stock di carburante, l’esecutivo comunitario vuole che i paesi membri coordinino l’approvvigionamento e l’eventuale uso delle riserve d’emergenza. Queste misure giungono mentre cresce il timore che l’aumento del prezzo di petrolio e gas, dovesse esso durare a lungo, non solo peserà sulla congiuntura attraverso un balzo dell’inflazione, ma modificherà strutturalmente i comportamenti di imprese e consumatori.

Intanto, da metà aprile, Bruxelles sta lavorando su nuova flessibilità nell’uso degli aiuti di Stato. Novità dovrebbero esserci a fine mese. A questo proposito, la Commissione lascia ai governi decidere se eventualmente tassare i super profitti delle imprese energetiche. Secondo il centro-studi Transport & Environment, le aziende del settore hanno accumulato extra-benefici per 37 miliardi di euro, da quando è iniziata la crisi.

Infine, sul fronte degli investimenti a sostegno della transizione energetica, Bruxelles incoraggia l’uso dei fondi europei e del gettito derivante dal mercato delle emissioni nocive (l’ETS). D’altro canto, secondo gli ultimi dati disponibili, la quota delle rinnovabili nella produzione europea di elettricità ha subìto una straordinaria accelerazione. Le fonti rinnovabili pesavano per il 16% nel 2004, oggi la percentuale è salita al 48%. Tra il 2020 e il 2024, il balzo è stato di 11 punti percentuali.

I commenti alla comunicazione provenienti dal settore dell’aviazione sono stati positivi, in una giornata in cui TUI e EasyJet hanno lanciato un allarme profitti. «Il piano adottato oggi rappresenta la strategia e la risposta adeguate per mitigare i potenziali rischi di carenza di carburante per aerei», ha detto Olivier Jankovec, presidente dell’associazione che raggruppa gli aeroporti europei.

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti