Verso vertici G7 e Nato

Sondaggio ECFR: Europa divisa sull’ingresso dell’Ucraina nella Ue e sulla spesa militare

Il sondaggio dello European Council on Foreign Relations: tra i paesi più favorevoli il Portogallo, la Spagna, la Svezia, l’Olanda e l’Italia

Dal nostro corrispondente Beda Romano

Le bandiere dell'Unione Europea e dell'Ucraina affiancate, con texture screpolate, a simboleggiare tensioni, relazioni fragili Alamy Stock Photo

3' di lettura

English Version

3' di lettura

English Version

BRUXELLES – In un momento in cui l’Unione europea tenta di accelerare il processo di allargamento a Est, un sondaggio pubblicato oggi, mercoledì 10 giugno, mette in luce la cautela di molti europei all’idea di accogliere l’Ucraina. A ridosso dei vertici del G7 e della Nato, lo studio conferma il drastico calo in Europa della fiducia nei confronti degli Stati Uniti, mentre l’Italia è l’unico paese nel quale una maggioranza di intervistati si dichiara contraria a un aumento della spesa militare.

L’indagine

Il sondaggio dello European Council on Foreign Relations (ECFR) rivela dubbi sull’opportunità di allargare l’Unione – un vertice in Montenegro la settimana scorsa ha mostrato il desiderio dei Ventisette di accelerare su questo fronte -. Il 32% è favorevole all’idea di «creare un’Unione europea nuova e più ampia, che si estenda verso Est (per esempio, includendo l’Ucraina)». I contrari sono il 30%. Tra i paesi più favorevoli: il Portogallo, la Spagna, la Svezia, l’Olanda, e l’Italia.

Loading...

Di diverso avviso sono l’Ungheria (47% la considera una cattiva idea contro il 15% che la ritiene una buona idea), la Bulgaria (46% contro 19%), l’Austria (42% contro 24%) e la Germania (37% contro 28%). Anche in Estonia – uno dei più fedeli sostenitori dell’Ucraina – l’opinione pubblica è contraria all’adesione del paese «nel contesto attuale» (il 37% considera l’allargamento della Ue verso Est una cattiva idea, mentre per il 32% sarebbe una buona idea).

In caduta la fiducia negli Usa come alleati

Sempre il sondaggio dell’ECFR rivela che appena l’11% delle persone interpellate ritengono che gli Stati Uniti siano ancora «un alleato». Lo studio demoscopico è stato condotto in Estonia, Regno Unito, Italia, Francia, Germania, Spagna, Bulgaria, Svizzera, Spagna, Ungheria, Polonia, Danimarca e Portogallo. In tutti questi paesi, una maggioranza delle persone intervistate non si aspetta che l’America venga loro in aiuto in caso di necessità.

IL SONDAGGIO

In questo momento supporteresti o ti opporresti allo sviluppo di un deterrente nucleare europeo che non faccia affidamento sugli Usa? Differenza % tra le risposte “supporterei” e “mi opporrei”

Loading...

L’atteggiamento scettico nei confronti di Washington giunge dopo gli annunci di annessione della Groenlandia, gli attacchi contro il Venezuela e l’Iran nonché i segnali contradditori dell’amministrazione Trump sul ritiro di truppe dall’Europa. La maggioranza degli intervistati in tutti i paesi oggetto dell’indagine dell’ECFR (ad eccezione della Bulgaria) esprime la convinzione che «almeno alcuni dei paesi europei» verrebbero in loro aiuto se fossero attaccati.

Crosetto: "Disimpegno Usa? Europa dovrà riprendere in mano propria sicurezza"

Cresce il desiderio di maggiore autonomia in campo militare

Sempre alla luce del sondaggio, lo European Council on Foreign Relations fa notare che «diversi elettorati di destra ed euroscettici, tra cui Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni, il PVV di Geert Wilders, Chega, i Democratici Svedesi e il Rassemblement National di Marine Le Pen, siano convinti che i loro vicini europei fornirebbero sostegno al proprio Paese in caso di crisi». In questo contesto, cresce il desiderio che l’Europa assuma maggiore autonomia in campo militare.

Ue, Crosetto: penso a una difesa continentale europea, non a 27

In Italia maggioranza contraria ad aumento spesa militare

L’Italia è il solo paese tra quelli interpellati dove una maggioranza di persone è contraria a un aumento della spesa militare (il 58%). Più in generale, sempre secondo il sondaggio dell’ECFR, il 47% delle persone intervistate sostiene l’idea di debito in comune per finanziare gli investimenti in difesa – la percentuale in Germania è sorprendentemente elevata: il 45%. La quota di persone contrarie nella Repubblica Federale è del 38%, a livello europeo del 35%.

I dati mostrano una Italia singolare, che non vuole aumentare la spesa militare e che mette in conto l’aiuto dei partner, nel caso. Commenta Arturo Varvelli, direttore dell’ECFR a Roma: «Storicamente, le scelte politiche dell’Italia sono basate più sull’interesse di breve periodo che sui valori. Il paese fa estrema fatica a capire i tempi. Responsabili sono i mass media, la classe politica, e forse anche la presenza di una popolazione anziana, in difficoltà nel cogliere i rapidi cambiamenti di questo momento storico».

Infine, in quasi tutti i paesi oggetto del sondaggio, la maggior parte degli intervistati crede che il proprio paese debba ridurre la dipendenza strategica dalle forniture militari americane. Tra i più favorevoli al Buy European figurano la Danimarca (75%), i Paesi Bassi (72%), la Svezia (70%), il Portogallo (69%), la Francia (66%), la Spagna (62%), l’Estonia e la Polonia (60% ciascuno). Molto divisi sulla questione sono invece la Germania, l’Ungheria, e ancora una volta l’Italia.

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti