Oncologia

Tumori neuroendocrini: dai radioligandi all’immunoterapia la cura è più vicina

Il presidente della Società europea Enets, Nicola Fazio: “Risultati promettenti in termini di efficacia e tolleranza per i nuovi farmaci allo studio”

di Paolo Castiglia

3' di lettura

English Version

3' di lettura

English Version

Il netto e continuo miglioramento delle tecniche diagnostiche permette di scoprire con più facilità i tumori incidentali: i siti più comuni sono il tratto gastroenteropancreatico, quindi stomaco, intestino, pancreas, appendice e polmoni. I tumori neuroendocrini sono neoplasie rare, con un’incidenza in crescita di 5-6 casi su 100mila abitanti all’anno in Italia e circa 25 su un milione in Europa. Prevalentemente gastroenteropancreatici o polmonari, colpiscono spesso persone sopra i 60-65 anni. In Italia si stimano circa 2.700 nuovi casi ogni anno.

La loro incidenza è in aumento e la questione è stata al centro del recente Congresso della Società Europea dei Tumori Neuroendocrini (ENETS) di Cracovia dedicato in particolare all’introduzione di nuovi farmaci per il trattamento delle neoplasie neuroendocrine di alto grado.

Loading...

Con il termine di “neoplasie neuroendocrine” (Nen) si include sia il gruppo più comunemente definito “tumori neuroendocrini” (Net), più numeroso e a prognosi più favorevole, sia quello dei “carcinomi neuroendocrini” (Nec), meno frequente e a prognosi sfavorevole. Le Nen sono un gruppo di neoplasie relativamente rare in termini numerici assoluti, ma particolarmente eterogeneo che può svilupparsi in tanti diversi organi o apparati.

I nuovi farmaci allo studio

Di ritorno dal Congresso di Cracovia, dove è stato eletto alla presidenza ENETS per il biennio 2026-2028, Nicola Fazio - direttore della Divisione di Oncologia medica gastrointestinale e tumori neuroendocrini e direttore del Programma tumori digestivi e neuroendocrini presso l’istituto Europeo di Oncologia di Milano - spiega che tra gli aspetti più rilavanti emersi dai lavori c’è il fatto che “cominciano ad arrivare nuovi farmaci nel campo dei Nec, per i quali al momento la chemioterapia rappresenta l’unica opzione terapeutica, con scarsi risultati. Risultati promettenti in termini di efficacia e tolleranza sono stati presentati a Cracovia per Obrixtamig, un anticorpo bispecifico appartenente alla categoria dei cosiddetti T-cell engagers: il suo meccanismo d’azione è innovativo: da un lato si lega alla proteina DLL3 presente sulle cellule tumorali, dall’altro al CD3 espresso sui linfociti T, attivando così il sistema immunitario e indirizzandolo contro il tumore. Si tratta, di fatto, di una forma di immunoterapia. I dati derivati da studi di fase I e II hanno mostrato risultati incoraggianti sia in termini di efficacia che di tollerabilità”.

“Altra novità importante emersa - secondo il professore - è quella degli alfa-emittenti, una nuova forma di radiofarmaci (chiamati anche radioligandi) che sembra più efficace rispetto a quella con i beta-emittenti, radiofarmaci già approvati per i NET dell’apparato digerente. Questa è una forma di terapia di precisione, in sostanza una radioterapia sistemica ultra-mirata sui recettori della somatostatina, la cui espressione dev’essere evidenziata dalla PET con il gallio68”.

Centrale il tema della qualità di vita

Nel corso dell’evento si è parlato anche del tema della qualità della vita che, afferma Fazio, viene considerato uno degli obiettivi fondamentali nel trattamento dei pazienti con tumori neuroendocrini ed è particolarmente rilevante per quei pazienti che convivono con la malattia per lunghi periodi. “Molti dei trattamenti attualmente disponibili - spiega - hanno dimostrato un impatto positivo, tuttavia, è emersa anche la difficoltà di misurare in modo rigoroso e standardizzato questo parametro, sottolineando la necessità di uniformare i disegni degli studi clinici e renderli più aderenti alla pratica quotidiana. Su questo tema è molto attiva l’associazione internazionale dei pazienti con Nen, l’INCA (International Neuroendocrine Cancer Alliance)”.

Prossimo Congresso Enets a Milano a marzo 2027

“Durante la conferenza - conclude il professore - è stata poi annunciato che la prossima edizione del Congresso ENETS si terrà a Milano a marzo del 2027. Si tratta di un evento storico, poiché è la prima volta, in 24 anni di attività della società, che questo congresso viene ospitato in Italia. Un importante riconoscimento per la comunità scientifica italiana, che da sempre svolge un ruolo di primo piano a livello mondiale nel campo delle neoplasie neuroendocrine e in ambito ENETS”.

Nel corso dell’evento polacco sono stati inoltre presentati dati sulla prima e unica terapia sistemica approvata nell’Unione europea (cabozantinib), per il trattamento dei tumori neuroendocrini pancreatici (pNET) ed extra-pancreatici (epNET) ben differenziati, non resecabili o metastatici, in pazienti in progressione dopo almeno una precedente terapia sistemica diversa dagli analoghi della somatostatina. Lo studio registrativo di Fase III Cabinet ha, infatti, dimostrato una riduzione del rischio di progressione della malattia o di morte del 77% nei tumori neuroendocrini avanzati di origine pancreatica e del 62% in quelli di origine extra-pancreatica, rispetto al placebo. Risultati particolarmente significativi se si considera che le opzioni terapeutiche alla progressione sono spesso limitate e dipendono dalla sede primaria del tumore e da altri fattori, rendendo difficile definire la sequenza terapeutica ottimale per le esigenze individuali di ogni paziente

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti