Guerra

Ucraina, in fiamme la cattedrale Unesco della Dormizione. Mosca nega gli attacchi

Danneggiato Il monastero di Kyiv-Pechersk Lavra. A fuoco il tetto della chiesa della Dormizione a Kiev, nel complesso patrimonio culturale della Laurea delle Grotte

I soccorritori hanno domato un incendio divampato nella Cattedrale dell'Assunzione della Lavra di Kiev-Pechersk, nota anche come Monastero delle Grotte, durante un attacco russo su Kiev, in Ucraina, lunedì 15 giugno 2026. (Foto AP/Evgeniy Maloletka) APN

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Un’ondata di attacchi russi ha colpito nella notte l’Ucraina provocando 11 i morti e 53 i feriti. Lo riferisce su X Voldoymyr Zelensky, fornendo un bilancio aggiornato degli ultimi raid.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Settanta missili e 611 droni sono stati lanciati contro l’Ucraina questa notte da parte dell’esercito russo, ha dichiarato oggi il presidente ucraino , segnalando che 60 missili sono stati diretti contro Kiev.

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«Gli interventi per far fronte alle conseguenze degli attacchi russi sono ancora in corso a Kiev, così come a Kharkiv. La scorsa notte, i russi hanno lanciato oltre 60 missili contro la sola capitale. Complessivamente, contro l’Ucraina sono stati impiegati 70 missili e 611 droni», ha osservato il presidente ucraino.

Ucraina, attacco russo al monastero di Kiev: le immagini dall'alto

Il sindaco di Kiev, Vitali Klitschko, ha riferito di un incendio sul tetto della cattedrale della Dormizione, una delle chiese del celebre complesso ortodosso della Laurea delle grotte di Kiev, iscritto al patrimonio mondiale dell’Unesco. Timur Tkachenko, ha denunciato un «attacco diretto» contro il sito.

Ucraina, 1.563° giorno di guerra

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Zelensky: «Uno dei più gravi crimini commessi dalla Russia contro la cultura cristiana»

«Si tratta di uno dei più gravi crimini commessi dalla Russia contro la cultura cristiana fino a oggi. Il Servizio statale per le emergenze ha già domato l’incendio sul tetto della cattedrale», ha comunicato Zelensky.

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Il monastero di Kyiv-Pechersk Lavra in Ucraina, fondato nel 1050, ha subìto gravi danni a seguito dell’attacco. Venti persone sono rimaste ferite, secondo le autorità locali. Il sindaco della capitale ha aggiunto che l’attacco ha danneggiato le linee elettriche e ha lasciato 140.000 residenti della capitale senza corrente.

Gli attacchi sono arrivati mentre la guerra tra Russia e Ucraina, iniziata nel febbraio 2022, continua senza segnali di allentamento e i negoziati per porvi fine restano bloccati da mesi.

«Chiediamo preghiere per salvare questo santuario dalla distruzione», ha dichiarato - secondo Afp - il metropolita Epifanio di Kiev, primate della Chiesa ortodossa d’Ucraina, denunciando un «crimine contro l’umanità, la storia, la cristianità». Una facciata della cattedrale è stata sventrata, il tetto è stato parzialmente distrutto e più di una decina di camion dei vigili del fuoco sono stati dispiegati sul posto, ha constatato un fotografo dell’Afp.

La solidarietà europea e il G7 di Evian

Parole di solidarietà da parte dei leader europei non si sono fatte attendere. La ministra degli Esteri britannica Yvette Cooper ha parlato di «atto aberrante da parte di Putin: un deliberato sacrilegio nel suo assalto sempre più disperato all’Ucraina», mentre la presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen - condannando l’accaduto - ha ricordato che oggi i leader del G7 si riuniscono a Evian. «Discuteremo i prossimi passi per aumentare la pressione sulla Russia, portare Putin al tavolo dei negoziati e porre fine a questa insensata strage», ha assicurato.

Una posizione condivisa dalla Francia, che ospita la riunione. «Così come la guerra d’aggressione condotta dalla Russia contro l’Ucraina da oltre quattro anni, nulla giustifica questo attacco contro il nostro patrimonio universale. La Francia è pronta a cooperare con le autorità ucraine responsabili del patrimonio. Questo attacco non fa che rafforzare la nostra determinazione a fare di tutto, insieme ai nostri alleati e partner, per lavorare a un cessate il fuoco che la Russia continua a rifiutare ostinatamente, poi alla pace. Lavoreremo su questo al G7 di Evian», ha scritto su X il presidente d’oltralpe Emmanuel Macron.

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Il Cremlino: «Monastero colpito da missile Patriot Usa, non da noi»

La Russia ha negato di aver bersagliato lo storico monastero di Pechersk Lavra a Kiev durante un bombardamento notturno sulla capitale ucraina, affermando che il sito protetto dall’Unesco è stato invece colpito da un missile di difesa aerea Patriot di fabbricazione statunitense. «Secondo rapporti confermati, il complesso della di Kiev Pechersk Lavra è stato colpito da un missile del sistema missilistico antiaereo americano Patriot. Una delle ragioni del malfunzionamento del sistema potrebbe essere stata che i paesi occidentali hanno fornito al regime di Kiev missili “scaduti”», ha dichiarato il ministero della Difesa russo in un comunicato.

Il servizio di Sicurezza ucraino ha risposto che a colpire il monastero di Pechersk Lavra e Kiev è stato un drone Geran-2, la versione russa del drone kamikaze iraniano Shahed. Lo riporta Unian. Kiev - viene spiegato - è giunta questa conclusione sulla base dell’analisi dei resti del drone rinvenuti sul luogo dell’impatto.

I morti in Russia

Almeno tre persone sono morte in un attacco di droni ucraini sulla città russa di Tula, circa 200 km a sud di Mosca: lo ha annunciato stanotte il governatore regionale Dmitry Milayev. «La zona residenziale della città di Tula è stata presa di mira da un attacco di droni», ha scritto Milayev su Telegram. «Secondo le prime informazioni, tre persone sono morte e altre tre, tra cui un bambino di un anno, sono rimaste ferite», ha aggiunto.

La difesa aerea della Russia ha abbattuto 123 droni in volo su regioni del Paese. Lo ha riferito il ministero della Difesa. «Durante la scorsa notte, i sistemi di allerta della difesa aerea hanno intercettato e distrutto 123 droni ucraini ad ala fissa che sorvolavano le regioni di Belgorod, Bryansk, Kaluga, Kursk, Oryol, Rostov, Ryazan, Smolensk, Tver e Tula, la regione di Mosca, la Repubblica di Crimea, il territorio di Krasnodar e le acque del Mar d’Azov e del Mar Nero», si legge nel comunicato del ministero su Telegram.

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