Warsh: «Non sarò il burattino di Trump». Il tycoon: deluso se non taglia i tassi
«La Fed si attiene alle sue previsioni più a lungo del dovuto», ha l’uomo nominato da Donald Trump per guidare la Federal Reserve, durante un’audizione alla Commissione bancaria del Senato
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«L’indipendenza della Federal Reserve dipende dalla stessa Fed». Il presidente designato della Banca centrale Usa, Kevin Warsh, nell’audizione di conferma al Comitato bancario del Senato degli Stati Uniti, ha affermato di essere «assolutamente convinto dell’indipendenza della Fed». Warsh, in avvio, ha detto di essere «profondamente grato al presidente Trump per la fiducia accordata», ribadendo i due pilastri della politica monetaria di piena occupazione e stabilità dei prezzi.
“Assolutamente no, non sarò il burattino” del presidente Donald Trump, ha dichiarato poi Warsh rispondendo a una domanda della Commissione bancaria del Senato. Warsh ha aggiunto che “il presidente non mi ha mai chiesto di predeterminare, impegnarmi, fissare, decidere su alcuna decisione sui tassi di interesse in nessuna delle nostre discussioni, né io avrei mai accettato di farlo”. Durante l’audizione, parte dell’iter per la conferma della sua nomina (che deve avvenire al Senato), Warsh ha aggiunto: “Il Presidente non mi ha mai chiesto nemmeno una volta di impegnarmi su una specifica decisione sui tassi di interesse, punto, e né io avrei mai accettato di farlo se lo avesse fatto”.
Un “errore fatale” aver lasciato salire l’inflazione
Nella sua dichiarazione preparata per la Commissione bancaria del Senato, Warsh ha affermato che la Banca centrale statunitense deve essere in gran parte indipendente dalle influenze politiche, pur rimanendo concentrata sui suoi obiettivi primari. «La Fed deve rimanere nei suoi ambiti di competenza. L’indipendenza della Fed è maggiormente a rischio quando si addentra in politiche fiscali e sociali in cui non ha né autorità, né competenza».
Per il candidato alla guida della banca centrale, però, nel corso degli ultimi anni, specialmente dopo il Covid, «la Fed ha mancato il bersaglio e stiamo ancora avendo a che fare con gli errori di politica monetaria fatti nel 2021 e 2022: quando si lascia salire l’inflazione, è più difficile abbassarla». Quello è stato un «errore fatale» con cui ancora si sta facendo i conti. Per l’uomo nominato da Donald Trump, «serve una riforma fondamentale per sistemare le cose», attraverso un «cambiamento di regime, un nuovo framework sull’inflazione, un uso diverso degli strumenti della Fed (tassi e bilancio) e una nuova comunicazione».
La Federal Reserve ha due strumenti, “la politica monetaria e la credibilità”, ha sottolineato ancora Warsh, rimarcando alla Commissione bancaria del Senato di credere che “una Federal Reserve orientata alle riforme possa fare una reale differenza per il popolo americano”. Per questo, a dispetto delle pressioni esercitate dal presidente Donald Trump, “mi impegno a garantire che la conduzione della politica monetaria rimanga rigorosamente indipendente”. Warsh ha sottolineato l’importanza dell’indipendenza della politica monetaria e che i responsabili delle decisioni politiche “devono agire nell’interesse della nazione”, respingendo le tesi secondo cui le pressioni politiche influenzerebbero i responsabili della politica monetaria.







