Meloni: «Impegni da oltre 10 miliardi a Conferenza Ucraina». Mattarella: «Da Roma messaggio chiaro, Kiev non è sola»
La premier è intervenuta alla call dei Volenterosi: «Fondamentale l’unità dell’Occidente»
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Sarebbe dovuto essere l’appuntamento, promosso sotto la spinta dell’Italia, per dare impulso concreto alla rinascita dell’Ucraina a seguito di una tregua. Ma con il cessate il fuoco che resta lontano, la Conferenza per la ricostruzione dell’Ucraina che si è aperta a Roma (si chiuderà venerdì 11 luglio) è divenuta un’occasione per il mondo di stringersi attorno a Kiev. E ribadire il pieno appoggio occidentale a Volodymyr Zelensky, giunto con l’occasione in Italia. Dalla Conferenza di Roma la presidente della commissione Ue Ursula von der Leyen ha lanciato il Fondo Europeo per l’Ucraina.
Mattarella: pace apparente e ingiusta ha sempre vita breve
«Oggi è piu che mai cruciale che Kiev avverta che non è sola: questo messaggio è il primo significato di questa Conferenza», ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenuto nel tardo pomeriggio alla Conferenza. «L’Unione Europea, ribadendo la sua stessa ragion d’essere contro politiche di potenza, è chiamata a ribadire la volontà di sviluppare un mondo interconnesso, sicuro, prospero, libero» contro «le volontà di sopraffazione da parte di potenze più armate per imporre il proprio dominio agli altri popoli. Politiche antagonistiche e di aggressione che esprimono la parte sbagliata della storia», ha aggiunto il Capo dello Stato. Quella per l’Ucraina, ha sottolineato il presidente della Repubblica, «deve essere, non ci stancheremo di ripeterlo, una pace giusta, complessiva, condivisa, duratura. Non sarebbe pace la resa alla sopraffazione del più forte. Una pace apparente, a condizioni ingiuste, ha sempre vita breve. Ecco perché questa guerra riguarda l’intera comunità internazionale. Far prevalere il diritto internazionale riflette il comune sentire dell’umanità. Non è un esercizio astratto o utopico». «Occorre non arrendersi a una deriva che appare voler alimentare soltanto frenesia per smantellare ogni limite, anche quelli posti dopo la seconda guerra mondiale, alla ferocia che caratterizza i conflitti e volti a far prevalere principi di diritto umanitario per tutelare le condizioni delle popolazioni civili», ha aggiunto Mattarella.
Zelensky: serve un approccio in stile piano Marshall
«Abbiamo bisogno di un approccio in stile piano Marshall e dovremmo svilupparlo insieme» ha affermato da parte sua Zelensky nel suo intervento. «Dopo un’aggressione su larga scala, abbiamo bisogno di una ripresa su larga scala. E noi contiamo sull’Italia che sarà molto attiva in questo percorso». Per il presidente ucraino il sostegno a Kiev è «molto importante per quanto riguarda l’adesione dell’Ucraina all’Ue. Ci sono dei segnali e li abbiamo sentiti anche oggi da parte della leadership europea e da parte nostra. Noi faremo tutto ciò che è necessario, l’Ucraina ha portato avanti tutti gli impegni e ci aspettiamo che anche l’Ue sia molto coerente».
Meloni ai Volenterosi: «Pressione e deterrenza su Mosca. Fondamentale unità dell’Occidente»
Dopo esser intervenuto al vertice romano, nel pomeriggio Zelensky e Meloni hanno partecipato da remoto al secondo atteso appuntamento del tandem di sostegno a Kiev: una call dei volenterosi con Emmanuel Macron e Keir Starmer collegati dal Regno Unito. Presenti a Roma l’inviato speciale Usa Keith Kellogg, il premier polacco Donald Tusk, il cancelliere tedesco Friedrich Merz e von der Leyen. La call dei Volenterosi ha fatto il punto sul tema urgente della difesa dagli attacchi russi, sempre più pesanti su tutto il Paese invaso. «L’unità dell’Occidente, come ho detto molte, molte volte, è fondamentale, e sono particolarmente contenta che l’inviato speciale degli Stati Uniti Kellogg per la prima volta partecipi a questa riunione. E sono orgogliosa che avvenga a Roma, grazie per essere qui», ha detto Meloni all’inizio della call (il collegamento è stato aperto alla stampa). «Con massicci e continui bombardamenti sui civili la Russia non mostra volontà di fare progressi - ha aggiunto Meloni -. Per questo, in parallelo al necessario supporto all’Ucraina, sono d’accordo che dobbiamo anche aumentare la pressione su Mosca per raggiungere il prima possibile un cessate il fuoco e aprire la strada alla diplomazia, questo è il dibattito che faremo qua. Dobbiamo ricordarci che questo può succedere solo con la deterrenza. Chiunque non è ingenuo lo capisce perfettamente. Non è una questione di buon atteggiamento che possiamo avere verso la Russia - ha continuato Meloni -, riguarda quello che possiamo fare per fare davvero pressione e deterrenza. Questo dobbiamo discutere e realizzare».
La Conferenza per la ricostruzione dell’Ucraina
Oltre alla premier e al ministro degli Esteri Antonio Tajani, la due giorni della Conferenza per la ricostruzione in corso a Roma vede impegnato tutto il governo, pronto ad accogliere a Roma 5mila partecipanti, fra cui circa 100 delegazioni governative e 40 di organizzazioni internazionali - incluse le principali banche di sviluppo - e 2mila aziende e rappresentati di autonomie locali e società civile e oltre 500 giornalisti accreditati che seguiranno i lavori articolati su quattro dimensioni: imprenditoriale, umana; locale e regionale; riforme nel percorso di adesione all’Ue.




