La guerra

Ucraina, capo forze Nato in Europa: «Pronti a creare difficoltà alla Russia»

Gli inviati speciali della Casa Bianca per l’Ucraina, Steve Witkoff e Jared Kushner, incontreranno oggi il caponegoziatore ucraino Rusten Umerov a Miami

Un militare della 13a brigata "Khartiia" della Guardia nazionale ucraina partecipa a un addestramento tattico in una località non rivelata nella regione di Kharkiv, nell'Ucraina nord-orientale, il 3 dicembre 2025, nel contesto dell'invasione russa.  EPA/SERGEY KOZLOV

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La Nato è pronta a reagire all’aumento degli attacchi ibridi in Europa, anche creando delle “difficoltà” alla Russia e adottando un approccio “proattivo”. Lo ha dichiarato il comandante supremo delle Forze alleate in Europa, il generale statunitense Alexus Grynkewich, riecheggiano le parole dell’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, presidente del Comitato militare della Nato. “Se la Russia tenta di crearci dei problemi, allora forse esistono modi per creare anche a loro dei problemi”, ha affermato dal quartier generale delle Forze alleate vicino a Mons, nel sud del Belgio. “Stiamo pensando anche di essere proattivi, questa è la parola che userei”, ha aggiunto, precisando di non voler “entrare nei dettagli su come potremmo creare questi problemi”. Dopo una serie di attacchi ibridi in Europa - dai sorvoli di droni al sabotaggio di una linea ferroviaria in Polonia il mese scorso, attribuito alla Russia - diversi leader europei hanno chiesto una risposta più ferma da parte dell’Alleanza. “Queste minacce ibride sono un vero problema e penso davvero che possiamo aspettarci più situazioni di questo tipo - ha dichiarato Grynkewich - Sappiamo che la Russia è dietro una parte di tutto questo, forse non tutto, ma certamente una parte. E l’opinione pubblica dovrebbe saperlo”.

Il caso dei bambini ucraini portati in Corea del Nord

Le autorità russe hanno inviato in Corea del Nord alcuni delle migliaia di bambini ucraini rapiti nei territori occupati per «rieducarli». Lo ha denunciato il difensore civico per i diritti umani dell’Ucraina, Dmytro Lubinets, senza specificare quanti bambini la Russia abbia mandato in Corea del Nord. Citando una testimonianza pubblicata da un gruppo per i diritti umani di Kiev, Lubinets ha affermato che ci sono 165 “campi” in cui la Russia sta tentando di rieducare i bambini. Questi campi sono stati allestiti in Ucraina, Bielorussia e nei territori ucraini occupati dalla Russia, nonché in Corea del Nord. Un rappresentante del Centro regionale per i diritti umani (Rchr), citato da Lubinets, ha riferito che alcuni bambini sono stati mandati al campo estivo di Songdowon, sulla costa orientale della Corea del Nord. Lì è stato loro insegnato come “distruggere i militaristi giapponesi” e hanno incontrato i veterani coreani responsabili del sequestro di una nave spia statunitense nel 1968.

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Il governo ucraino sostiene che la Russia ha rapito o costretto alla fuga quasi 20mila bambini da quando ha lanciato la sua invasione su vasta scala il 24 febbraio del 2022. La Russia ha ammesso di aver trasferito alcuni bambini dopo aver lanciato la sua offensiva, ma afferma di averlo fatto per la loro sicurezza e che ora si sta cercando di riunirli alle loro famiglie. L’Ucraina respinge questa tesi ritenendola falsa. Nel 2023 la Corte penale internazionale (Cpi) ha emesso un mandato di arresto nei confronti del presidente russo Vladimir Putin e del suo commissario per i diritti dei minori per la presunta deportazione e il trasferimento di bambini ucraini nel territorio controllato dalla Russia.

Usa sospendono alcune sanzioni contro la russa Lukoil

Gli Stati Uniti hanno sospeso alcune delle sanzioni contro il gigante russo Lukoil in modo - si spiega - da consentire alle stazioni di servizio situate al di fuori della Russia di continuare a operare. Lo ha annunciato il Dipartimento del Tesoro. Le transazioni che coinvolgono le stazioni di servizio in questione sono consentite “per evitare di penalizzare” i loro clienti e fornitori, e a condizione che i ricavi non vengano trasferiti alla Russia.

Mosca: «Sanzioni Gb illegittime, reagiremo»

“La parte russa non riconosce le sanzioni illegittime imposte con pretesti inventati, aggirando il Consiglio di sicurezza dell’Onu, e si riserva il diritto di reagire”: lo ha affermato la portavoce del Ministero degli Esteri russo Maria Zakharova in risposta alle annunciate sanzioni britanniche contro il Gru, l’agenzia di intelligence russa che stando alle autorità britanniche realizzò l’attacco col Novichok del 2018 su ordine di Putin.

Putin: Kiev lasci il Donbass o lo libereremo con la forza

Dall’India Vladimir Putin sembra voler tendere una mano al presidente statunitense: Donald Trump - ha detto a India Today - sta «cercando sinceramente di trovare una soluzione consensuale al problema ucraino, ma questo compito non è facile». Ha aggiunto: «Questo è un compito difficile e una missione difficile quella che il presidente Trump si è assunto», ha detto il leader russo. «Riuscire a raggiungere un consenso tra le parti in conflitto non è un’impresa facile». «Ma il presidente Trump sta davvero cercando sinceramente di riuscirci, ne sono certo», ha concluso Putin. La Russia libererà il Donbass e la ’Nuova Russia’ (i territori ucraini annessi unilateralmente, ndr) Novorossiya con mezzi militari o con altri mezzi, ha aggiunto Putin nella stessa intervista al canale televisivo India Today, citata dalla Tass. “Tutto si riduce a questo: o libereremo questi territori con la forza, oppure le truppe ucraine lasceranno questi territori e smetteranno di combattervi”, ha sottolineato.

