Non meglio va a Milano. «È una settimana molto dura sul
fronte delle cancellazioni - dice Maurizio Naro, presidente degli albergatori milanesi. I dati di debooking arrivano all’80% e l’occupazione delle camere è attorno al 20%. C’è il discorso delle cancellazioni corporate, visto che le aziende hanno limitato le trasferte, per questo c’è anche un ulteriore impatto legato alle sale degli alberghi usate per riunioni e convegni. La mia idea è che molti siano alla finestra, chi aveva impegni questa settimana si è mosso rapidamente per annullare”. I turisti, invece, per esperienza prenotano sotto data, le prenotazioni per il weekend arrivano anche in giornata».
«Le ultime gravi notizie relative alla diffusione del coronavirus nel nostro Paese hanno messo in ginocchio l’industria del turismo italiano - commenta la vicepresidente di Federturismo Confindustria Marina Lalli -. Le stime più prudenti prima della diffusione parlavano di una perdita di 5 miliardi di euro, ma adesso ci troviamo nella condizione di non poter più nemmeno stimare l’impatto a causa della drammatica evoluzione in corso. Anche nel caso di una rapida soluzione del problema per il nostro settore la stagione è compromessa: oltre alle migliaia di cancellazioni, si aggiungono le mancate prenotazioni per tutto il secondo semestre 2020, normalmente già a buon punto in questa parte dell’anno».
La situazione è precipitata, secondo il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca. «Siamo molto preoccupati. In pochissimo tempo la situazione è precipitata. Sino a qualche giorno fa, l’Italia risultava sostanzialmente indenne dall’epidemia, con un numero limitatissimo di pazienti sotto osservazione, per contagi contratti all’estero. Oggi siamo
nell’occhio del ciclone e il danno d’immagine si è già trasformato in danno economico. La posta in gioco è molto alta. Basti considerare che durante i mesi di febbraio e marzo gli esercizi ricettivi italiani ospitano 14,5 milioni di turisti italiani e stranieri, per quasi 40 milioni di pernottamenti. Al contrario di quel che si potrebbe credere, non siamo in bassa stagione:
per alcune aree del Paese, questo è un periodo di intensa attività. Penso ad esempio al carnevale, alle settimane bianche, alle gite scolastiche e ad importanti manifestazioni fieristiche».
E aggiunge: «Iniziano a pervenire molte cancellazioni. In questo momento è importante mantenere i nervi saldi e attendere l’evolversi della situazione, confidando in un rapido miglioramento delle
prospettive: non ha molto senso annullare il viaggio previsto
per Pasqua ed è assurdo cambiare i programmi delle vacanze
estive. Federalberghi ha chiesto al Governo di adottare provvedimenti per tamponare l’emergenza, sospendendo il pagamento di tasse, contributi e mutui e estendendo l’area d'intervento dei fondi di integrazione
salariale. È necessario un intervento urgente, in soccorso alle
imprese dell’intero territorio nazionale, prima che l’onda lunga
delle cancellazioni si trasformi in uno tsunami, costringendo
molte imprese a ridurre il personale o addirittura a chiudere i
battenti».
Preoccupazione arriva anche dalla Fiavet. «La situazione è
fuori controllo e di una gravità assoluta. Noi ci aspettiamo un
intervento forte e mirato del Governo - dice la presidente di Fiavet Ivana Jlenic - perché le imprese turistiche non possono essere lasciate da sole. Se crolla il turismo, non ce n’è più per nessuno. È un momento estremamente difficile per il mondo delle agenzie di viaggio e i tour operator, il sistema si sta semiparalizzando tra la psicosi che si è
sviluppata e i vari timori delle notizie che si rincorrono la
situazione è piuttosto critica. Innanzitutto c’è il blocco delle
gite scolastiche che ormai è supportato dal decreto legge emesso
dal Governo e quindi sta già bloccando un intero settore. Poi
perdura lo stop dei viaggi da e per la Cina e in più c’è anche
la ripercussione della paura trasversale che sta assalendo i
viaggiatori per i viaggi all’estero in genere».