Guerra

Witkoff e Kushner vedranno negoziatori ucraini per parlare di proposte de-escalation

I 27 sembrano aver trovato un compromesso sul rinnovo delle sanzioni individuali nei confronti delle persone, degli enti e delle aziende che aiutano lo sforzo bellico del Cremlino fino a settembre 2029. Kiev: rimuovere Usmanov e Fridman dell’elenco è vergognoso

Volodymyr Zelensky

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Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump solleciterà, nell’incontro previsto a margine dell’assemblea generale dell’Onu, il leader ucraino Volodymyr Zelensky a raggiungere un cessate il fuoco con la Russia nel settore energetico. Lo riporta il Guardian. Ne frattempo, parlando con i giornalisti al suo arrivo al Palazzo di Vetro, il presidente statunitense ha inviato un messaggio diretto all’omologo russo Vladimir Putin: “Metta fine alla guerra”, ha detto.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

“La pace tra Russia e Ucraina si farà prima di quanto si pensi”, ha dichiarato poi Trump all’Assemblea dell’Onu. Sia Kiev che Mosca “non ne possono più”, ha aggiunto.

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Nel fine settimana Kiev ha intensificato gli attacchi contro il settore energetico russo, lanciando il più grande raid finora segnalato nella regione di Mosca. «La Russia ha sfortunatamente perso il controllo della propria industria petrolifera a causa della guerra con l’Ucraina», ha scritto ieri Trump su Truth.

«Numerose raffinerie di gasolio sono state fatte saltare in aria e sono, almeno temporaneamente, fuori servizio», ha aggiunto, «questa guerra assurda e senza fine con l’Ucraina deve finire».

Missili balistici russi distruggono impianto di Poltava

L’artiglieria russa ha completamente distrutto un impianto petrolifero e del gas nella regione di Poltava.

Secondo quanto riferito dalla società ucraina Naftogaz, l’esercito russo ha bombardamento l’impianto e almeno cinque missili hanno colpito impianti tecnologici che erano fermi e fuori servizio da tempo.

La distruzione causata da questo impatto rende di fatto impossibile il ripristino e il funzionamento dell’impianto energetico.

Presidente Lituania annuncia «nuovo contingente truppe Usa in arrivo»

Il presidente lituano Gitanas Nausėda ha annunciato su X che “il nuovo contingente di truppe statunitensi è già in viaggio verso la Lituania”. “Siamo grati - afferma - al presidente Donald Trump e all’amministrazione statunitense per questa decisione”. “L’impegno dei nostri alleati - sostiene - a sostenerci invia un messaggio chiaro: la Nato è pronta a difendere ogni centimetro del suo territorio”. Il numero esatto di truppe nella nuova rotazione “non è ancora stato confermato, ma non sarà inferiore a quello precedente”, considerando che dal 2019 in Lituania sono di stanza a rotazione fino a 1.000 soldati statunitensi.

Kallas (Ue): sanzioni contro la Russia durino a lungo

Le sanzioni contro la Russia rimangono “il fulcro” della politica europea volta a esercitare pressione su Mosca affinché ponga fine alla guerra in Ucraina: lo ha dichiarato l’Alto rappresentante dell’Ue per gli Affari esteri, Kaja Kallas, durante una conferenza stampa tenuta a margine dell’Assemblea generale dell’Onu in corso a New York, nelle stesse ore in cui un inchiesta del Financial Times ha rivelato attività di riciclaggio messe in atto da Mosca attraverso i canali finanziari di banche glonbali.

Kallas ha parlato mentre sono in corso discussioni sulla possibilità di revocare alcune delle misure restrittive imposte a due oligarchi russi: “Alcuni Stati membri hanno chiesto la rimozione di determinate persone dalla lista. Abbiamo chiaramente bisogno di stabilità, ovvero che le sanzioni restino in vigore più a lungo. Ecco perché stiamo lavorando anche a un nuovo pacchetto di sanzioni”.

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Sulla scia della Francia, che ha chiesto la rimozione dell’oligarca russo-uzbeco Alisher Usmanov, anche il Lussemburgo ha sollecitato l’eliminazione dell’imprenditore russo Mikhail Fridman dalla lista; Kallas ha evidenziato che le discussioni riguardano il rinnovo del “più vasto regime sanzionatorio” dell’UE contro Mosca: “Il nostro obiettivo è concluderle a breve e, si spera, rinnovare rapidamente le sanzioni”, ha concluso.

Zelensky: con Trump incontro positivo

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha detto di aver ’’avuto un incontro positivo e produttivo con il presidente americano Donald Trump a margine del’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Sia gli Stati Uniti che l’Ucraina desiderano che questa insensata guerra contro la Russia finisca prima dell’inverno’’.

