La Conferenza di Roma

Meloni: «Impegni da oltre 10 miliardi a Conferenza Ucraina». Mattarella: «Da Roma messaggio chiaro, Kiev non è sola»

La premier è intervenuta alla call dei Volenterosi: «Fondamentale l’unità dell’Occidente»

di Redazione Roma

La premier Giorgia Meloni e il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky durante la conferenza stampa congiunta in occasione della Conferenza sulla ripresa dell’Ucraina 2025

8' di lettura

8' di lettura

Sarebbe dovuto essere l’appuntamento, promosso sotto la spinta dell’Italia, per dare impulso concreto alla rinascita dell’Ucraina a seguito di una tregua. Ma con il cessate il fuoco che resta lontano, la Conferenza per la ricostruzione dell’Ucraina che si è aperta a Roma (si chiuderà venerdì 11 luglio) è divenuta un’occasione per il mondo di stringersi attorno a Kiev. E ribadire il pieno appoggio occidentale a Volodymyr Zelensky, giunto con l’occasione in Italia. Dalla Conferenza di Roma la presidente della commissione Ue Ursula von der Leyen ha lanciato il Fondo Europeo per l’Ucraina.

Mattarella: pace apparente e ingiusta ha sempre vita breve

«Oggi è piu che mai cruciale che Kiev avverta che non è sola: questo messaggio è il primo significato di questa Conferenza», ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenuto nel tardo pomeriggio alla Conferenza. «L’Unione Europea, ribadendo la sua stessa ragion d’essere contro politiche di potenza, è chiamata a ribadire la volontà di sviluppare un mondo interconnesso, sicuro, prospero, libero» contro «le volontà di sopraffazione da parte di potenze più armate per imporre il proprio dominio agli altri popoli. Politiche antagonistiche e di aggressione che esprimono la parte sbagliata della storia», ha aggiunto il Capo dello Stato. Quella per l’Ucraina, ha sottolineato il presidente della Repubblica, «deve essere, non ci stancheremo di ripeterlo, una pace giusta, complessiva, condivisa, duratura. Non sarebbe pace la resa alla sopraffazione del più forte. Una pace apparente, a condizioni ingiuste, ha sempre vita breve. Ecco perché questa guerra riguarda l’intera comunità internazionale. Far prevalere il diritto internazionale riflette il comune sentire dell’umanità. Non è un esercizio astratto o utopico». «Occorre non arrendersi a una deriva che appare voler alimentare soltanto frenesia per smantellare ogni limite, anche quelli posti dopo la seconda guerra mondiale, alla ferocia che caratterizza i conflitti e volti a far prevalere principi di diritto umanitario per tutelare le condizioni delle popolazioni civili», ha aggiunto Mattarella.

Loading...

Zelensky: serve un approccio in stile piano Marshall

«Abbiamo bisogno di un approccio in stile piano Marshall e dovremmo svilupparlo insieme» ha affermato da parte sua Zelensky nel suo intervento. «Dopo un’aggressione su larga scala, abbiamo bisogno di una ripresa su larga scala. E noi contiamo sull’Italia che sarà molto attiva in questo percorso». Per il presidente ucraino il sostegno a Kiev è «molto importante per quanto riguarda l’adesione dell’Ucraina all’Ue. Ci sono dei segnali e li abbiamo sentiti anche oggi da parte della leadership europea e da parte nostra. Noi faremo tutto ciò che è necessario, l’Ucraina ha portato avanti tutti gli impegni e ci aspettiamo che anche l’Ue sia molto coerente».

