Tv, Mediaset sorpassa la Rai a ottobre. Pesano le strategie su canali digitali
Elaborazione dello Studio Frasi su dati Auditel: nel giorno medio gli ascolti del Biscione superiori a quelli della Tv pubblica. Il peso della differente strategia sui neocanali
di Andrea Biondi
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Mediaset davanti e la Rai a inseguire. I risultati degli ascolti Tv del mese di ottobre 2022 presentano quella che è una novità assoluta: nell’arco dell’intera giornata il gruppo di Cologno ha prodotto più ascolti della Tv pubblica. Andando a ritroso nel tempo le elaborazioni dello Studio Frasi su dati Auditel rivelano un servizio pubblico in testa almeno dall’ottobre del 2004 (e molto difficilmente si troverebbe un risultato diverso negli anni precedenti).
Ottobre è un mese importante della stagione televisiva: il primo mese da analizzare per intero per verificare strategie e perfezionare obiettivi, d’ascolto e pubblicitari. Il primo mese con le nuove produzioni, in verità sempre più rare, piuttosto che le riproposizioni, le nuove stagioni, le nuove edizioni di fiction e programmi già passati. «Le strategie di progettazione del palinsesto dei due principali editori – spiega Francesco Siliato, media analyst dello Studio Frasi – sono sempre le stesse, un po’ come i programmi. A differire è la strategia complessiva, l’ampiezza della propria offerta nei confronti dei pubblici. La Rai ha scelto di fermarsi, bloccare lo sviluppo di canali tematici e specializzati. Il contratto di servizio sembra addirittura prevedere una loro riduzione».
L’appeal dei contenuti Tv
Una prima importante indicazione i dati dello Studio Frasi la danno sul mercato televisivo in sé nella somma di ascolti da Tv riconosciuta e “non riconosciuta” (nuova categoria battezzata da Auditel a partire dall’1 maggio e che comprende streaming, ma anche giocare con la Playstation, guardare un Dvd, guardare un film scaricato dal pc, ascoltare musica, scorrere sul piccolo schermo le foto del pc o dello smartphone). Ebbene, unendo i dati di Tv riconosciuta e non riconosciuta, a ottobre 2022 l’audience media – e quindi il consumo di prodotti televisivi – risulta in crescita rispetto a un anno prima sia nel giorno medio (+209.577 a 9,89 milioni) sia in prima serata (+560mila a 23,87 milioni di spettatori di media). Il messaggio è abbastanza chiaro (e per certi versi rincuora): sta cambiando la fruizione, ma non flette l’appeal dei contenuti televisivi.
Andando nel dettaglio degli editori e dei canali, a ottobre per la prima volta Mediaset si trova quindi sopra la Rai nel giorno medio: 3,149 milioni gli ascoltatori di media per Mediaset (37,97% di share) e 3,084 per la Rai (37,19%). Seguono Warner Bros. Discovery (628.129; 7,47%), Sky (623.516; 7,42%), La7 (399mila; 4,75%) e ViacomCbs (42.091; 0,50%). In prima serata Rai si mantiene invece ancora davanti a Mediaset (7,617 milioni pari al 37,86% di share per Viale Mazzini contro 7,595 milioni pari al 37,75% di share di Mediaset. Seguono Sky (1,55 milioni pari al 7,70% di share); Warner Bros. Discovery (1,463 milioni; 7,27%); La7 (1,16 milioni; 5,76%) e ViacomCbs (84.327; 0,42%).
La Rai può consolarsi con la prima serata e con il primato di Rai 1 fra i canali, sia nel giorno medio sia in prima serata, davanti a Canale 5. Vanno bene le fiction (“Mina Settembre” e “Imma Tataranni” sono i programmi più visti del mese; entrambi su Rai 1), ma all’opposto troviamo programmi come “Che c’è di nuovo” con Ilaria D'Amico su Rai 2 largamente sotto le attese. Non che queste cose succedano solo in Rai, come dimostrano le aspettative non rispettate da “La notte di Scherzi a parte” su Canale 5 e da “Emigratis” con Pio e Amedeo.









