Tutto iniziò sui kart: Alessandro Pier Guidi racconta com’è arrivato al successo
E’ il pilota GT ufficiale della Ferrari e, nel lungo elenco di titoli conquistati nella sua carriera, annovera anche la 24 Ore di Le Mans e la 24 Ore di Daytona.
5' di lettura
5' di lettura
Una carriera cominciata sui kart da bambino e oggi costellata di successi prestigiosissimi come la 24 Ore di Le Mans nel 2023, anno del centenario, la 24 Ore di Daytona dello scorso gennaio e tanti titoli mondiali. Ecco i segreti di Alessandro Pier Guidi, pilota GT ufficiale della Ferrari dal 2017 che dal 2022 è impegnato nel mondiale endurance nella classe Hypercar. Pier Guidi è brand ambassador di Garmin di cui indossa uno degli smartwatch della linea hi-end Marq dal quale non si separa mai.
Hai iniziato a correre da bambino gareggiando sui Kart: che cosa ti piaceva? Tutto è iniziato un po’ per scherzo con mio padre che era il mio primo meccanico. Io amavo la velocità e la meccanica in generale, tant’è che, quando non correvo, mi piaceva aiutare mio padre a sistemare il mio kart.
Quando hai capito che potevi diventare un pilota professionista? Già verso i 12-13 anni il kart era diventato una cosa seria: correvo come pilota ufficiale di una casa costruttrice. Ma solo quando sono passato alle auto, anche se non da subito, ho capito che avrei potuto fare della mia passione il mio lavoro.
Il talento nella guida che cos’è per te? Qualcosa di innato che agevola. È necessario, ma non è sufficiente a ottenere grandi risultati se non è associato a molto lavoro.
Nella tua carriera hai vinto moltissimo. Alcune vittorie sono state in gare mitiche (la 24 Ore di Mans e la 24 Ore di Daytona, per citarne due): qual è stata la più bella per te? Ogni vittoria è speciale a suo modo, ma se devo citarne una direi Le Mans 2023. Ho vinto nel centenario di questa gara iconica, al ritorno di Ferrari nel top class dopo 50 anni e dopo 58 anni dall’ultima vittoria assoluta. Penso sia stata una gara che è entrata di diritto nella storia del motorsport.