Meloni ai Volenterosi: «Pressione e deterrenza su Mosca. Fondamentale unità dell’Occidente»

Dopo esser intervenuto al vertice romano, nel pomeriggio Zelensky e Meloni hanno partecipato da remoto al secondo atteso appuntamento del tandem di sostegno a Kiev: una call dei volenterosi con Emmanuel Macron e Keir Starmer collegati dal Regno Unito. Presenti a Roma l’inviato speciale Usa Keith Kellogg, il premier polacco Donald Tusk, il cancelliere tedesco Friedrich Merz e von der Leyen. La call dei Volenterosi ha fatto il punto sul tema urgente della difesa dagli attacchi russi, sempre più pesanti su tutto il Paese invaso. «L’unità dell’Occidente, come ho detto molte, molte volte, è fondamentale, e sono particolarmente contenta che l’inviato speciale degli Stati Uniti Kellogg per la prima volta partecipi a questa riunione. E sono orgogliosa che avvenga a Roma, grazie per essere qui», ha detto Meloni all’inizio della call (il collegamento è stato aperto alla stampa). «Con massicci e continui bombardamenti sui civili la Russia non mostra volontà di fare progressi - ha aggiunto Meloni -. Per questo, in parallelo al necessario supporto all’Ucraina, sono d’accordo che dobbiamo anche aumentare la pressione su Mosca per raggiungere il prima possibile un cessate il fuoco e aprire la strada alla diplomazia, questo è il dibattito che faremo qua. Dobbiamo ricordarci che questo può succedere solo con la deterrenza. Chiunque non è ingenuo lo capisce perfettamente. Non è una questione di buon atteggiamento che possiamo avere verso la Russia - ha continuato Meloni -, riguarda quello che possiamo fare per fare davvero pressione e deterrenza. Questo dobbiamo discutere e realizzare».

La Conferenza per la ricostruzione dell’Ucraina

Oltre alla premier e al ministro degli Esteri Antonio Tajani, la due giorni della Conferenza per la ricostruzione in corso a Roma vede impegnato tutto il governo, pronto ad accogliere a Roma 5mila partecipanti, fra cui circa 100 delegazioni governative e 40 di organizzazioni internazionali - incluse le principali banche di sviluppo - e 2mila aziende e rappresentati di autonomie locali e società civile e oltre 500 giornalisti accreditati che seguiranno i lavori articolati su quattro dimensioni: imprenditoriale, umana; locale e regionale; riforme nel percorso di adesione all’Ue.

Meloni: sostegno a Kiev, importante cooperazione su Difesa

In occasione delle dichiarazioni alla stampa assieme al presidente ucraino Zelensky, Meloni ha detto: «L’Italia continuerà a sostenere l’eroica resistenza del popolo ucraino, come ha fatto finora a 360 gradi» anche con la «cooperazione tra le nostre industrie della difesa, tra i temi che abbiamo trattato, che diventa sempre più centrale e su cui vogliamo continuare a investire. Sappiamo quanto è importante permettere all’Ucraina di continuare a difendersi, soprattutto dagli attacchi sempre più brutali con cui la Russia continua a colpire i civili».

La premier Giorgia Meloni e il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky durante la conferenza stampa congiunta in occasione della Conferenza sulla ripresa dell’Ucraina 2025, Roma, Giovedì 10 Luglio 2025 (Foto Roberto Monaldo / LaPresse) Premier Giorgia Meloni and Ukrainian President Volodymyr Zelensky during the joint press conference on the occasion of the Conference on the Recovery of Ukraine 2025, Rome, Thursday, July 10, 2025 (Photo by Roberto Monaldo / LaPresse)

«Ognuno di noi è qui per fare la propria parte»

«La partecipazione così ampia, a così alto livello a questa conferenza, trasmette al mondo un messaggio importante: ognuno di noi è qui per fare la propria parte per un obiettivo comune, guardare oltre l’insopportabile ingiustizia che da più di tre anni viene inflitta al popolo ucraino e sapere immaginare ora un’Ucraina ricostruita, libera, prospera. Intendiamo raggiungere questo scopo non solo aiutando l’Ucraina a difendersi, portando avanti ogni sforzo per la pace ma anche sapendo immaginare il dopo, sapendo costruire quello che è stato distrutto, strade, ponti, scuole, chiese, ospedali» ha detto la premier Giorgia Meloni nell’intervento inaugurale alla sessione plenaria della Conferenza. Meloni ha anche annunciato che oggi saranno presi impegni per oltre 10 miliardi di euro.