Con Trump, ha spiegato Zelensky su ’X’, ’’abbiamo discusso di possibili misure di de-escalation che possano aprire la strada alla diplomazia’’. Il presidente ucraino si è detto ’’grato che nel frattempo i nostri team continuino a lavorare per avviare la produzione di intercettori Patriot in Ucraina. Questo contribuirà a proteggere vite umane, qualora la Russia rifiutasse i negoziati e continuasse a puntare sul terrorismo missilistico balistico contro il nostro popolo quest’inverno e in futuro’’.

Con Trump, ha aggiunto, ’’abbiamo anche discusso di altre questioni bilaterali e multilaterali, tra cui un pacchetto invernale di difesa aerea per l’Ucraina”.

Witkoff e Kushner vedranno negoziatori ucraini per parlare di proposte de-escalation

Steve Witkoff e Jared Kushner incontreranno nelle prossime ore i negoziatori dell’Ucraina e i consiglieri alla sicurezza nazionale di Regno Unito, Francia e Germania per parlare delle proposte ucraine per un accordo di de-escalation con la Russia. Lo riporta Axios citando alcune fonti.

Trump vede Zelensky: Lavoriamo a porre fine a guerra, lo vogliono tutti. Anche Putin

Macron incontra Trump: «Sostenere ancora di più l’Ucraina»

Il presidente francese Emmanuel Macron ha nel frattempo già avuto un lungo colloquio con l’omologo statunitense Donald Trump sulla «necessità di aiutare ancora più rapidamente e con maggiore forza i nostri amici ucraini in termini di missili intercettori», tenutosi a margine dell’Assemblea generale dell’ONU.

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Macron ha anche accennato a «iniziative» che potrebbero essere intraprese «per trovare una moratoria sulle questioni energetiche»: «È evidente che oggi occorre sostenere il sistema energetico ucraino e la situazione nell’intera regione», ha sottolineato, senza precisare se tale moratoria riguarderebbe anche gli attacchi ucraini contro le infrastrutture energetiche russe.

Prima dell’incontro, Macron aveva promesso di parlare «con assoluta franchezza» a Trump per cercare di «indirizzarlo verso le decisioni giuste», in particolare riguardo all’Ucraina; l’obiettivo della parte francese era, nello specifico, tentare di convincere l’omologo statunitense a «mantenere l’impegno di sostegno all’Ucraina» e a «rafforzare la pressione sulla Russia».

Zelensky ha incontrato il capo della Cia

Intanto, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha incontrato il capo della Cia statunitense John Ratcliffe all’aeroporto di Shannon, in Irlanda; lo hanno riferito due persone a conoscenza della vicenda alla Reuters, come è scritto sul sito dell’agenzia. L’incontro ha avuto luogo oggi, secondo una delle fonti. L’altra fonte ha riferito che i due hanno parlato mentre i loro aerei venivano riforniti, senza tuttavia specificare la data. Entrambe le fonti, che hanno chiesto di rimanere anonime trattandosi di questioni delicate, non hanno voluto rivelare i dettagli della conversazione.

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Attacco Russo a Dnipro: almeno 4 morti

Quattro persone sono rimaste uccise e altre sei ferite nel raid russo contro un’azienda a Dnipro. A aggiornare il bilancio Oleksandr Ganzha, capo del dipartimento di polizia regionale di Dnipropetrovsk, come riportano i media locali. “Potrebbero esserci ancora persone sotto le macerie dell’azienda danneggiata da un attacco nemico. Le operazioni di ricerca e soccorso sono in corso”, affermano i soccorritori. Gli attacchi russi continuano mentre oggi il leader ucraino Volodymyr Zelensky vedrà Donald Trump a amrgine dell’assemblea Onu per cercare di rilanciare gli sforzi diplomatici.

Kiev: «Blackout in 7 regioni a causa dei raid russi»

A causa del massiccio attacco russo nella notte, questa mattina si sono verificati nuovi blackout in sette regioni ucraine. Lo ha riferito l’ufficio stampa di Npc Ukrenergo. Si tratta delle regioni di Kyiv, Vinnytsia, Zhytomyr, Mykolaiv, Chernihiv, Sumy, Dnipropetrovsk “Laddove la situazione di sicurezza lo consente, sono già in corso i lavori di ripristino d’emergenza. I tecnici del settore energetico stanno facendo tutto il possibile per ripristinare l’energia elettrica a tutti i consumatori il prima possibile”, si legge nel rapporto. A causa delle forti piogge e del vento, questa mattina gli abitanti delle regioni di Dnipropetrovsk, Kiev e Chernihiv sono senza corrente elettrica.

