Giornata mondiale

Tumori, 4 casi su 10 si possono prevenire: fumo, infezioni e alcol i primi fattori da evitare

Polmone, stomaco e cervice uterina rappresentano quasi la metà di tutti i casi di cancro che sarebbe possibile scongiurare agendo su 30 fattori di rischio inclusi sovrappeso, papillomavirus, sedentarietà e inquinamento e risparmiando 7,1 milioni di vite secondo l’Oms

di Barbara Gobbi

(Alamy)

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Su 18,7 milioni di nuovi casi di cancro, ben 7,1 milioni pari a quasi il 40% (37,8%) potrebbero essere evitati. E’ la stima pubblicata alla vigilia della Giornata mondiale contro i tumori del 4 febbraio dall’Agenzia dell’Oms Iarc, i cui esperti hanno appena pubblicato su Nature Medicine un’analisi basata su dati provenienti da 185 paesi e relativa a 36 tipi di cancro, che parla chiaro: le 30 cause prevenibili - tra cui tabacco, alcol, alto indice di massa corporea, inattività fisica, inquinamento atmosferico, radiazioni ultraviolette e per la prima volta nove infezioni cancerogene, sono all’origine di 2,7 milioni (29,7%) di casi nelle donne e di 4,3 milioni (45,4%) negli uomini. Nel dettaglio, la percentuale di tumori prevenibili (dati 2022) varia dal 24,6% al 38,2% nelle donne e dal 28,1% al 57,2% negli uomini in diverse regioni.
A spiegare l’importanza il senso di questa analisi è il primo autore dello studio e team leader dell’Oms per il controllo del cancro, André Ilbawi: «Questa è la prima analisi globale che dimostri quanto pesino sul rischio di sviluppare un cancro cause che possiamo prevenire. Esaminando i modelli tra paesi e gruppi di popolazione, possiamo fornire a governi e individui informazioni più specifiche per aiutare a prevenire molti casi prima che la malattia inizi».

I big killer

Il fumo (15,1%), le infezioni (10,2%) e il consumo di alcol (3,2%) sono i principali fattori evitabili che contribuiscono al carico di cancro. I tumori ai polmoni, allo stomaco e alla cervice della cervice rappresentavano quasi la metà dei tumori prevenibili. Il rafforzamento degli sforzi per ridurre le esposizioni modificabili rimane centrale nella prevenzione globale del cancro.

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Tre tipi di cancro – polmone, stomaco e cervicale – rappresentano quasi la metà di tutti i casi di cancro prevenibili sia negli uomini che nelle donne a livello globale. Il cancro ai polmoni è principalmente collegato al fumo e all’inquinamento atmosferico mentre quello allo stomaco è in gran parte attribuibile all’infezione da Helicobacter pylori. Il tumore della cervice uterina infine è causato in modo schiacciante dal papillomavirus umano (Hpv), per cui esiste da anni un vaccino ancora ampiamente sotto-utilizzato anche in Italia.
Queste informazioni - è il monito che arriva dall’Oms - non devono restare sulla carta ma essere utilizzate dai singoli Paesi come utili bussole per mettere in campo strategie di prevenzione specifiche che includano misure di controllo del tabacco più efficaci, regolamentazione dell’alcol, vaccinazione contro le infezioni cancerogene come il papillomavirus umano - appunto - e l’epatite B, ma anche per promuovere una migliore qualità dell’aria, luoghi di lavoro maggiormente sicuri e più attività fisica.

Maschi più a rischio

Il carico del cancro prevenibile è sostanzialmente più alto negli uomini rispetto alle donne, con il 45% dei nuovi casi di cancro negli uomini rispetto al 30% nelle donne. Negli uomini, il fumo rappresenta circa il 23% di tutti i nuovi casi di cancro, seguito dalle infezioni al 9% e dall’alcol al 4%. Tra le donne a livello globale, le infezioni rappresentano l’11% di tutti i nuovi casi di cancro, seguite dal fumo al 6% e dall’indice di massa corporea elevato al 3%.

«Questo studio fondamentale è una valutazione completa del cancro prevenibile a livello mondiale, che incorpora per la prima volta cause infettive del cancro insieme a rischi comportamentali, ambientali e professionali - dichiara Isabelle Soerjomataram, vicedirettrice dell’Iarc Cancer Surveillance Unit e autrice senior dello studio -. Affrontare queste cause prevenibili rappresenta una delle opportunità più potenti per ridurre il carico globale del cancro».

Il puzzle mondiale

La possibilità di prevenire il tumore varia ampiamente tra le regioni. Nelle donne, i casi evitabili vanno dal 24% del Nord Africa e Asia occidentale al 38% dell’Africa subsahariana. Tra gli uomini, il carico più alto è stato osservato in Asia orientale con il 57%, il più basso in America Latina e nei Caraibi con il 28%. Queste differenze - osservano dall’agenzia Iarc - riflettono una diversa esposizione a fattori di rischio comportamentali, ambientali, occupazionali e infettivi, così come differenze nello sviluppo socioeconomico, nelle politiche nazionali di prevenzione e nella capacità del sistema sanitario.
E allora dalla salute all’istruzione, dall’energia ai trasporti al lavoro, «serve un’azione coordinata - concludono gli esperti - per evitare che milioni di famiglie subiscano il peso di una diagnosi di cancro». Non solo: «affrontare i fattori di rischio prevenibili riduce certamente l’incidenza del cancro ma anche i costi sanitari a lungo termine e migliora la salute e il benessere della popolazione».

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