P.Chigi,norme in dl Pa non modificano accordi con Ue
A stretto giro, la replica di Palazzo Chigi. «Le norme proposte dal Governo - approvate ieri dalla Commissione parlamentare nel D.L. Pubblica Amministrazione - non modificano quanto già concordato tra Commissione europea e Governo italiano, le norme in discussione non intervengono su quanto previsto dal D.L. 77 del maggio del 2021», si legge in una nota.
«Portavoce commissione Ue alimenta polemiche»
Il Governo, viene messo in evidenza ancora nella nota, condivide il fatto che «il Recovery necessita di un quadro di controlli che siano adatti e proporzionati alla sua natura unica e in modo che i programmi di spesa si basino sull’efficienza. L’azione del governo si basa su questo principio. Il portavoce della Commissione Ue afferma che la “Commissione europea non commenta i progetti di legge”, ma subito dopo - senza alcun approfondimento di merito - lo stesso portavoce fa seguire delle considerazioni che alimentano polemiche politiche strumentali che non corrispondono alla realtà», prosegue la nota.
«Con la Corte dei conti tavolo per revisionare Pnrr»
L’esecutivo ha poi ricordato che «ieri a Palazzo Chigi si è svolto un lungo, cordiale e proficuo incontro tra il Governo e la Corte dei conti. Nell’incontro è stata decisa all’unanimità l’apertura di un tavolo di lavoro per revisionare e definire meglio alcuni istituti relativi ai controlli sul Pnrr».
Le parole del portavoce della Commissione europea
Sullo sfondo, le parole del portavoce della Commissione europea. «Come regola generale - ha affermatoo - non ci esprimiamo sui progetti di legge e dunque non entriamo nel dettaglio. Possiamo dire che il Pnrr richiede una risposta proporzionata vista la sua natura unica, essendo un programma di spesa basato sulle performance. I sistemi di controllo nazionali costituiscono i meccanismi principali per proteggere gli interessi finanziari dell’Ue e sono gli Stati membri che devono assicurarsi che non ci siano conflitti di interessi e o frodi. E l’Italia ha in campo un sistema solido».
Lunedì 5 giugno, sul decreto Pa che contiene l’emendamento sulla Corte dei Conti potrebbe anche essere posta la fiducia alla Camera. Certo, una volta approvato il decreto passerà all’esame del Quirinale. E, in ogni caso, potrebbe complicare il negoziato con l’Ue sul Pnrr. L’ok della Commissione alla terza rata del Piano continua a non vedere la luce. E all’orizzonte la trattativa per il nuovo Pnrr modificato - con l’aggiunta del RepowerEu - si preannuncia difficile. Sia per la portata delle modifiche che Roma potrebbe chiedere (inclusi alcuni target legati al Superbonus) sia per la tempistica: se il negoziato iniziasse dopo l’estate a rischio ridimensionamento non sarebbe solo la rata di giugno ma anche quella dicembre, entrambe basate su un Piano ormai vecchio, si ragiona in ambienti comunitari.