Intanto gli inviati speciali della Casa Bianca per l’Ucraina, Steve Witkoff e Jared Kushner, incontreranno oggi il caponegoziatore ucraino Rusten Umerov a Miami: è quanto riporta l’agenzia di stampa Associated Press.

Ieri l’incontro programmato a Bruxelles tra Zelensky e una delegazione di Trump, guidata da Witkoff e dal genero Kushner, in viaggio dopo la visita di Putin, è stato annullato a causa del brusco rientro del presidente ucraino a Kiev. Lo rende noto Kiev Post citando fonti non specificate. Il motivo dell’annullamento non è stato ancora reso noto.

Zelensky: delegazione Kiev in Usa per conoscere nuovi pretesti Putin

La delegazione ucraina terrà colloqui negli Stati Uniti con la squadra del presidente americano Donald Trump per “avere informazioni complete su quanto è stato detto a Mosca e su quali altri pretesti Putin ha escogitato per prolungare la guerra e fare pressione sull’Ucraina”. Lo ha detto il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, sottolineando nel suo discorso serale che “l’Ucraina è pronta a qualsiasi possibile sviluppo”.

Il capo della delegazione ucraina Rustem Umerov e il capo di stato maggiore di Kiev, Andrii Hnatov, incontreranno a Miami, in Florida, i negoziatori americani, Steve Witkoff e Jared Kushner, che martedì scorso sono stati a Mosca per discutere del piano di pace per l’Ucraina con il presidente russo. “Naturalmente noi lavoreremo nel modo più costruttivo possibile con tutti i nostri partner per garantire che la pace venga raggiunta - e che sia una pace dignitosa. Solo una pace dignitosa garantisce vera sicurezza, e comprendiamo pienamente che questo richiede - e continuerà a richiedere - il sostegno dei nostri partner”, ha aggiunto Zelensky.

Ottimismo trumpiano

Donald Trump da parte sua dice che “Putin vuole mettere fine alla guerra” con l’Ucraina, “questa è stata la loro impressione”. Il presidente ha detto questo alla Casa Bianca in base a quello che gli hanno riferito Steven Witkoff e Jared Kushner dell’incontro che hanno avuto a Mosca con il presidente russo. “Un incontro molto buono, vediamo quello che succede, quello che è venuto fuori non posso dirlo”, ha poi aggiunto, sottolineando che i suoi inviati hanno avuto la sensazione che il presidente russo “vorrebbe finire la guerra”.

“Io penso - ha aggiunto Trump - che gli piacerebbe tornare a una vita normale, penso che vorrebbe fare affari con gli Stati Uniti, sinceramente, invece di perdere migliaia di soldati ogni settimana”.

La Cina “sostiene tutti gli sforzi favorevoli alla pace” in Ucraina, ha detto il presidente Xi Jinping nel corso dell’incontro congiunto con i media insieme al suo omologo francese Emmanuel Macron, tenuto nella Grande sala del popolo, ricorrendo alla formula più usata finora da Pechino sull’aggressione di Mosca ai danni di Kiev. Xi, inoltre, ha rimarcato l’importanza dei colloqui avuti, utili per “rafforzare il coodinamento strategico” con Parigi e la cooperazione in settori come l’aerospazio e l’energia nucleare, nonché per sottolineare lo scenario di maggiori investimenti mandarini in Francia.

Sul campo di battaglia nuova notte di raid russi in Ucraina: un adulto e un bambino di sei anni sono morti nella regione di Kherson mentre a Odessa è stato colpito un impianto energetico, lasciando più di 50.000 persone senza elettricità. Lo riportano i media ucraini. A Dnipropetrovsk , almeno sette persone, tra cui un bambino, sono rimaste ferite dopo che due quartieri sono stati colpiti, ha dichiarato il Servizio di emergenza statale ucraino. A Odessa, secondo la compagnia energetica Dtek,“i danni sono ingenti e le riparazioni richiederanno tempo”. A Kharkiv, sono stati colpiti almeno due villaggi e una persona è rimasta ferita.

Mosca in pressing sui beni russi congelati

A Mosca l’ex presidente russo Dmitry Medvedev, oggi segretario del Consiglio di Sicurezza, ha avvertito che la sottrazione dei beni russi congelati in Europa potrebbe costituire un “casus belli”. “Se l’Unione Europea, in preda al panico, tentasse di rubare i beni russi congelati in Belgio emettendo un cosiddetto prestito di riparazione, tali azioni potrebbero essere classificate dal diritto internazionale come una particolare forma di casus belli, con tutte le conseguenze che ne conseguirebbero per Bruxelles e i singoli paesi dell’Ue, ha scritto Medvedev sul suo canale Telegram. ”E in tal caso - ha aggiunto - la restituzione di questi fondi potrebbe avvenire non tramite procedimenti legali, ma attraverso riparazioni effettive, pagate in natura dai nemici sconfitti della Russia”.

Ha parlato degli asset russi anche la portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova: l’Unione Europea comprende che il furto degli asset russi congelati avrà delle conseguenze, ha dichiarato.

“L’Unione Europea capisce ancora, nel profondo, che il furto, soprattutto su così larga scala, non potrà non avere conseguenze per quanti sono coinvolti in questo schema criminale e che prima o poi dovranno risponderne. Di conseguenza, è in corso un attivo processo di scarico delle responsabilità”, ha dichiarato Zakharova in un briefing.

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