Tutti aspettano Libra, ma la mossa di Zuckerberg è WhatsApp Pay
La prima deve fare i conti con ostacoli burocratici più o meno prevedibili, la seconda corre invece spedita verso un lancio che potrebbe avvenire presto
di Biagio Simonetta
3' di lettura
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Mentre tutti parlano di Libra, dal cilindro di Zuckerberg potrebbe uscire un'altra sorpresa: WhatsApp Pay. Il sistema di pagamento legato all'applicazione di messaggistica è ormai più di un'indiscrezione, le prime fasi di test sono già state effettuate, e altre sono in procinto di partire.
Tanto che secondo alcuni, la vera strategia di Facebook in fatto di pagamenti elettronici non è tanto Libra, ma proprio WhatsApp Pay.
La prima deve fare i conti con ostacoli burocratici più o meno prevedibili, la seconda corre invece spedita verso un lancio che potrebbe avvenire molto prima di quanto ci si possa aspettare.
Il rallentamento di Libra
Quello che sta succedendo in questi giorni è molto indicativo. Libra, la criptovaluta ideata da Zuckerberg sta perdendo pezzi importanti. Lunedì scorso (14 ottobre), il consiglio direttivo della Libra Association ha preso forma a Ginevra. Ma prima di quella data, i principali partner del progetto si sono sfilati: da Paypal a Stripe, fino a eBay, Visa e Mastercard.
Un'emorragia infinita, dovuta più che altro a pressioni politiche trasversali. I senatori democratici Brian Schatz e Sherrod Brown, avevano scritto una lettera ai Ceo di Visa, Mastercard e Stripe, esponendogli gli enormi rischi insiti nel progetto Libra, tra cui – secondo i senatori - la facilità del finanziamento di criminali e terroristi e la destabilizzazione del sistema finanziario globale.

