Il conflitto in Ucraina

Zelensky: «Penso che incontreremo di nuovo Trump domani». Colpita raffineria a Mosca

Le autorità russe hanno riferito che una grande raffineria di Mosca è stata colpita nel corso di un vasto attacco con droni ucraini sulla capitale

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, il presidente francese Emmanuel Macron e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky durante una sessione di lavoro al vertice del G7 a Evian-les-Bains, in Francia, il 16 giugno 2026. Il 52° vertice del G7 si svolge a Evian-les-Bains dal 15 al 17 giugno 2026.  EPA/THIBAULT CAMUS / POOL MAXPPP OUT EPA

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Un incontro a margine del vertice del G7 ha coinvolto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, il presidente statunitense Donald Trump e il presidente francese Emmanuel Macron. Si è trattato del primo faccia a faccia tra Zelensky e Trump in quasi quattro mesi, in un momento in cui Kiev sta cercando di rilanciare i negoziati di pace con Mosca, attualmente in stallo.

Stamane il presidente francese ha inoltre accolto personalmente Zelensky, lasciando l’hotel dei leader e attraversando da solo il parco per riceverlo. Successivamente si è svolta - per poco più di un’ora - la sessione di lavoro del G7 dedicata all’Ucraina, alla quale ha preso parte anche il presidente ucraino.

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Macron apre G7 con trilaterale Zelensky e Trump: Russia trovi accordo

«La Russia deve fare un accordo», ha detto Trump parlando dopo aver incontrato il presidente ucraino. «Farò tutto ciò che è in mio potere», ha aggiunto. Il Presidente Trump ha dichiarato anche di essere pronto a reintrodurre le sanzioni sul petrolio russo, “ora che i prezzi del petrolio sono in calo’”. “Potremo farlo - ha detto - perché ora il petrolio scorre. Abbiamo sospeso alcune sanzioni perché ovviamente non volevamo penalizzare gli Stati Uniti, ma saremo presto in grado di reintrodurle”.

Zelensky: «Ci servono licenze missili, Trump è positivo sulla questione»

«Abbiamo bisogno di licenze per produrre missili». Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, sostenendo che “tutti” i leader del G7 si sono mostrati d’accordo nell’aiutare l’Ucraina a rafforzare le sue difese aeree. «Questa è davvero una grande sfida perché la produzione non è grande come le nostre esigenze. La produzione è negli Stati Uniti. Ho sollevato l’argomento delle licenze. Mi sono rivolto al presidente Trump», ha dichiarato Zelensky alla Reuters, le cui parole sono state rilanciate dal sito della Cnn. Secondo Zelensky, la sua richiesta sarebbe stata accolta positivamente anche dal tycoon. “Spero che quando il presidente Trump è positivo, sia un sì”, ha spiegato.

Zelensky ha dichiarato ai giornalisti che domani potrebbe avere un altro incontro bilaterale con il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, a margine del G7. Lo riporta il sito Suspilne. “Credo che incontreremo di nuovo il presidente domani”, ha detto Zelensky. “I nostri team si riuniranno a diversi livelli nel corso della giornata. Ci saranno molti importanti incontri tecnici”, ha aggiunto.

Sebbene l’Ucraina abbia compiuto progressi significativi dal punto di vista tecnologico nel modo di arginare gli attacchi russi, è ancora dipendente dai sistemi occidentali per quanto riguarda il contrasto ai missili più avanzati. L’Ucraina può contare su un certo numero di sistemi di difesa aerea Patriot di fabbricazione statunitense, ma è cronicamente a corto di missili. Questa carenza si è aggravata ulteriormente a causa della guerra con l’Iran dopo che alcune delle forniture originariamente destinate a Kiev sono state dirottate verso il Medio Oriente.

Cremlino: «Nessuno ci ha proposto un incontro Putin-Zelensky negli Usa»

Mosca non ha ricevuto alcuna proposta per un vertice negli Usa tra il presidente russo Vladimir Putin e quello ucraino Volodymyr Zelensky. Lo ha affermato il consigliere presidenziale russo Yuri Ushakov, dopo che Zelensky ha detto di avere parlato della possibilità di tale vertice con il presidente Usa Donald Trump. Il consigliere di Putin ha aggiunto che il presidente russo e quello americano non hanno parlato di una tale ipotesi nemmeno durante la loro conversazione telefonica di quasi un’ora svoltasi domenica.

Merz: Trump molto collaborativo su Ucraina

Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha espresso soddisfazione per il clima dei colloqui tenuti con il presidente statunitense Donald Trump e con gli altri leader del G7.

Al termine del vertice di Évian, in Francia, Merz ha sottolineato il carattere costruttivo delle discussioni, in particolare sul conflitto in Ucraina. Riferendosi a Trump, il cancelliere ha dichiarato di averlo visto “molto collaborativo” e particolarmente attento durante gli scambi dedicati alla guerra in Ucraina. Un atteggiamento che, secondo Merz, alimenta un cauto ottimismo sulla possibilità che Europa e Stati Uniti agiscano in modo coordinato per favorire la fine dell’aggressione russa contro Kiev. Già in precedenza, Merz aveva evidenziato come i colloqui tra i Paesi del G7 fossero stati caratterizzati da una “grande unità transatlantica ed europea”, segnale di una convergenza di vedute sulle principali sfide internazionali e sul sostegno all’Ucraina.

