Ucraina, capo forze Nato in Europa: «Pronti a creare difficoltà alla Russia»
Gli inviati speciali della Casa Bianca per l’Ucraina, Steve Witkoff e Jared Kushner, incontreranno oggi il caponegoziatore ucraino Rusten Umerov a Miami
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La Nato è pronta a reagire all’aumento degli attacchi ibridi in Europa, anche creando delle “difficoltà” alla Russia e adottando un approccio “proattivo”. Lo ha dichiarato il comandante supremo delle Forze alleate in Europa, il generale statunitense Alexus Grynkewich, riecheggiano le parole dell’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, presidente del Comitato militare della Nato. “Se la Russia tenta di crearci dei problemi, allora forse esistono modi per creare anche a loro dei problemi”, ha affermato dal quartier generale delle Forze alleate vicino a Mons, nel sud del Belgio. “Stiamo pensando anche di essere proattivi, questa è la parola che userei”, ha aggiunto, precisando di non voler “entrare nei dettagli su come potremmo creare questi problemi”. Dopo una serie di attacchi ibridi in Europa - dai sorvoli di droni al sabotaggio di una linea ferroviaria in Polonia il mese scorso, attribuito alla Russia - diversi leader europei hanno chiesto una risposta più ferma da parte dell’Alleanza. “Queste minacce ibride sono un vero problema e penso davvero che possiamo aspettarci più situazioni di questo tipo - ha dichiarato Grynkewich - Sappiamo che la Russia è dietro una parte di tutto questo, forse non tutto, ma certamente una parte. E l’opinione pubblica dovrebbe saperlo”.
Il caso dei bambini ucraini portati in Corea del Nord
Le autorità russe hanno inviato in Corea del Nord alcuni delle migliaia di bambini ucraini rapiti nei territori occupati per «rieducarli». Lo ha denunciato il difensore civico per i diritti umani dell’Ucraina, Dmytro Lubinets, senza specificare quanti bambini la Russia abbia mandato in Corea del Nord. Citando una testimonianza pubblicata da un gruppo per i diritti umani di Kiev, Lubinets ha affermato che ci sono 165 “campi” in cui la Russia sta tentando di rieducare i bambini. Questi campi sono stati allestiti in Ucraina, Bielorussia e nei territori ucraini occupati dalla Russia, nonché in Corea del Nord. Un rappresentante del Centro regionale per i diritti umani (Rchr), citato da Lubinets, ha riferito che alcuni bambini sono stati mandati al campo estivo di Songdowon, sulla costa orientale della Corea del Nord. Lì è stato loro insegnato come “distruggere i militaristi giapponesi” e hanno incontrato i veterani coreani responsabili del sequestro di una nave spia statunitense nel 1968.
Il governo ucraino sostiene che la Russia ha rapito o costretto alla fuga quasi 20mila bambini da quando ha lanciato la sua invasione su vasta scala il 24 febbraio del 2022. La Russia ha ammesso di aver trasferito alcuni bambini dopo aver lanciato la sua offensiva, ma afferma di averlo fatto per la loro sicurezza e che ora si sta cercando di riunirli alle loro famiglie. L’Ucraina respinge questa tesi ritenendola falsa. Nel 2023 la Corte penale internazionale (Cpi) ha emesso un mandato di arresto nei confronti del presidente russo Vladimir Putin e del suo commissario per i diritti dei minori per la presunta deportazione e il trasferimento di bambini ucraini nel territorio controllato dalla Russia.
Usa sospendono alcune sanzioni contro la russa Lukoil
Gli Stati Uniti hanno sospeso alcune delle sanzioni contro il gigante russo Lukoil in modo - si spiega - da consentire alle stazioni di servizio situate al di fuori della Russia di continuare a operare. Lo ha annunciato il Dipartimento del Tesoro. Le transazioni che coinvolgono le stazioni di servizio in questione sono consentite “per evitare di penalizzare” i loro clienti e fornitori, e a condizione che i ricavi non vengano trasferiti alla Russia.
Mosca: «Sanzioni Gb illegittime, reagiremo»
“La parte russa non riconosce le sanzioni illegittime imposte con pretesti inventati, aggirando il Consiglio di sicurezza dell’Onu, e si riserva il diritto di reagire”: lo ha affermato la portavoce del Ministero degli Esteri russo Maria Zakharova in risposta alle annunciate sanzioni britanniche contro il Gru, l’agenzia di intelligence russa che stando alle autorità britanniche realizzò l’attacco col Novichok del 2018 su ordine di Putin.








