Tutor spenti, vittime invariate. Il problema ora è il cellulare
In 15 anni i rilevatori di velocità hanno contributo a ridurre del 70% il tasso di mortalità. Dopo la disattivazione, dati peggiorati solo su alcuni tratti - Il nuovo pericolo è la distrazione
di Maurizio Caprino
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Certo, in 15 anni il Tutor ha contribuito a ridurre del 70% il tasso di mortalità sulla rete di Autostrade per l’Italia (Aspi). Ma cosa è successo dalla primavera 2018, quando il sistema di controllo della velocità media è stato spento, prima interamente e poi parzialmente, per il contenzioso sul suo brevetto? I dati raccontano una verità più complessa, tale da far dubitare che la prossima riattivazione completa possa fare miracoli.
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Sulla rete a pedaggio, nel 2018 la mortalità è rimasta invariata e gli incidenti con danni a persone sono addirittura diminuiti. Anche in rapporto ai volumi di traffico.
Questi dati non dicono tutto. Il Tutor è stato spento il 20 aprile 2018, la notizia è stata resa pubblica dal Sole 24 Ore il 29 maggio e una prima riattivazione (su appena un centinaio di chilometri, contro i 2.500 precedenti) c’è stata il successivo 27 luglio. Dunque, bisogna guardare le singole tratte e i periodi dell’anno. Gli unici dati pubblici che lo consentono (e non del tutto) sono quelli Aiscat (l’associazione dei gestori) sulla rete a pedaggio.
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