Gli esperti

Tumore al seno metastico: cure sempre più precise grazie anche alla biopsia liquida

A Firenze l'evento Breastision, un summit nazionale sulle terapie di precisione nel tumore al seno metastatico

Medical technician taking mammogram exam to female patient. Mature woman undergoing breast screening or mammography

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Personalizzare i trattamenti per le pazienti con cancro al seno metastatico identificando mutazioni azionabili attraverso la biopsia liquida. La prima di queste terapie personalizzate è stata approvata da Aifa, l'Agenzia italiana del farmaco, l'estate scorsa ed è ora disponibile in tutte le regioni italiane. Questa importante novità terapeutica è stata al centro a Firenze di Breastision, un summit nazionale sulle terapie di precisione nel tumore al seno metastatico (mBC) HR+/HER2-. L'evento coinvolge i massimi esperti nazionali di cancro al seno per discutere un nuovo approccio diagnostico e terapeutico nella lotta contro il tumore al seno metastatico.

Terapie con bersagli rilevati con un esame del sangue

Al centro della discussione vi è un progresso terapeutico chiave: elacestrant, che ha ricevuto l'approvazione dall'Agenzia Italiana del Farmaco la scorsa estate ed è ora disponibile in tutte le regioni italiane per il trattamento di donne in post-menopausa e uomini con cancro al seno localmente avanzato o metastatico, positivo ai recettori per gli estrogeni (ER+), negativo al recettore 2 del fattore di crescita epidermico umano (HER2-), che presenta una mutazione attivante del gene ESR1 e che hanno mostrato una progressione della malattia dopo almeno una linea di terapia endocrina che abbia incluso un inibitore delle cicline CDK 4/6. Il tumore al seno ER+, HER2- rappresenta circa il 70% di tutti i casi di questa neoplasia. Le mutazioni di ESR1 possono essere riscontrate fino al 50% delle pazienti testate al momento della progressione della malattia durante la terapia endocrina in fase metastatica. Si aprono dunque nuove possibilità per le persone che in Italia vivono con questo tipo di tumore, perché ora esiste un trattamento approvato che ha come bersaglio le mutazioni di ESR1, che possono essere rilevate tramite un esame del sangue, noto anche come biopsia liquida. Questo rappresenta un cambio di paradigma radicale nel trattamento della malattia: invece di affidarsi a un approccio terapeutico “uguale per tutti”, i clinici possono ora personalizzare il trattamento in base alle caratteristiche biologiche del tumore.

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Leggere il profilo biologico del tumore dopo ogni progressione

«Stiamo trasformando il tumore della mammella in una patologia sempre più trattabile e, in una percentuale crescente di casi, cronica», afferma Paolo Marchetti, Presidente della Fondazione per la Medicina Personalizzata (Fmp). «La svolta è la capacità di 'leggere' ripetutamente il profilo biologico del tumore dopo ogni progressione. Oggi possiamo identificare 'driver' specifici, come le mutazioni nel gene ESR1, che possono essere riscontrate alla progressione della malattia in contesto metastatico, portando a una prognosi sfavorevole. Grazie a farmaci orali di nuova generazione come elacestrant, il primo approvato da Aifa per questo bersaglio biologico, possiamo offrire un'opzione terapeutica mirata ed efficace, che può posticipare il ricorso alla chemioterapia». Questa innovazione terapeutica è accessibile attraverso la diagnostica molecolare avanzata. Per questo motivo, l'uso della biopsia liquida — un'analisi eseguita su un campione di sangue — è ora fondamentale nella pratica clinica. È un test minimamente invasivo che dovrebbe essere ripetuto a ogni progressione della malattia, in grado di catturare un' “istantanea” dettagliata delle caratteristiche biologiche del carcinoma.

I dati sull'efficacia e la sicurezza con le terapie

«Elacestrant ha dimostrato di essere efficace per le pazienti con mutazioni ESR1», prosegue Valentina Guarneri, Direttrice dell'Unità di Oncologia 2 presso l'Istituto Oncologico Veneto e Professoressa di Oncologia Medica all'Università di Padova. «Inoltre, le Linee Guida europee (ESMO) raccomandano elacestrant in questa popolazione di pazienti e specificano che la decisione sul trattamento di seconda linea richiede una valutazione di biologia molecolare tramite biopsia liquida. Pertanto, le possibilità di trattamento per la neoplasia più frequente e diffusa nel nostro Paese sono in crescita. Con le nuove armi a nostra disposizione, possiamo assicurare migliori possibilità di cura e sopravvivenza». «L'efficacia e la sicurezza di elacestrant sono state valutate nello studio clinico di Fase 3 EMERALD, che ha confrontato elacestrant con lo standard di cura, consistente nei trattamenti ormonali 'tradizionali', ovvero fulvestrant o inibitori dell'aromatasi», aggiunge Grazia Arpino, Professore Associato presso l'Università di Napoli Federico II in Oncologia Medica e presso lo Sbarro Institute for Cancer Research and Molecular Medicine, Temple University Philadelphia. «Sono state arruolate 478 pazienti. Nella popolazione con mutazioni di ESR1, elacestrant ha dimostrato una riduzione del 45% del rischio di progressione o morte. Grazie a questo studio - conclude Arpino -, elacestrant è diventato il nuovo standard di cura per le persone con cancro al seno metastatico ER+, HER2-, con mutazioni di ESR1».

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