Ue prepara nuove linee guida per limitare l’impatto dei social media sui minori
Dopo il Parlamento, la Commissione al lavoro sul Digital Fairness Act
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È un vero mea culpa mondiale quello che si sta sollevando sull’uso dei social da parte dei giovanissimi. Una presa di coscienza di cui anche le istituzione europee si fanno carico.
Non a caso intervenendo al Parlamento australiano a Canberra la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha commentato la scelta legislativa del Paese spiegando come «diversi Stati membri dell’Ue stanno valutando di seguire il vostro esempio» tanto che, ha aggiunto, «all’inizio di questo mese ho riunito per la prima volta il mio gruppo di esperti.
Stanno esaminando come l’Europa possa implementare possibili restrizioni nell’Unione. Stiamo seguendo con attenzione il vostro divieto dei social media, leader a livello mondiale. Come madre di sette figli e nonna di sei nipoti, sento profondamente la responsabilità di proteggere i nostri bambini. Siamo noi genitori che dobbiamo educarli, non algoritmi predatori e dipendenti».
Dal Parlamento
L’intervento di von der Leyer arriva a pochi mesi dall’approvazione da parte del Parlamento europeo di una risoluzione (483 voti favorevoli, 92 voti contrari e 86 astensioni) non vincolante, in cui sono state espresse «forti preoccupazioni per la salute fisica e mentale dei minori online».
Allo stesso tempo nel testo sono state chieste «maggiori tutele contro le strategie manipolative che possono accrescere la dipendenza e incidere negativamente sulla loro capacità (dei minori, ndr) di concentrarsi e interagire in modo sano con i contenuti digitali».








