Commissione europea

Ue, approvato nuovo pacchetto di sanzioni contro la Russia. Sbloccato anche il prestito da 90 miliardi

Bruxelles ribadisce la volontà di uscire dalla dipendenza energetica da Mosca, puntando su coordinamento e scorte per affrontare l’emergenza della guerra nel Golfo

Il commissario europeo per l'Energia Dan Jorgensen e la vicepresidente esecutiva della Commissione europea per una transizione pulita, equa e competitiva Teresa Ribera (non presente nella foto) tengono una conferenza stampa sulla guerra in Iran e sul suo impatto sulla sicurezza energetica dell'UE, a Bruxelles, in Belgio, il 22 aprile 2026.  REUTERS/Omar Havana REUTERS

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Il Coreper (l’organismo tecnico degli ambasciatori che prepara le riunioni ministeriali del Consiglio Ue) ha sbloccato, oggi a Bruxelles, i due dossier riguardanti il prestito da 90 miliardi di euro all’Ucraina e il 20esimo pacchetto di sanzioni contro la Russia, che l’Ungheria - esercitando il suo diritto di veto - aveva finora tenuto in ostaggio, in attesa della riapertura dell’oleodotto Druzhba.

Le due decisioni saranno formalizzate con procedura scritta entro domani pomeriggio, se nel frattempo nessuno stato membro presenta obiezioni.

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Il nuovo pacchetto di sanzioni contro la Russia è stato deliberato dopo che l’Ungheria ha revocato il suo veto. Lo ha riferito la presidenza cipriota del Consiglio della Ue. Lo scopo è rafforzare contro la Russia la pressione su energia, finanza e industria, con l’obiettivo di colpire le entrate di Mosca e limitarne la capacità bellica. Sul fronte energetico, sono previste nuove restrizioni su petrolio e gas, insieme a misure contro la cosiddetta flotta ombra di petroliere utilizzata per aggirare le sanzioni. Stretta anche su trasporti e logistica, con limitazioni all’accesso ai porti europei per navi legate alla Russia e possibili restrizioni sui servizi marittimi connessi al commercio di greggio.

Il pacchetto introduce inoltre sanzioni nel settore finanziario e tecnologico, colpendo banche e servizi finanziari, vietando alcune attività legate alle criptovalute e rafforzando i meccanismi anti-elusione anche verso Paesi terzi e intermediari. Sul piano industriale e commerciale, l’Ue amplia i divieti su metalli, prodotti chimici e altri beni strategici, prendendo di mira direttamente il complesso militare-industriale russo, inclusa la produzione di droni. Infine, viene estesa la lista di individui ed entità soggetti a sanzioni personali, con congelamento dei beni e restrizioni mirate. In origine la Ue aveva sperato di varare il nuovo pacchetto, il ventesimo, in concomitanza con il quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina ma il veto ungherese ha costretto Bruxelles a posticiparne l’adozione.

Jorgensen conferma stop all’energia russa

«La decisione della Commissione è molto chiara. No, in futuro non importeremo più nemmeno una singola molecola di energia russa». Così il commissario europeo per l’Energia Dan Jorgensen ha confermato la volontà di Bruxelles di affrancarsi dalle importazioni provenienti da Mosca. «Perché Putin ha utilizzato l’energia per ricattare gli Stati membri dell’Unione europea e, infine, perché quando acquistiamo, se acquistiamo la sua energia, contribuiamo anche indirettamente a sostenere la guerra contro i nostri amici in Ucraina - ha aggiunto Jorgensen - Sarebbe quindi un errore terribile e non cambieremo in alcun modo i nostri piani. Abbiamo adottato la legislazione, è in fase di attuazione e presto usciremo da una dipendenza di cui, francamente, avremmo dovuto liberarci molti anni fa».

Pichetto: «Sulla riapertura al gas russo il governo dice no»

Anche il governo italiano è intervenuto sulla questione del gas russo, dopo le sollecitazioni a riconsiderare il bando sull’energia di Mosca da parte dell’ad di Eni Claudio Descalzi. Se il blocco di Hormuz dovesse continuare, diverse voci si sono sollevate per una sospensione alle misure contro la Russia. «Descalzi esprime l’opinione di un operatore. Io esprimo l’opinione del governo e dell’Unione europea, e l’opinione in questo momento è no», ha dichiarato il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, a margine dell’inaugurazione dell’hub di Roma del Politecnico di Torino.

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