Oncologia di precisione

Tumori, la terapia «su misura» è realtà: in Italia farmaci personalizzati per oltre 50.000 pazienti

Grazie alle moderne tecniche diagnostiche si può profilare la malattia e quindi impostare un trattamento “ad personam” con importanti vantaggi oltre che per la persona anche per la sanità

di Federico Mereta

Professional medicine. Close up of x ray images of human brain being put on the whiteboard by a nice professional oncologist zinkevych - stock.adobe.com

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“One size fits all”. C’era un tempo in cui per curare il tumore c’era una sorta di “taglia unica” del trattamento, attraverso un percorso uguale per tutti i pazienti. Oggi non è più così. Passo dopo passo, crescono costantemente le opportunità di programmare per ogni malato un percorso terapeutico personalizzato, con approcci su misura. Oggi il 13% di tutti i pazienti colpiti da un cancro è potenzialmente eleggibile a una terapia mirata, il che significa che solo in Italia quindi più di 50mila neoplasie l’anno potrebbero essere trattate con un farmaco “su misura”.

Cure mirate

L’importante è realizzare l’identikit della neoplasia e sfruttare al meglio le opportunità offerte dalla tecnologia, ricordando quanto e come questa possa fare la differenza in termini di medicina di precisione. Un dato per tutti: nei tumori più frequenti oltre il 40% dei casi richiede una profilazione molecolare per la scelta delle cure più appropriate. Insomma, la cura dei tumori passa sempre di più attraverso la medicina personalizzata. Il tutto, con un ottimale impiego dei medicinali e più in generale delle terapie, oltre che con una maggior efficacia e appropriatezza dell’assistenza sanitaria. A descrivere quello che appare come un “nuovo paradigma” nella lotta al cancro sono gli esperti presenti a Roma in occasione del convegno internazionale Italian Summit on Precision Medicine promosso dalla Fondazione per la Medicina Personalizzata (Fmp).

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Laboratorio e clinica più vicini

L’importante assise scientifica prevede la partecipazione di 150 ricercatori e clinici. E mette in evidenza quanto e come la medicina personalizzata applicata al cancro rappresenti una conquista scientifica che ormai appartiene ai pazienti. Lo conferma Paolo Marchetti, Presidente della Fmp, che ricorda come questo approccio presenti «grandi vantaggi che ricadono anche sul servizio sanitario nazionale e la collettività in quanto può contenere le spese d’assistenza e cura per i tumori che ogni anno in Italia ammontano a 6,5 miliardi di euro – è il suo commento -. E’ ora più che mai necessario accelerare nella traduzione dei principi della medicina personalizzata nella pratica medica. Potremmo non solo limitare l’uso di farmaci non necessari ma anche monitorare la progressione e la remissione delle neoplasie oltre che garantire una migliore prevenzione e interventi terapeutici più precoci. Va implementata la transizione dal laboratorio alla clinica, bisogna abbattere le barriere di accesso e costruire sistemi sanitari in grado di integrare l’innovazione genomica nella routine assistenziale. Grazie ad esami estremamente precisi, garantiti dalle tecnologie come l’Ngs, analizziamo in modo estremamente approfondito le singole alterazioni genomiche di un tumore. E’ un approccio terapeutico che sta rivoluzionando le cure e ridefinendo le aspettative di vita dei pazienti».

Insomma: la strada è segnata. «La sfida ora è aumentare l’esecuzione di test in grado di assicurare la medicina personalizzata – conclude Marchetti -. Al tempo stesso bisogna essere sempre più capaci di interpretare i risultati ottenuti per poter così elargire le migliori indicazioni terapeutiche».

Scienza ed etica in campo

Gli esperti presenti al summit capitolino giungono da tutto il mondo per affrontare le tematiche più “calde” sul fronte scientifico e assistenziale. Si parla di biomarcatori e trial clinici innovativi, nuove strategie terapeutiche (terapia cellulare, vaccini, radioligandi), anticorpi coniugati di nuova generazione, accesso globale alla medicina di precisione, modelli organizzativi e implementazione nella pratica clinica quotidiana. «E’ un campo in rapida evoluzione che fonde genomica, biologia molecolare, intelligenza artificiale e farmacologia avanzata per personalizzare i trattamenti oncologici – prosegue Giuseppe Curigliano, Presidente eletto Esmo (Società europea di Oncologia medica) e Professore presso il Dipo- Dipartimento di Oncologia ed Emato-Oncologia dell’Università Statale di Milano -. Sono molte alte le aspettative che la comunità scientifica e i pazienti ripongono nell’oncologia di precisione ma vi sono delle questioni pratiche irrisolte. Si tratta di problematiche tecnico-scientifiche ma anche etiche, giuridiche ed economiche che non sempre assicurano la piena realizzazione della ricerca clinica in questo ambito. Il nostro convegno rappresenta un’occasione unica per mettere intorno allo stesso tavolo i massimi esperti mondiali, condividere i dati più recenti e tracciare insieme una rotta comune verso trattamenti sempre più efficaci. L’Italia ha le competenze e la visione per essere protagonista di una rivoluzione terapeutica che è in atto e che non può essere fermata».

«La medicina di precisione ha cambiato per sempre l’approccio al cancro della mammella, il più frequente e diffuso nel nostro Paese – sottolinea Andrea Botticelli, Direttore della Uosd Cancro della mammella e Terapie Innovative, Policlinico Umberto I, Roma -. Oggi siamo in grado di stratificare le pazienti sulla base del profilo molecolare del singolo tumore. Riusciamo ad offrire trattamenti mirati riducendo la tossicità e migliorando sensibilmente i risultati clinici. E’ un’innovazione che ha interessato sia i carcinomi in stadio avanzato e metastatico che quelli precoci e localizzati. Esami come i test genomici o la biopsia liquida sono ormai una realtà nella pratica clinica quotidiana in Italia così come in molti altri Paesi».

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