Guerra

Ucraina, Zelensky: in Crimea raid su logistica, industria petrolifera e difesa aerea russa. Sospesa distribuzione carburante

Mosca rivendica l’abbattimento di 239 droni ucraini, mentre un attacco su Kerch provoca quattro morti. Il bilancio più pesante arriva dalla regione di Zaporizhzhia

Una foto fornita dall’ufficio stampa della 65ª Brigata Meccanizzata Distinta delle Forze Armate ucraine mostra i militari della 65ª Brigata Meccanizzata Distinta mentre partecipano all’addestramento prima della partenza verso una postazione in prima linea nella regione di Zaporizhzhia, in Ucraina, nel contesto dell’invasione russa in corso. Le truppe russe sono entrate nel territorio ucraino il 24 febbraio 2022, dando inizio a un conflitto che ha provocato distruzione e una crisi umanitaria. EPA/Ufficio stampa della 65ª Brigata Meccanizzata FOTO FORNITA FOTO FORNITA FOTO FORNITA SOLO PER USO EDITORIALE/NON DESTINATA ALLA VENDITA EPA

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Nuova escalation di attacchi tra Russia e Ucraina. Nelle ultime ore bombardamenti, raid aerei, droni e colpi di artiglieria hanno provocato vittime e feriti in diverse regioni ucraine, mentre un attacco con droni attribuito a Kiev ha causato morti e feriti nella penisola di Kerch, in Crimea.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Secondo le autorità ucraine, tre persone sono morte nelle regioni di Dnipropetrovsk e Poltava. Il capo dell’amministrazione militare della regione di Dnipropetrovsk, Oleksandr Ganzha, ha riferito su Telegram che una persona è rimasta uccisa e altre nove ferite in una serie di bombardamenti, attacchi con droni e colpi di artiglieria che hanno colpito tre distretti della regione. Nella regione di Poltava, il governatore Vitali Dyakivnich ha reso noto che due persone sono morte in seguito a un attacco avvenuto nella serata precedente. Una delle vittime è deceduta dopo il ricovero in ospedale. I feriti sono stati 13.

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Il bilancio più pesante arriva dalla regione di Zaporizhzhia. Il capo dell’amministrazione militare regionale, Ivan Fedorov, ha riferito che nelle ultime 24 ore le forze russe hanno effettuato 846 attacchi contro 50 insediamenti. Secondo quanto riportato da Ukrinform, le truppe russe hanno lanciato 34 raid aerei sulla città di Zaporizhzhia e su diverse comunità della regione.

L’offensiva ha incluso anche 568 attacchi con droni di vario tipo, principalmente FPV (First Person View), contro oltre 30 insediamenti, comprese comunità situate in prima linea e aree residenziali. A questi si sono aggiunti quattro attacchi con sistemi lanciarazzi multipli e 240 bombardamenti di artiglieria contro città e villaggi dell’intera regione.

Gli attacchi più gravi hanno colpito proprio la città di Zaporizhzhia e il distretto circostante, dove cinque persone sono morte e altre 13 sono rimaste ferite. Le autorità regionali hanno inoltre ricevuto 113 segnalazioni relative a danni subiti da edifici residenziali, veicoli e infrastrutture critiche.

Da parte russa, il ministero della Difesa ha dichiarato che durante la notte sono stati abbattuti 239 droni ucraini. Sempre sul fronte russo, le autorità della Crimea hanno denunciato un attacco di droni nella penisola di Kerch, in cui sono rimaste uccise quattro persone e ferite 28.

Poi, la conferma del presidente ucraino Volodymyr Zelensky su X: “La scorsa notte, i nostri attacchi a lungo raggio hanno preso di mira la logistica militare, l’industria petrolifera e la difesa aerea degli occupanti” in Crimea. “Sono state colpite infrastrutture situate su entrambi i lati del ponte di Crimea: infrastrutture logistiche marittime utilizzate per il trasporto di petrolio nella regione di Krasnodar, nonché un deposito di petrolio a Kerch, temporaneamente occupato”, ha spiegato.

Il capo di Stato ucraino ha anche aggiunto che “sono state colpite con successo infrastrutture logistiche militari, nonché quattro stazioni radar appartenenti ai sistemi S-400 e due sistemi Pantsir”.

Secondo quanto riferito dal governatore Sergey Aksyonov, quattro persone sono morte e altre 28 sono rimaste ferite. In un messaggio pubblicato sul suo canale Max, Aksyonov ha affermato che le vittime appartengono alla popolazione civile e ha espresso le proprie condoglianze alle famiglie coinvolte, assicurando che riceveranno assistenza e sostegno. I servizi di emergenza sono intervenuti nelle aree colpite e stanno operando sul posto.

Aksyonov ha poi annunciato che la vendita di carburante al pubblico è sospesa nella penisola della Crimea, occupata dalla Russia. “Oggi, 21 giugno, a partire dalle 9, la vendita di carburante nelle stazioni di servizio della Crimea è stata sospesa”, ha scritto il governatore, aggiungendo che il carburante sarebbe stato venduto solo alle imprese statali.

Nel frattempo, nella giornata di ieri, l’esercito ucraino ha colpito la raffineria di petrolio di Antipinsky nella regione russa di Tyumen, situata a più di 2.000 chilometri dal confine. Lo annuncia via social lo Stato Maggiore delle Forze armate ucraine, come rende noto l’agenzia di stampa Ukrinform. “Il 20 giugno, nella regione di Tyumen della Federazione Russa, unità delle Forze di Difesa ucraine hanno colpito la raffineria di petrolio di Tyumen (Antipinsky). I risultati dell’attacco sono in fase di valutazione. La distanza dal confine di stato dell’Ucraina all’impianto è di oltre 2.000 km”, si legge nella dichiarazione, ponendo l’accento sulle crescenti capacità ucraine di colpire obiettivi a grandi distanze. Come rileva Ukrinform, la raffineria in questione è una delle più grandi raffinerie di petrolio della Siberia occidentale, con una capacità di circa 7,5-9 milioni di tonnellate metriche di petrolio greggio all’anno. L’impianto produce gasolio, benzina e altri prodotti petroliferi, anche per le esigenze dell’esercito russo, aggiunge la testata.

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