Quanto valgono le promesse mancate di Apple sull’Ai?
di Alessandro Longo
5' di lettura
5' di lettura
L’ Unione europea cerca il dialogo abbassando i toni con Roma ma continua a battere sul tasto dei controlli sul Pnrr, come previsto dal regolamento del Recovery. Sull’altro fronte, il governo tiene il punto sugli emendamenti al decreto Pa dopo aver ampiamente precisato la sua posizione. Una situazione che viene letta come una sorta di tregua, anche grazie alla frenata lessicale di Bruxelles. Lunedì 5 giugno il governo dovrebbe chiedere a Montecitorio un voto dell’aula ponendo la fiducia sul provvedimento. Palazzo Chigi spiega che non ha altro da aggiungere: il documento in otto punti diffuso in risposta alle valutazioni di Bruxelles chiarisce la linea di Roma sul Pnrr e la questione Corte dei Conti. La Commissione cerca dunque di calmare le acque sul pnrr, ma non cambia linea sul tema dei controlli.
Con la Commissione Ue il caso sui controlli al Pnrr «è chiuso», ha detto il ministro agli Affari Europei Raffaele Fitto al Tg1. «La precisazione di ieri» della Commissione, ha aggiunto, «risolve la questione. Il lavoro che portiamo avanti con la Commissione è assolutamente in perfetta collaborazione e soprattutto i rapporti dei vertici, cioè della presidente Meloni e della presidente Von der Leyen sono di proficuo e positivo lavoro comune». Quanto poi alla terza rata, sulla quale è in atto un processo di valutazione, Fitto ha spiegato che «con la commissione Europea siamo in una fase molto positiva e costruttiva che io ritengo si concluderà positivamente senza alcuna difficoltà».
Continua la protesta dei magistrati della Corte dei conti, che hanno convocato un’assemblea straordinaria lunedì 5 giugno con all’ordine del giorno “Iniziative conseguenti agli emendamenti sulle limitazioni delle funzioni della Corte dei conti: controllo concomitante e scudo erariale “.
In parallelo un portavoce della Commissione europea interpellato sullo stato delle trattative con Roma per lo sblocco della terza rata e le modifiche al piano italiano ha chiarito che sul Pnrr «sono in corso scambi costruttivi» con l’Italia e «le autorità italiane forniscono ulteriori informazioni ove necessario». «Come regola generale - ha poi ricordato -, non commentiamo i disegni di atti legislativi» nazionali, aggiungendo che il regolamento sul Recovery fund «richiede un quadro di controllo su misura e proporzionato alla sua natura unica di programma di spesa dell’Ue».
Le parole del ministro e le nuove indicazioni del portavoce della Commissione europea sono giunte a 24 ore di distanza dal botta e risposta tra la Commissione europea e il governo italiano, dopo l’approvazione di un emendamento dell’esecutivo al decreto Pa per limitare i controlli della Corte dei Conti sul Pnrr. «Noi abbiamo un accordo con l’Italia sulla necessità di avere un sistema di controlli efficace per quanto riguarda la spesa dei fondi del Pnrr ed è responsabilità delle autorità italiane che questi enti siano in grado di lavorare», ha sottolineato un portavoce della Commissione Europea rispondendo a una domanda sulle misure del governo sulla Corte dei Conti. «Le autorità italiane hanno istituito un ente ad hoc responsabile del controllo dei fondi del Pnrr, monitoreremo con grande attenzione cosa prevede la bozza di legge al riguardo della Corte dei Conti», ha aggiunto.