Guerra in Ucraina, per Tusk finisce entro cento giorni
Tusk ha poi riferito che “dopo il mio colloquio con il presidente Zelensky, mi è assolutamente chiaro che i prossimi 100 giorni potrebbero decidere l’esito di questa guerra. In questo momento direi che le probabilità sono 50 e 50”. “Molto dipende dalle decisioni del presidente degli Stati Uniti”, ha quindi aggiunto il premier polacco.
Russia: «Sventato attacco ucraino alla centrale di Zaporizhzhia»
L’ufficio stampa della centrale nucleare di Zaporizhzhia, situata nell’omonima regione ucraina ma attualmente sotto controllo russo, ha riferito che è stato sventato un attacco delle forze di Kiev a infrastrutture critiche dell’impianto. «Oggi è stato rilevato un attacco da parte di un drone delle forze armate ucraine armato di munizione nei pressi del deposito di combustibile nucleare esaurito, presso la centrale nucleare di Zaporizhzhia», si legge in un comunicato.
Ft: ucraini hanno messo fuori uso il 30% capacità raffinerie russe
La campagna ucraina contro le raffinerie russe ha messo fuori uso oltre il 30% della capacità produttiva effettiva e il 45% di quella nominale della Russia, innescando la peggiore crisi petrolifera nel Paese dal crollo dell’Unione Sovietica.
Un’analisi del Financial Times, basata su planimetrie delle raffinerie, fotografie, immagini satellitari e dati a infrarossi termici, mostra che i danni subiti da diverse importanti raffinerie russe sono persistiti per settimane o addirittura mesi dopo gli attacchi.
I raid ucraini hanno distrutto più di una dozzina di grandi e medi serbatoi, con una capacità complessiva di stoccaggio di circa 80.000 metri cubi, secondo una stima del Financial Times.
L’Ucraina colpisce quattro petroliere russe nel Mar Nero e nel Mar d’Azov, afferma Kiev
L’esercito ucraino ha colpito quattro petroliere russe nel Mar Nero e nel Mar d’Azov, ha dichiarato giovedì il comandante delle forze di droni ucraine, Robert Brovdi. Brovdi ha dichiarato sull’app Telegram che nelle ultime tre settimane sono state colpite complessivamente 205 petroliere, di cui 130 nel Mar d’Azov e 75 nel Mar Nero.
Raid Kiev contro terminal petrolio e gas Taman e base guerra elettronica Crimea con capacità di 5mila km
I droni ucraini hanno colpito nella notte anche il terminal del gas e petrolio del porto di Taman (Tamanneftegaz) del gruppo Oteko, nella regione di Kranodar, dove si è sviluppato un incendio, probabilmente nei tank.
Il terminal è il principale hub privato per l’export di prodotti energetici e ha una capacità di gestire 19,9 milioni di tonnellate di carico l’anno.
Nei depositi del sito si trovano più di un milione di metri cubi di prodotti derivati del petrolio e Gnl. Il direttorato per l’intelligence militare ucraina ha reso noto oggi che nei giorni scorsi, nella notte fra il 26 e il 27, è stata colpita anche la stazione per la guerra elettronica Bn-Murmansk, vicino al Capo di Fiolnt, in Crimea, dove vengono gestiti i segnali di intelligence, l’intercettazione delle comunicazioni e le operazioni di disturbo a onde corte delle trasmissioni a una distanza fino a 5mila chilometri.
Il porto di Taman
In Russia

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Mosca: colpiti obiettivi militari e centri logistici ucraini
Le forze armate russe hanno colpito durante la notte aeroporti, impianti dell’industria della difesa e centri logistici in Ucraina, ha dichiarato il ministero della Difesa russo. L’attacco è stato condotto utilizzando armi a lungo raggio a guida di precisione (ma come si vede nelle immagini ci sono tanti morti e feriti civili colpiti nella notte in casa, ndr), impiegate a terra, in aria e in mare, nonché droni.
I vertici militari russi hanno affermato che negli attacchi con missili e droni sull’Ucraina della scorsa notte sono state colpite, anche fabbriche impegnate nella produzione di missili Flamingo e Neptun, in particolare a Leopoli, nell’ovest del Paese. Il ministero della Difesa precisa che a Leopoli è stato bombardato lo stabilimento L’vovskij Aviacionnyj Zavod, che si occupa della produzione, riparazione e manutenzione di motori turbogetto utilizzati nei missili da crociera terrestri FP-5 Flamingo, e lo stabilimento L’vovskij Gosudarstvennyj Zavod, che produce elettronica di bordo per missili di diversi tipi, nonché sistemi radar per missili guidati a lungo raggio Neptun-MD e un analogo del sistema missilistico antiaereo S-300. Nella regione di Ivano-Frankivsk è stato colpito l’impianto industriale di Kalush, che partecipa anch’esso alla produzione dei Flamingo e si occupa dello stoccaggio e della distribuzione di componenti per tali missili, inclusi quelli provenienti da Paesi occidentali. Nella regione di Riven, è stato colpito lo stabilimento Rovnoazot, che produce componenti di carburanti utilizzati per i Flamingo, per i missili operativi tattici FP-7,-9 e missili operativi tattici Grom-2. A Kiev, prosegue il ministero della Difesa russo, sono stati presi di mira lo stabilimento Zavod Mayak, che produce componenti per droni da attacco a lungo e medio raggio di tipo FP-1,-2, e l’impianto industriale Elektrotekhnicheskij Zavod, che produce droni da ricognizione e attacco a medio raggio.
Wildberries: danni da droni ucraini in due hub
Droni ucraini hanno colpito nella notte magazzini di Wilberries nelle regioni di Penza e dell’Udmurtia, ha reso noto il colosso russo dell’ecommerce. Incendi si sono sviluppati nei siti di Mastinovka, vicino a Pensa, e a Saraput. I dipendenti sono stati fatti evacuare dai siti quando è suonata l’allerta per l’attacco. Una persona è rimasta ferita. Dallo scorso 18 luglio, i droni di Kiev hanno colpito 13 hub di Wilberries in tutta la Russia costringendo la compagnia a cercare altri spazi in Kazakistan.
Russia: abbattuti 258 droni ucraini durante la notte
La difesa aerea ha abbattuto 258 droni ucraini durante la notte, ha dichiarato il ministero della Difesa russo in un comunicato.
“Nella notte scorsa, le forze di difesa aerea in servizio hanno intercettato e distrutto 258 velivoli a pilotaggio remoto ad ala fissa ucraini”, ha affermato il ministero. Ha precisato che i droni sono stati distrutti nelle regioni di Belgorod, Bryansk, Voronez, Volgograd, Penza, Rostov, Tambov, nel Territorio di Krasnodar, in Crimea, in Adighezia e nei mari d’Azov e Nero.