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani, Olena Zelenska, il presidente dell’Ucraina Zelensky, il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, durante la Conferenza per la Ricostruzione dell’Ucraina, presso il Centro congressi La nuvola, Roma, 10 luglio 2025 (ANSA/VINCENZO LIVIERI)

«Della ricostruzione non benefici chi aiuta Mosca»

«Dovremo tenere conto di chi ha fatto tutto ciò che poteva per impedire questa barbarie e chi invece non lo ha fatto. È per questo, come scritto anche nella dichiarazione dei ministri delle finanze del G7, che noi vogliamo lavorare con l’Ucraina anche per non consentire che della ricostruzione possano beneficiare anche quelle entità che hanno contribuito a finanziare la macchina da guerra russa» ha aggiunto Meloni.

«L’’Italia si occuperà di Odessa, luogo simbolo ucraino»

«Per ricostruire una nazione martoriata dalla guerra - ha sottolineato la leader di FdI - non bastano soldi, ingegneri, architetti, operai. Serve qualcosa di più, il sentimento che il popolo ucraino più di tutti ha dimostrato di conoscere, l’amore di patria, l’amore per la libertà, la volontà di garantire per i propri figli un futuro di prosperità e benessere. Senza amore di patria, tutto quello che facciamo perde di senso - ha aggiunto -. Non è un caso che l’Italia abbia scelto di occuparsi di alcuni dei simboli e luoghi che compongono il mosaico identitario della nazione ucraina: il luogo è Odessa, i simboli sono la cattedrale della Trasfigurazione, la Filarmonica, il museo delle belle arti, gemme di un patrimonio culturale splendido che ci appartiene come europei e che come europei vogliamo proteggere perché possa essere consegnato a chi verrà dopo di noi».

Ambasciata russa: a Roma brama di dominio e ingordigia

Dietro alla conferenza per la ripresa dell’Ucraina apertasi oggi a Roma si nasconde una «logica cinica e menzognera che viene portata avanti dagli attuali leader dei Paesi occidentali, Italia compresa». È quanto ha affermato l’ambasciata russa in Italia in un commento sul suo canale Telegram. «Anziché fermare la guerra e risolvere le sue cause profonde, è sulle sue conseguenze che essi pongono l’enfasi, mostrando così al mondo intero la loro brama di dominio, la loro avidità e l’ingordigia, per le quali sono disposti a distorcere completamente qualunque realtà di fatto», si aggiunge nella nota.

Meloni: per ripresa dell’Ucraina si mobilitino capitali privati

«Il nostro compito è aiutare l’Ucraina, e lo faremo, a scrivere questo nuovo capitolo della sua storia, per amore di giustizia e come monito per il futuro. E l’Italia intende per questo e su questo giocare un ruolo da protagonista. E può farlo. Non solo per la costanza, la chiarezza con le quali fin dall’inizio si è schierata dalla parte giusta della storia, senza mai tentennare, ma anche perché il suo solido, straordinario tessuto produttivo ha tutte le carte in regola per generare un moltiplicatore di investimenti, un moltiplicatore di opportunità». Lo ha detto la premier nell’intervento alla sessione plenaria della Conferenza. «Perché la sfida che abbiamo di fronte - ha aggiunto - richiede certamente il massimo sforzo da parte delle nazioni, dei governi, delle istituzioni multilaterali e finanziarie, ma è una partita che noi possiamo vincere solo se riusciremo a contare su una robusta mobilitazione dei capitali privati, sullo spirito imprenditoriale delle aziende, sulla loro capacità di attrarre investimenti».

La premier: «Italia può fare differenza per la ripresa dell’Ucraina»

«L’entusiasmo, il dinamismo che le nostre imprese hanno dimostrato e stanno dimostrando, il genio e la creatività che tutto il mondo riconosce loro, dicono che il Sistema Italia può fare la differenza. È un impegno che trova oggi concretezza negli accordi che alcune tra le nostre principali aziende, Leonardo, Enel, Terna, Snam, Ferrovie, e ne sto citando solamente alcune, sottoscriveranno con le omologhe aziende ucraine» ha detto la premier nell’intervento. «Parliamo ovviamente di iniziative concrete, focalizzate su progetti strategici capaci di disegnare un cambiamento reale, restituendo il segno di un impegno corale del nostro sistema produttivo. Un impegno - ha sottolineato Meloni - che si muove ovviamente parallelamente a quello che è stato messo in campo dal governo, dalle istituzioni, nelle loro diverse articolazioni. E questa conferenza ci offre l’opportunità di sottoscrivere numerose intese».