Lavrov: media occidentali «giocano sporco» accusandoci di attacchi con droni nell’Ue

I media occidentali stanno attribuendo in modo del tutto infondato la “colpa” alla Russia per la comparsa di droni non identificati in Europa, facendo così “giochi di informazione”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov. “Il tema dei droni russi, che presumibilmente compaiono qua e là nei Paesi europei e attaccano obiettivi all’interno di questi paesi, è diventato di moda oggi nei media occidentali. Ma ogni volta si scopre che o non si trattava di un drone, o era un drone ucraino, o era un drone difficilmente attribuibile alla Federazione Russa”, ha affermato Lavrov, citato da Tass. Il ministro russo ha osservato che in seguito a chiarimenti i dettagli di tali accuse “non interessano più a nessuno”. Si tratta, secondo Lavrov, di fare così “giochi di informazione”.

Ong: «Mosca è la sola a sapere dove sono i bimbi presi in Crimea»

“Solo i russi sanno per certo dove si trovano i bambini ucraini che erano in Crimea in istituti per l’infanzia nel 2014, e di cui si sono poi perse le tracce”. L’afferma uno dei legali dell’ong Unione ucraina di Helsinki per i diritti umani durante l’udienza che la Corte di Strasburgo ha deciso di tenere in via del tutto eccezionale, e dove la Russia non ha nessuno a rappresentarla sul banco degli imputati. Il caso riguarda dieci minori, nati tra il 2009 e 2013, che insieme a quasi 5mila altri sono scomparsi dopo che Mosca ha annesso la Crimea nel 2014, e che secondo l’ong sarebbero stati portati in Russia e dati in adozione o affidati a famiglie russe per cancellarne l’identità ucraina.

L’ong spiega che ha passato anni cercando di ritrovare le tracce di tutti i minori scomparsi, e che è riuscita a ritrovare quelle dei 10 bimbi nel cui nome ha fatto ricorso alla Cedu. Il ricorso affermano gli avvocati non serve solo a riconoscere la politica di russificazione che Mosca ha condotto prima in Crimea e poi nel resto dei territori ucraini occupati anche nei confronti dei più giovani, ma ha lo scopo di far si che questi bambini abbiano un giorno la possibilità di scoprire chi sono e da dove vengono. All’udienza sono intervenuti anche il governo ucraino e altre ong.

Per Kiev questo caso “rappresenta un piccolo numero di individui, ma ha un grande significato” anche perché permette di capire in concreto quello che la Russia ha fatto e sta facendo nei territori che ha occupato. Mentre le altre ong evidenziano che quando i bimbi sono dati in adozione le autorità russe possono cambiarne il nome, il luogo di nascita e iscrivere i genitori adottivi come biologici. Ora la Cedu dovrà decidere prima di tutto se il caso è ammissibile, e poi eventualmente se la Russia trasferendo i minori sul suo suolo e cancellandone l’identità ha violato i loro diritti. Una delle questioni a cui la Corte dovrà rispondere è se l’ong Unione ucraina di Helsinki per i diritti umani può rappresentare gli interessi dei 10 bambini, e quindi fare un ricorso in loro nome.

Zelensky a Ground Zero: «Non tollereremo mai una simile viltà da parte dei terroristi»

«A New York, ho reso omaggio alla memoria delle vittime del terribile attentato terroristico avvenuto 25 anni fa. Una tragedia che ha avuto un profondo impatto su tutto il mondo. Quasi 3.000 persone persero la vita nell’attentato. Erano cittadini di 90 Paesi, e tra loro c’erano anche i nostri connazionali». Lo scrive su X il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, dopo la visita a Ground Zero di cui pubblica anche un video.

«Un vile e orribile attentato terroristico che ha mietuto la vita di persone innocenti. E non tollereremo mai una simile viltà da parte dei terroristi. Ricorderemo sempre coloro che combattono il terrorismo e coloro che ne sono stati vittime. Che tutti coloro che hanno perso la vita riposino in pace», ha concluso.

Intesa in Ue sulle sanzioni individuali alla Russia, rinnovate per 3 anni

Intesa politica in Ue sul rinnovo delle sanzioni individuali nei confronti delle persone, degli enti e delle aziende che aiutano lo sforzo bellico della Russia. Dopo una lunga trattativa i 27 sembrano aver trovato un compromesso. Alisher Usmanov e Mikhail Fridman, a quanto si apprende da fonti vicine al dossier, sono fuori dalla nuova lista nera. Una volta conclusa la procedura scritta, intorno alle 18:00, si prevede che il Consiglio Ue approvi il rinnovo del regime di sanzioni a tutela dell’integrità territoriale dell’Ucraina, per 36 mesi, fino al 22 settembre 2029 (al contrario di quanto è stato fatto sinora, ovvero ogni sei mesi). La Lettonia, precedentemente contraria, ha acconsentito ad astenersi.

