Guerra in Europa

Ucraina: Ungheria blocca prestito Ue da 90 miliardi. Zelensky: «Non stiamo perdendo la guerra»

Secondo il Financial Times, Budapest non darà l’ok all’emissione di debito comune, per cui serve l’unanimità dei Paesi membri

Operai riparano una sottostazione elettrica danneggiata da un recente attacco con droni e missili russi, nel contesto dell'attacco della Russia all'Ucraina, a Kharkiv, Ucraina, 20 febbraio 2026. REUTERS/Vyacheslav Madiyevskyy

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L’Ungheria ha bloccato il prestito Ue da 90 miliardi di euro per l’Ucraina, concordato al Consiglio europeo dello scorso dicembre per fornire a Kiev i fondi di cui ha urgentemente bisogno per il bilancio statale e lo sforzo militare di resistenza all’invasione russa. A riportarllo è il Financial Times, che cita quattro addetti ai lavori, secondo cui l’ambasciatore ungherese in Ue oggi ha obiettato all’emissione di debito comune. Il prestito prevedeva la formula della cooperazione rafforzata tra 24 Paesi membri: Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca si sono sfilate, ma avevano accettato di dare il loro ok all’utilizzo del margine del bilancio Ue (“headroom”) come garanzia per l’emissione di debito comune, che richiede l’unanimità dei 27 Stati membri. Il contesto è quello di recenti contrasti tra Kiev e Budapest, con quest’ultima in piena campagna elettorale in vista delle elezioni di aprile, in cui il partito del premier Viktor Orban, vicino alla Russia di Vladimir Putin e contrario a sostenere l’Ucraina, è dato dietro al partito di opposizione Tisza di dieci punti secondo sondaggi recenti. In vista del voto, Orban ha intensificato la sua retorica anti-Kiev.

Media russi: settimana prossima nuovi negoziati, il Cremlino non conferma

Sul fronte dei negoziati per porre fine al conflitto armato, un nuovo round di colloqui sull’Ucraina potrebbe aver luogo la prossima settimana a Ginevra, ha riferito una fonte alla Tass. «I negoziati potrebbero riprendere già la prossima settimana. Di nuovo a Ginevra», ha chiarito la fonte dell’agenzia di stampa russa. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, tuttavia, non ha confermato queste informazioni. «No, non posso ancora confermarlo. Dopo che avremo raggiunto un’intesa, vi informeremo, come facciamo di solito ultimamente», ha detto Peskov ai giornalisti. Mosca non ha grandi aspettative nel contesto del processo negoziale, ha affermato il portavoce, aggiungendo che si tratta di un processo complicato e lungo.

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Zelensky: «L’Ucraina non sta perdendo la guerra»

«L’esito della guerra in Ucraina è ancora in bilico». Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un’intervista esclusiva all’Afp, pochi giorni prima del quarto anniversario dell’invasione russa. «Non si può dire che stiamo perdendo la guerra. Onestamente, non la stiamo perdendo di certo, sicuramente. La domanda è se vinceremo, ma è una domanda molto costosa», ha detto Zelensky, precisando che il «livello di intelligence che l’Ucraina riceve dagli Usa non è diminuito» e anche di «voler posizionare le truppe straniere destinate a essere schierate in Ucraina in caso di cessate il fuoco al nostro fianco in prima linea».

Zelensky: europei devono esserci nei negoziati

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha ribadito la necessità della presenza di rappresentanti europei nei negoziati per la risoluzione del conflitto in Ucraina, sottolineando che la posizione dell’Europa deve essere parte integrante del processo diplomatico. Zelensky ha dichiarato che in una riunione prevista oggi con i membri della delegazione rientrati dai colloqui di Ginevra discuterà i risultati dell’incontro e definirà «il quadro successivo del dialogo» con la parte statunitense, quella europea e quella russa.

«Era importante che gli europei fossero presenti in Svizzera. Ed è esattamente così che ci aspettiamo di continuare a lavorare, assicurando che la posizione dell’Europa sia presa in considerazione», ha affermato Zelensky in un videomessaggio pubblicato giovedì su Telegram.

Nuove sanzioni alla russia: ancora non c’è accordo

Ancora nessun accordo al comitato dei rappresentanti permanenti degli Stati membri (Coreper) sul 20° pacchetto di sanzioni contro la Russia. Oggi si è tenuta una discussione al fine di raggiungere un accordo il prima possibile. L’obiettivo è arrivare all’approvazione entro il quarto anniversario dell’invasione russa, il 24 febbraio.

Sulla questione è intervenuta anche l’Alta Rappresentante Ue per la Politica Estera, Kaja Kallas: «Lunedì prossimo, puntiamo ad adottare il pacchetto di 20 sanzioni contro la Russia. Le sanzioni stanno funzionando. Stanno danneggiando gravemente l’economia russa e ogni nuova misura limita ulteriormente la sua capacità di condurre la guerra. Mosca non è invincibile. Il suo esercito sta subendo perdite record e la sua economia è sotto forte pressione. Ma Putin non porrà fine a questa guerra finché i costi non saranno superiori ai benefici, ed è questo il punto che dobbiamo raggiungere».

Attacchi Russi su Kharkiv, Mosca blocca droni ucraini

Secondo quanto riferito dal sindaco della seconda città ucraina, le forze russe hanno effettuato un attacco missilistico sul distretto di Slobidskyi a Kharkiv. Per ora non si registrano vittime. Ukrinform riporta anche almeno 20 attacchi sulla regione centro-orientale di Dnipropetrovsk, con droni kamikaze, razzi a lancio multiplo Grad e colpi d’artiglieria. Almeno tre civili sono rimasti feriti. Colpita la cittadina di Nikopol, sulle rive del fiume Dnipro, ma anche le comunità di Marhanets e Pokrovske. Si segnalano danni a vari edifici e incendi.

Ucraina, attacchi russi su Kharkiv: scoppia un gigantesco incendio in un magazzino

Sul fronte russo, le difese aeree di Mosca hanno abbattuto nella notte 149 droni ucraini in diverse regioni del paese e nelle aree marittime circostanti, secondo quanto riferito dal ministero della Difesa. «Dalle 23:00 del 19 febbraio alle 7:00 del 20 febbraio, ora di Mosca, i sistemi di difesa aerea in servizio hanno intercettato e distrutto 149 velivoli senza pilota ucraini di tipo ad ala fissa», ha dichiarato il Cremlino. Secondo la stessa fonte, 57 droni sono stati abbattuti sulla regione di Bryansk, 28 sul Mar Nero, 24 sul Mar d’Azov, 20 sulla Crimea, 17 sul territorio di Krasnodar, due sulla regione di Rostov e uno sulla regione di Belgorod. Mosca non ha fornito informazioni su eventuali danni o vittime.



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