«Dall’Italia contributo al fondo equity Ue per l’Ucraina»

«Uno degli ambiti principali sui quali noi abbiamo voluto concentrare la nostra attenzione riguarda la creazione di nuovi meccanismi finanziari che possano accompagnare il lavoro delle aziende e fare da moltiplicatore. Sono per questo felice di annunciare il contributo determinante dell’Italia alla nascita di un nuovo fondo equity a livello europeo» ha spiegato la premier. «E il messaggio che vogliamo lanciare oggi agli imprenditori è semplice - ha aggiunto -: non abbiate paura di investire, di costruire, di ricostruire in Ucraina, perché investire sulla ricostruzione dell’Ucraina non è un azzardo, è invece un investimento in una nazione che ha dimostrato più resilienza di qualsiasi altra. Ma è anche un investimento sulla pace, sulla crescita economica dell’Europa intera, sulla sicurezza dei nostri cittadini».

Giorgetti annuncia nuovi stanziamenti per ripresa dell’Ucraina

«La ricostruzione dell’Ucraina richiederà l’impiego di risorse straordinarie da parte del settore pubblico, privato, nazionale e internazionale e non ultima, l’azione coordinata di tutti gli attori rilevanti. Ed è pertanto con estremo piacere che sono lieto di annunciare che il ministero dell’Economia e delle Finanze italiano intende partecipare a un accordo con l’Ucraina per l’ammontare di 50 milioni di euro. Tale finanziamento consentirà l’acquisto di beni e servizi ritenuti essenziali alla ricostruzione. L’obiettivo di tale iniziativa è quello di contribuire alle necessità più pressanti del paese e allo stesso tempo dare sostegno alle eccellenze italiane nei settori nei quali sono in grado di offrire esperienza e soluzioni di qualità». Lo ha dichiarato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti intervenendo alla Conferenza per la ripresa dell’Ucraina. «Inoltre, nostra intenzione è contribuire con 100 milioni di euro al programma Era, Economic Resilience Action, da parte del gruppo Banca Mondiale. E questo testimonia la nostra volontà di rafforzare la capacità a sostegno dello sviluppo del settore privato ucraino. Ho anche il piacere di annunciare un’ulteriore contributo di 10 milioni di euro per la realizzazione di un progetto Bers nel settore agroalimentare. Il programma ha lo scopo di modernizzare l’industria agroalimentare Ucraina, facilitandone al contempo l’integrazione nelle catene di valore globale», ha riferito Giorgetti. «Voglio sottolineare che tutte queste iniziative verranno finanziate con nuove risorse a dono, con la chiara intenzione di non pesare ulteriormente sul bilancio pubblico ucraino. Infine, l’Italia ritiene che la cooperazione tecnica sia fondamentale e rappresenti un caposaldo per una ricostruzione efficace e sostenibile. Ed è a questo scopo che intendiamo contribuire con 1,5-2 milioni di euro all’iniziativa First, anche questa di Bers, per la creazione di un fondo di cooperazione per la preparazione dei progetti con risorse a valere su un fondo bilaterale detenuto dall’Italia presso la banca», ha concluso il responsabile del Mef.

Von der Leyen lancia il Fondo Europeo per l’Ucraina

 «Le garanzie e le sovvenzioni che stiamo firmando oggi consentiranno di sbloccare oltre 10 miliardi di euro di investimenti a favore della ricostruzione. Garantiremo inoltre che l’Ucraina continui a beneficiare di sostegno fino al 2028 e oltre, quando entrerà in vigore il nuovo bilancio europeo. Sono particolarmente lieta di annunciare il Fondo Europeo per la ricostruzione dell’Ucraina, il più grande fondo di partecipazione azionaria a livello mondiale a sostegno della ricostruzione» ha detto la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen intervenendo alla conferenza di Roma sulla ricostruzione dell’Ucraina. La presidente della Commissione europea ha superato il voto di sfiducia del parlamento europeo.

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti