Guerra in Europa

Jet militari russi violano spazio aereo Lituania, intervengono i caccia italiani

I velivoli sono decollati nel tardo pomeriggio da Šiauliai, in Lituania, in modalità scramble, nell’ambito della missione Nato di difesa aerea sul fianco orientale dell’Alleanza

 I caccia Eurofighter dell’Aeronautica Militare Italiana partecipano alla missione di pattugliamento aereo della NATO nel Baltico nello spazio aereo lituano. Gli Eurofighter provenienti dall’Italia e dalla Spagna hanno assunto il comando della rotazione di quattro mesi della missione «Baltic Air Policing» nell’agosto 2023. La missione «Baltic Air Policing» rientra nell’impegno della NATO volto a garantire la protezione dello spazio aereo dei tre Stati baltici (Estonia, Lettonia e Lituania) sin dalla loro adesione all’Alleanza nel 2004.   (EPA/Toms Kalnins)

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Due caccia Eurofighter F-2000 della Task Force Air ’Baltic Thunder III’ dell’Aeronautica Militare italiana sono decollati nel tardo pomeriggio da Šiauliai, in Lituania, in modalità scramble, nell’ambito della missione Nato di difesa aerea sul fianco orientale dell’Alleanza, in seguito alla violazione dello spazio aereo da parte di due jet militari russi. È quanto apprende l’Ansa da fonti informate. L’operazione è stata coordinata attraverso il Combined Air Operarion Centre della Nato a Uedem, in Germania.

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Intanto, in Ucraina non si fermano gli attacchi russi sulla capitale. Nella notte tra il 16 e il 17 settembre, a partire da poco dopo la mezzanotte, sono iniziate le prime esplosioni nel centro di Kiev. Un attacco con droni e missili balistici che ha colpito un istituto scolastico e altri edifici, provocando almeno 12 feriti, tra cui due bambini, secondo quanto riferito dal sindaco della città Vitali Klitschko. Altri danni a edifici si sono registrati nel distretto di Holosiivskyi e nei distretti di Brovary e Fastivskyi. Nel frattempo, le autorità ucraine hanno segnalato anche il ferimento di tre persone, tra cui un bambino, in un attacco russo contro un edificio residenziale a Odessa, sulla costa del Mar Nero.

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Ucraina, attacco russo su Odessa: i soccorritori tra le macerie

Un drone russo ha colpito anche una nave civile battente bandiera tanzaniana, diretta verso uno dei porti ucraini: il capitano è rimasto ucciso e altri tre membri dell’equipaggio sono rimasti feriti. Lo denuncia il ministero dello Sviluppo Comunitario e Territoriale ucraino, come riporta Ukrainska Pravda. Il ministero ha sottolineato che la Russia attacca sistematicamente i porti ucraini, le infrastrutture portuali e le navi mercantili civili, creando una minaccia per la navigazione internazionale nel Mar Nero.

Inoltre, le forze russe hanno bombardato due ponti stradali sul fiume Dniester, in Ucraina, «utilizzati per il transito di carichi militari provenienti dalla Romania e dal porto di Izmail». Lo ha affermato il ministero della Difesa di Mosca, precisando che i raid sono avvenuti nei pressi di Mayaky. Il ministero russo aggiunge che sono stati anche colpiti tre stabilimenti per la produzione di droni e il data center De Novo intorno a Kiev. Secondo il ministero, si tratta del «più grande centro che garantisce il funzionamento delle apparecchiature server utilizzate a fini militari, nonché l’elaborazione, la trasmissione e l’archiviazione di dati, compresi quelli di intelligence, a beneficio delle forze armate ucraine».

Anche gli attacchi ucraini in profondità nel territorio russo proseguono, con l’obiettivo di colpire infrastrutture di difesa e raffinerie di petrolio, infliggendo danni all’economia russa e alle catene di approvvigionamento. Nella regione di Yaroslavl, in cui si trova la raffineria Slavneft-YANOS, una delle cinque più grandi della Russia, un impianto è stato colpito. Secondo quanto riferisce il governatore Mikhail Yevrayev, le difese aeree hanno abbattuto 65 droni nel corso dell’attacco. «Ci sono danni alla raffineria di petrolio. Sono in corso operazioni per spegnere rapidamente gli incendi. Inoltre, la caduta di frammenti ha mandato in frantumi le finestre di diversi edifici residenziali e danneggiato automobili. Non ci sono morti né feriti», ha scritto Yevrayev sulla piattaforma Max.

