«Strategia da rivedere»

Ue: «Insufficienti misure di Roma contro la peste suina»

Gli esperti dell’Unione europea: «l’epidemia sembra avanzare più velocemente dei provvedimenti»

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Le misure dell’Italia per controllare la peste suina sono insufficienti. È il monito degli esperti dell’Eu Veterinary Emergency Team della Commissione Ue che, in un report elaborato dopo una missione in Lombardia ed Emilia-Romagna, evidenziano che «la strategia di controllo» della malattia «nel Nord Italia dev’essere migliorata». Serve un piano “comune” e “coordinato” per l’intera area, oltre a un «urgente piano B esteso per il controllo e l’eradicazione della malattia», scrivono gli esperti, aggiungendo che «l’epidemia sembra avanzare più velocemente delle misure» e «c’è da temere che si diffonda verso Est e Sud verso la Toscana».

Commissione Ue: sfida estrema e urgente per il mondo intero

Davanti alla sfida «estrema e urgente per il mondo intero» della lotta alla peste suina africana, è di «massima importanza essere vigili e di applicare tutta la legislazione europea pertinente, in particolare durante la stagione di punta estiva». Lo afferma la Commissione europea. La presenza in Europa della malattia «non è solo una minaccia per il settore suinicolo europeo, ma può anche avere importanti conseguenze negative per il nostro ambiente e i nostri ecosistemi, nonché un impatto sull’agricoltura e sul commercio», avverte una portavoce dell’esecutivo Ue, ricordando che «gli Stati membri interessati hanno compiuto notevoli sforzi per sradicare e contenere questa malattia devastante». «Come previsto dalla legislazione Ue, la Commissione adotta le necessarie misure di regionalizzazione tenendo conto della situazione epidemiologica» nei Ventisette, aggiunge.

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