Prevenzione

«Tutti giù per terra», Campi Flegrei: a scuola prove di terremoto come un gioco

L’esercitazione degli alunni dell’istituto San Giuseppe di Pozzuoli, uno dei quattro selezionati per testare il Piano bradisismico della Protezione civile

di Redazione Scuola

3' di lettura

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Prove di terremoto come se fosse un gioco per i bambini dei Campi Flegrei, che alla scossa di magnitudo 4.3 - solo simulata, per fortuna - hanno reagito come gli è stato più volte insegnato: prima giù sotto i banchi e poi, passata la scossa, tutti in fila indiana lungo percorsi collaudati per raggiungere l'esterno. È quello che hanno fatto i ragazzini della scuola San Giuseppe di Pozzuoli, una delle quattro selezionate per testare il Piano bradisismico della Protezione civile, un test che ha riguardato solo i “posti di comando”, vale a dire le strutture comunali e regionali che devono adottare le procedure previste in caso di inasprimento del bradisismo, e non la popolazione, salvo gli alunni di quattro scuole, a Pozzuoli, Bacoli e a Napoli, nel quartiere di Bagnoli.

La prova

I bambini della San Giuseppe, come gli altri, hanno ripetuto un rito al quale in realtà sono già abituati e che attuano tutte le volte che il bradisismo si fa sentire più volte. Al convenuto suono della campanella, seguito dall'annuncio di suor Rita, è scattato il “Tutti giù per terra”: o meglio, “sotto i banchi”, per un primo immediato riparo. Poi, ordinatamente, hanno raggiunto l'ampio cortile. Un 'gioco' che prevede anche il coinvolgimento dei genitori (non stavolta) che, avvisati da una chat, devono raggiungere il prima possibile la scuola a piedi. «A piedi - spiega la responsabile dell'istituto, suor Rita - per evitare di intasare le strade che, in caso di vero sisma, devono essere lasciate libere per favorire l'arrivo dei mezzi di soccorso in un'area dove le scuole sono tante». La San Giuseppe ospita anche un asilo-nido con una quindicina di bambini che, in caso di evacuazione, vengono portati fuori da altrettanti assistenti, alcuni dei quali si occupano dei bimbi con disabilità.

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L’esercitazione

Per il resto, obiettivo dell'esercitazione - che ha simulato un forte sciame sismico, culminato nel terremoto di magnitudo 4.3 - era quello di testare le procedure previste dal Piano sul bradisismo, come ad esempio le comunicazioni tra le sedi della Protezione Civile territoriali e quella centrale (che hanno registrato qualche criticità da correggere) e tutto quello che c'è da fare nel caso di una scossa che provoca danni. Nel caso specifico, danni (simulati) si sono regitrati a Bacoli e Pozzuoli, ma senza feriti. E i due sindaci sono soddisfatti di come ha reagito la macchina dei soccorsi, dalla convocazione dei Coc, i centri operativi comunali, alla ricognizione del danno. «La simulazione è andata molto bene», commenta il primo cittadino di Bacoli, Josi Gerardo Della Ragione - che ha dovuto far fronte al finto crollo del molo di Baia, a una voragine in via Lucullo e ai danni subiti da tre palazzine con 26 famiglie - mentre Gigi Manzoni, sindaco di Pozzuoli, dove sono caduti calcinacci e una strada ha subito dissesti, è già proiettato alla prossima esercitazione, in programma il 30 e 31 maggio. Italo Giulivo, direttore della Protezione Civile regionale, si è occupato di coordinare gli interventi con la Protezione civile nazionale, da un lato, e con le strutture comunali, dall'altro. «Oggi è stato un giorno importante, abbiamo potuto testare i posti di comando, le procedure e le comunicazioni tra i vari soggetti», ha detto. «Nel de-briefing analizzeremo le criticità, affinchè la prossima volta non si ripetano».

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