Ue allarga l’area di Schengen: niente controlli per Bulgaria e Romania
Gli stati membri dell’Unione europea adotteranno le nuove disposizioni a partire dall’1° gennaio 2025. Reazioni positive dal mondo imprenditoriale italiano: si aprono nuove opportunità di scambi e investimenti
dal nostro corrispondente Beda Romano
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BRUXELLES - Dopo anni di laboriosi negoziati, i ministri dell’Interno dell’Unione europea hanno deciso di concedere alla Romania e alla Bulgaria l’ingresso nella Zona Schengen, l’area nella quale c’è libertà di movimento, in linea di massima senza controllo d’identità. La decisione è stata salutata positivamente dal mondo imprenditoriale italiano a Bucarest e a Sofia, anche perché si aspetta un aumento degli scambi economici tra l’Italia e i due paesi sul Mar Nero.
La scelta è giunta dopo che per anni alcuni Paesi hanno ostacolato l’ingresso di Romania e Bulgaria nella Zona Schengen. In particolare, l’Olanda e l’Austria si sono sempre dette preoccupate dai rischi di immigrazione clandestina e di ordine pubblico. Col tempo sono cadute anche le ultime ritrosie, sulla scia degli impegni dei due Paesi a meglio controllare le frontiere esterne. La decisione, che rafforza i legami dei due Paesi con il resto dell’Unione, coincide con le indagini su possibili interferenze russe nel recente voto presidenziale in Romania.
A dire il vero i controlli alle frontiere aeree e marittime dei due Paesi dell’Europa centro-orientale sono stati eliminati fin dal marzo scorso. Dal 1° gennaio toccherà alle frontiere terrestri, inevitabilmente più importanti. La Romania confina con la Bulgaria, l’Ucraina, la Moldavia, l’Ungheria e la Serbia. La Bulgaria invece conta frontiere terrestri con la Macedonia del Nord, la Serbia, la Grecia, la Turchia e la stessa Romania. La Zona Schengen raggruppa oramai 29 Paesi, tra cui 25 Stati membri dell’Unione europea. Mancano all’appello due isole: Irlanda e Cipro.
Come detto, l’annuncio da Bruxelles è stato accolto positivamente dal mondo economico italiano a Bucarest e a Sofia. D’altro canto, in entrambi i Paesi la presenza imprenditoriale italiana è radicata. Secondo una recente ricerca dell’Università Babeș-Bolyai di Cluj-Napoca, su iniziativa dell’ambasciata italiana a Bucarest, la Romania conta circa 50mila aziende italiane (di cui 20mila pienamente attive). Lo stock di investimenti italiani nel paese dovrebbe aver superato i 9,1 miliardi di euro nel 2023.
Spiega da Bucarest Giovanni Pometti, segretario generale della Camera di commercio italiana per la Romania: «L’Italia è il secondo partner del Paese dopo la Germania. Con l’entrata nella Zona Schengen, ci sarà certamente un aumento dei flussi commerciali e anche degli investimenti diretti (...) I settori che più beneficeranno dell’adesione saranno quelli relativi alle nuove tecnologie, all’agro-business e all’energia. Lo stesso turismo italiano probabilmente aumenterà».