Nella regione di Rostov invece sono state segnalate esplosioni in un aeroporto militare. Il governatore Yuri Slyusar ha riferito che droni sono stati distrutti durante la notte nei distretti di Millerovsky e Kamensky, aggiungendo che al momento non risultavano vittime ne danni a terra. L’aeroporto militare di Millerovo, nella regione di Rostov, era già stato colpito in precedenza dalle forze ucraine.

Ucraina, 1556* giorno di guerra

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Congresso Usa approva pacchetto sanzioni contro la Russia

Nel frattempo il Congresso degli Stati Uniti ha approvato il cosiddetto “Graham Bill”, un provvedimento che prevede un ampio pacchetto di sanzioni contro funzionari di Mosca e pilastri chiave dell’economia russa. Questa misura, che prende il nome dal defunto senatore americano Lindsey Graham, tra i suoi maggiori contributori, punta a incrinare le capacità della Russia di continuare a finanziare la guerra contro Kiev. Il provvedimento è stato approvato con 262 voti favorevoli e 159 contrari alla Camera, dopo l’ok del Senato dello scorso luglio, e ora passa al presidente Donald Trump per la promulgazione.

Si tratta dell’iniziativa più ambiziosa e incisiva a sostegno dell’Ucraina dal ritorno del presidente Donald Trump alla Casa Bianca. Una decisione che arriva dopo due anni di immobilismo per quanto riguarda il supporto a Kiev. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky aveva sollecitato l’approvazione del provvedimento, rivolgendo un appello diretto ai senatori poco prima che questi lo votassero il mese scorso.

Il “Graham Bill” sanziona funzionari russi, banche e la cosiddetta “flotta ombra” di petroliere con cui Mosca aggira le restrizioni occidentali sull’esportazione di idrocarburi. Inoltre, prevede l’imposizione di dazi fino al 100% sui principali cinque importatori di petrolio o gas naturale russo, con un’eccezione per i Paesi che importano meno del 15% delle esportazioni di gas naturale della Russia e che hanno adottato misure significative per ridurre tali importazioni.

Kallas: aiuti all’Ucraina oltre 220 miliardi di euro

Il supporto all’Ucraina, pur senza difficoltà e scontri interni, è invece stato più costante da parte dei Paesi europei. Gli aiuti complessivi forniti all’Ucraina dall’Unione Europea, infatti, ammontano a più di 220 miliardi di euro, di cui oltre 78 miliardi solo per il sostegno militare. È quanto ricordato dall’Alta rappresentante Ue per la politica estera Kaja Kallas, che durante una sessione plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo ha ricordato che il nuovo programma di prestiti a sostegno dell’Ucraina prevede lo stanziamento di 90 miliardi di euro in due anni, di cui 60 miliardi destinati agli aiuti militari.

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Dalla prospettiva della Russia, il sostegno europeo all’Ucraina e la prosecuzione dei programmi di finanziamento ostacola il processo di pace, coinvolgendo direttamente gli alleati Nato nella guerra. Il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha affermato che Mosca considera qualsiasi carico contenente armi destinate all’Ucraina un obiettivo militare legittimo.

Von der Leyen: «Domani altri 3,3 miliardi per aiuti militari a Kiev»

«Ho appena parlato al telefono con il presidente Zelensky. La Russia sta attaccando senza tregua Kiev. Siamo al loro fianco. Domani erogheremo altri 3,3 miliardi di euro all’Ucraina, per l’acquisto di missili e droni. La settimana scorsa abbiamo approvato un finanziamento dell’Ue per i sistemi Patriot attraverso il nostro prestito a sostegno dell’Ucraina. Ma è chiaro che occorre fare di più. Ecco perché ho annunciato che eravamo pronti a utilizzare i fondi rimanenti del programma Safe per avviare un nuovo programma dedicato a progetti comuni di difesa tra l’Ue e l’Ucraina». Lo dichiara Ursula von der Leyen.

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