Trump: «Se necessario applicherò legge sulle sanzioni a Russia»

Il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato che si avvarrà della nuova legge sulle sanzioni contro la Russia - che gli conferisce il potere di imporre dazi aggiuntivi - qualora lo ritenesse necessario.

“In onore del senatore Lindsey Graham ho firmato una nuova e incisiva legge approvata dal Congresso che mi conferisce enormi poteri in materia di dazi; se necessario, dovrò farvi ricorso”, ha affermato Trump durante il suo discorso all’Assemblea generale delle Nazioni Unite.

Venerdì, il leader statunitense ha approvato un nuovo provvedimento legislativo che autorizza ed estende restrizioni, dazi e divieti nei confronti di Russia e Iran.

Nello specifico, la legge autorizza Trump a imporre dazi fino al 100% ai Paesi che acquistano petrolio o gas naturale da aziende russe.

Kiev: «Decisione Ue su Usmanov e Fridman vergognosa, Mosca festeggia»

“La decisione di rimuovere Usmanov e Fridman nell’elenco delle persone soggette a sanzioni è vergognosa e ingiustificabile. Mosca sta festeggiando perché ha ottenuto ciò che voleva: un senso di impunità, l’umiliazione dell’Ue e la divisione tra gli europei”. Lo scrive su X il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha. “Ma c’è ancora un modo per rovinare i festeggiamenti a Mosca: esorto tutti gli Stati membri dell’Ue ad annunciare subito che imporranno le proprie sanzioni nazionali nei confronti di questi due individui”.

Tajani: «L’Onu deve cambiare passo, sull’Ucraina si è mossa in ritardo»

“L’Italia sostiene il multilateralismo ma che non ci siano cose da correggere all’interno delle Nazioni Unite e serve una riforma”. Lo ha detto Antonio Tajani a margine dell’Assemblea dell’Onu. “Le Nazioni Unite devono cambiare passo. Perché per quanto riguarda la guerra in Ucraina, a mio giudizio, non hanno fatto abbastanza e si sono mosse in ritardo”, ha aggiunto.

Von der Leyen con Zelensky a New York

La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha incontrato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky a margine dell’Assemblea delle Nazioni Unite a New York.

“L’Europa sta lavorando più che mai per rafforzare la difesa dell’Ucraina. Il nostro nuovo programma antibalistico può contribuire ad aumentare rapidamente la produzione”, ha dichiarato von der Leyen, evidenziando che è “in arrivo ulteriore sostegno alla difesa”.

“Con l’avanzare delle riforme nella Rada, anche un maggiore sostegno di bilancio”, ha proseguito von der Leyen, specificando che “abbiamo ancora 37 miliardi di euro a disposizione per quest’anno solare”.

“A New York, il mio messaggio a tutti i leader è chiaro: dobbiamo tutti intensificare il sostegno alla difesa dell’Ucraina”, ha concluso von der Leyen.

Ho avuto un colloquio approfondito con Ursula von der Leyen su come garantire la resilienza finanziaria del nostro Paese quest’anno e il prossimo. Siamo grati per la decisione dell’Ue relativa al prestito di 90 miliardi di euro, e l’Ucraina sta onorando i propri impegni previsti dal prestito per colmare il più possibile il deficit di bilancio. Abbiamo concordato che i nostri team lavoreranno anche su altre modalità per fornire sostegno finanziario.“ Lo scrive il presidente ucraino Volodymyr Zelensky su X dopo l’incontro a New York con la presidente della Commissione. ”Abbiamo discusso anche delle sanzioni. In un momento in cui la Russia sta sferrando attacchi brutali contro la nostra popolazione - e anche adesso, durante l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, in molte regioni sono in corso allarmi aerei a causa di droni e missili balistici - i segnali relativi alla revoca delle sanzioni nei confronti di singoli oligarchi russi sono controproducenti e si rivelano un boomerang. Le guerre finiscono grazie alla determinazione e alla forza, non con concessioni alla cerchia dell’aggressore. Sono grato a Ursula per la sua disponibilità a lavorare per aggiungere altri nomi russi alle liste delle sanzioni dell’Ue. Sono proprio questi i passi che avvicinano una pace giusta e una sicurezza garantita”, aggiunge Zelensky.

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