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Brasile, rally al test elettorale
All’appuntamento col voto il Paese si presenta forte di un’economia in crescita e forti rialzi per azionario e valuta. E ora?
Ascoltalo oradi Maurizio Caprino
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Sono 94 le tratte autostradali su cui è stato riattivato il Tutor. Sommando la loro lunghezza, si ottengono circa 900 chilometri, su cui il sistema in grado di controllare anche la velocità media è tornato in funzione. Meno del migliaio annunciato con enfasi da Autostrade per l’Italia all’indomani della sentenza del 14 agosto con cui la Cassazione ha ordinato un terzo passaggio in Corte d’appello per la causa sulla contraffazione del brevetto.
Tra i vari contenziosi civili e penali che riguardano il Tutor ce n’è anche uno sul pagamento del software sviluppato per il suo funzionamento, rivendicato da un imprenditore di Latina. È comunque difficile che si arrivi a nuove sentenze che comportino un nuovo spegnimento del sistema.
Ma è altrettanto difficile che la riaccensione del Tutor porti gli stessi risultati vantati finora da Autostrade per l’Italia in termini di riduzione della mortalità: le statistiche dei 16 mesi con controlli disattivati o presenti solo in minima parte dimostrano che non ci sono state quelle ripercussioni negative che molti, disinteressatamente o no, ipotizzavano.
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Le fonti ufficiali non divulgano dati sulle velocità rilevate in questi mesi, ma empiricamente si è visto un aumento. Dunque oggi evidentemente la velocità pesa meno che in passato come causa o aggravante degli incidenti, visto anche l’accresciuto peso della distrazione e delle carenze delle autostrade stesse.