Londra e Berlino riuniscono gli alleati dell’Ucraina alla Nato il 18 giugno

Il Regno Unito e la Germania hanno convocato per giovedì 18 giugno una nuova riunione del gruppo di contatto per la difesa dell’Ucraina al quartier generale della Nato a Bruxelles. Lo rende noto l’Alleanza atlantica. Il gruppo di contatto per la difesa dell’Ucraina, noto anche come formato Ramstein, riunisce una cinquantina di Paesi alleati e partner che coordinano il sostegno militare a Kiev dall’inizio dell’invasione russa

Costa e von der Leyen vedono Starmer, confermato vertice Ue-Uk il 22 luglio

Incontro tra i vertici Ue e il primo ministro britannico Keir Starmer a margine del G7 di Evian. Alla riunione è stato confermato che il prossimo vertice tra Ue e Regno Unito si terrà il 22 luglio. “Ottimo colloquio con Keir Starmer. Una stretta cooperazione tra l’Ue e il Regno Unito è fondamentale per la nostra sicurezza, resilienza e prosperità comuni in Europa. Stiamo collaborando a stretto contatto per garantire il successo del nostro prossimo secondo vertice, che si terrà a Bruxelles il 22 luglio”, ha scritto il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa su X. “È stato un piacere incontrare Keir Starmer a margine del vertice di Évian. Abbiamo discusso degli ultimi sviluppi in Medio Oriente. E della necessità di continuare a sostenere l’Ucraina, le sue forze armate e la sua preparazione in vista dell’inverno. Abbiamo inoltre discusso delle nostre relazioni bilaterali e dei preparativi per il nostro vertice del 22 luglio”, ha a sua volta sottolineato, sempre su X, la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen.

Fonti Ue: «Previste conclusioni a 27 su Kiev, dibattito su allargamento»

L’aspettativa al prossimo Consiglio Europeo è di tornare a conclusioni a 27 sul capitolo ucraino dopo la dipartita di Orban in Ungheria e il debutto di Peter Magyar al vertice dei leader Ue. Lo afferma un alto funzionario europeo. Volodymyr Zelensky è atteso a Bruxelles e ci sarà un dibattito sull’allargamento, sulla base del nuovo slancio fornito dall’apertura del capitoli negoziali per Ucraina e Moldova (nonché il lavoro spedito sul Montenegro). Il tempo dedicato all’allargamento è però limitato quindi il dibattito più approfondito sarà spostato al vertice di ottobre. Detto questo, ci si aspetta che i leader affrontino in prima battuta le idee ventilate da Francia e Germania sul concetto di allargamento progressivo e le varie opzioni creative che circolano a Bruxelles (ma non particolarmente gradite da Zelensky, che punta alla sostanza e non ama l’ipotesi di non avere diritti di voto). “Il momento della verità sta per arrivare, l’allargamento è un fatto concreto ma non c’è ancora stata l’occasione di discutere pienamente a 27 sui prossimi passi”, nota il funzionario.

Prevista visita di Witkoff e Kushner in Russia

Non sono ancora state fissate date precise per la visita in Russia degli inviati speciali statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner, ha dichiarato oggi il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov. «In effetti, si parlava di un imminente arrivo dei negoziatori americani, ma non ci sono ancora date precise. Come sapete, gli americani sono ancora impegnati nei preparativi per la firma del memorandum d’intesa con l’Iran. Sappiamo che la firma è prevista in Svizzera alla fine di questa settimana. Dopodiché, probabilmente si tratterà di capire se potranno effettivamente volare a Mosca», ha dichiarato Peskov ai giornalisti.

Colpita una grande raffineria di Mosca

Intanto le autorità russe hanno riferito che una grande raffineria di Mosca è stata colpita nel corso di un vasto attacco con droni ucraini sulla capitale. Kiev ha rivendicato la sua azione come una risposta «giusta» ai bombardamenti russi sul proprio territorio.

«Gli attacchi dei droni nemici su Mosca sono continuati nelle ultime 24 ore. Uno dei droni ha danneggiato il sito di una raffineria di petrolio a Mosca. Non ci sono state vittime», ha dichiarato il sindaco della capitale russa, Sergej Sobjanin, sui social network.

Secondo Sobjanin, le forze russe hanno intercettato 60 droni diretti verso Mosca nella notte tra lunedì e martedì. In base a un conteggio dell’agenzia di stampa statale Tass, basato sui dati pubblicati dal ministero della Difesa russo, si tratta di uno dei più importanti attacchi dell’anno contro la capitale.

«Gli attacchi della Russia alla cattedrale della Dormizione di Kiev sono deplorevoli. È proprio a causa di attacchi come questi che ho annunciato sanzioni mirate contro le navi, i fondi e gli attori che sostengono l’economia di guerra russa e, di conseguenza, minacciano la sicurezza europea. Aumenteremo la pressione su Putin e sulla sua cerchia di collaboratori fino a quando la macchina da guerra russa non sarà fermata e la pace non tornerà nel nostro continente», ha scritto su X il premier britannico Keir Starmer, che sta partecipando questa mattina ai lavori di Evian.

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