Il summit

Ucraina, G7 in pressing su Mosca: verso nuove sanzioni su gas e petrolio

La guerra in Europa domina la seconda giornata del vertice. Trump incontra Zelensky, si dice pronto a reintrodurre sanzioni al petrolio russo e incalza: «La Russia deve concludere un accordo con l’Ucraina». Sull’Iran per il presidente Usa «si passa alla seconda fase». Oggi giornata conclusiva su squilibri globali e intelligenza artificiale

di Sergio Nava

Da sinistra a destra, Donlad Trump, presidente Usa, Emmanuel Macron, presidente francese, e Volodymyr Zelensky, presidente ucraino, al G7 di Evian  7146

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EVIAN-LES-BAINS - Incassato l’accordo di pace fra Stati Uniti e Iran, ancora tutto da chiarire ed esplorare nei dettagli in vista della firma venerdì a Lucerna, il G7 di Evian ha acceso ieri i riflettori sull’altro fronte di guerra, approfittando della rinnovata determinazione americana a intervenire per una soluzione pacifica del conflitto tra Russia e Ucraina. Fonti della presidenza francese hanno dettagliato i punti principali dell’intesa, in attesa del comunicato finale del summit: incrementare la pressione su Mosca, affinché ponga fine alla guerra contro Kiev, ricorrendo a ulteriori sanzioni energetiche, in particolare su gas e petrolio.

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“La Russia deve concludere un accordo con l’Ucraina”, ha dichiarato il presidente americano Trump a margine del summit, definendo “buono” il faccia a faccia di una ventina di minuti con l’omologo Zelensky. Incontro facilitato dal presidente francese Macron, in un fuori programma mattutino che ha ritardato i lavori del vertice. Il successivo ingresso in scena del presidente ucraino nella sala del G7, dove attendevano gli altri leader, è sembrato confermare il giudizio di Trump, con uno Zelensky sorridente e apparentemente soddisfatto, mentre commentava a caldo con la presidente della Commissione Europea Von Der Leyen l’esito del precedente faccia a faccia.

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Più tardi, collegato con il Reuters Next Summit, Zelensky è entrato nei dettagli: “il G7 ha concordato che la Russia non sta vincendo, sta anzi perdendo molti soldati. Mosca deve raggiungere un accordo il prima possibile”, ha esordito, specificando che i sette leader hanno discusso nuove sanzioni contro la Russia su petrolio, flotta ombra, banche e settori militari. Zelensky ha anticipato di avere ricevuto un’apertura da parte di Trump in merito a un sostegno in ambito missilistico – Kiev chiede da tempo a Washington una licenza per produrre localmente i Patriot. Poche ore dopo Trump è sembrato tendere una mano ulteriore all’Ucraina, annunciando di essere in procinto di riattivare le sanzioni statunitensi sul petrolio russo, sospese negli ultimi mesi a causa del conflitto nel Golfo e della penuria di greggio.

“Il vento sta cambiando per l’Ucraina, la situazione è molto diversa rispetto allo scorso anno”, ha rilevato da parte sua la presidente della Commissione Von Der Leyen, che ha ricordato il primo esborso del prestito europeo da 90 miliardi di euro a Kiev e ha annunciato per i prossimi mesi un pacchetto di sostegno in vista dell’inverno.

La Gran Bretagna ha comunicato un nuovo round di sanzioni contro la Russia, che prenderà di mira la cosiddetta “flotta-ombra”, le reti finanziarie illecite e le catene di approvvigionamento militare utilizzate da Mosca per aggirare le restrizioni occidentali. Analoghe misure sono state annunciate dal Canada, che ha aggiunto alla lista gli introiti energetici e i responsabili delle campagne di disinformazione.

Il dossier sarà ripreso domani e venerdì al Consiglio Europeo in programma a Bruxelles, con l’Ue impegnata da mesi a ritagliarsi un ruolo diplomatico di primo piano nel conflitto ucraino, considerata la latitanza americana, provocata dalla guerra contro l’Iran. Il ritorno di interesse dell’amministrazione Trump sul dossier riapre gli equilibri negoziali, con esiti che potrebbero farsi interessanti.

Il Medio Oriente è stato ieri al centro della seconda sessione di lavoro: “sull’Iran si passa alla seconda fase”, ha anticipato Trump, impegnato in giornata in incontri bilaterali con i leader di Qatar ed Emirati Arabi Uniti.

L’Europa, sia con la Francia, sia con la Commissione Ue, ha ribadito più volte nel corso del G7 di auspicare la fine delle ostilità in Libano, bersaglio dei ripetuti attacchi israeliani contro Hezbollah, che hanno fatto migliaia di vittime negli ultimi tre mesi. “Un Medio Oriente stabile e pacificato richiede un Libano stabile e pacificato”, ha postato su X Ursula Von Der Leyen.

Il summit G7 si chiuderà nel primo pomeriggio di oggi, non prima di aver affrontato altre due questioni cruciali: gli squilibri macroeconomici e l’intelligenza artificiale. Sul primo dossier si registra, al di là della controversia sui dazi, un allineamento progressivo di interessi tra Europa e Stati Uniti, per quanto riguarda il surplus commerciale cinese. La questione è particolarmente sentita in Francia: anche il cancelliere tedesco Merz -fin qui restio a uno scontro con Pechino- ha fatto aperture nelle ultime settimane, a favore di una posizione Ue più decisa. “Se guardiamo al 2025, è l’anno in cui, per la prima volta, tutti gli Stati europei hanno registrato un deficit commerciale con la Cina. Questo, ovviamente, non è sostenibile”, aveva puntualizzato lunedì Von Der Leyen.

Le sfide poste dall’avanzare dell’intelligenza artificiale, soprattutto in tema di protezione dei minori, animeranno il pranzo conclusivo, al quale sono stati invitati i rappresentanti dei principali colossi tech del settore.

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