Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump attende di accompagnare il presidente cinese Xi Jinping agli Archivi Nazionali a Washington, DC, Stati Uniti, il 25 settembre 2026. La visita di Stato di tre giorni del presidente Xi è la sua prima visita a Washington DC in 11 anni.  EPA/JIM LO SCALZO / POOL EPA

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Guerra, ultime notizie. Trump respinge proposta di tregua dell’Iran, nuovi attacchi dopo le midterm

L’Iran, da anni sotto accusa per il suo controverso programma nucleare, apre alla possibilità di consentire nuovamente l’ingresso nel Paese a ispettori delle Nazioni Unite

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26 settembre 2026Aggiornamento fissato

Iran: Trump respinge proposta accordo Teheran e ribattezza Stretto di Hormuz col suo nome

“Ho respinto il loro accordo”. Davanti ai giornalisti fuori dalla Casa Bianca, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha confermato le indiscrezioni dei media, secondo cui aveva rifiutato la proposta avanzata dall’Iran di un cessate il fuoco di 7 giorni in cambio della riapertura dello Stretto di Hormuz. “Vogliono un accordo che preveda l’apertura immediata dello stretto perché stanno perdendo malamente”, ha detto Trump, “vogliono raggiungere un accordo, e penso che vada bene, anche a me piace, ma quello non era accettabile”. Resta da capire se Trump confermerà anche la seconda indiscrezione trapelata dal Wall Street Journal, secondo cui il leader Usa sarebbe intenzionato a riprendere gli attacchi contro l’Iran dopo le elezioni di metà mandato di novembre. Nel frattempo Trump ha postato sul suo profilo Truth una mappa in cui lo Stretto di Hormuz compare come ’Stretto di Trump’.

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26 settembre 2026

Lavrov: Mosca disponibile per stabilizzare situazione Hormuz

La Russia è disposta a mediare una soluzione per stabilizzare la situazione dello Stretto di Hormuz, ha affermato il ministro degli Esteri, Sergei Lavrov, di fronte all’Assemblea generale dell’Onu. “Abbiamo bisogno di fiducia nella relazioni fra i Paesi del Golfo, i Paesi arabi e l’Iran. Abbiamo bisogno di una architettura regionale stabile”, ha aggiunto.

26 settembre 2026

Premier Qatar, Netanyahu è il ’maggiore ostacolo’ al piano di pace per Gaza

Il primo ministro del Qatar accusa il primo ministro Benjamin Netanyahu e il suo governo di essere il principale ostacolo all’avanzamento del piano di pace per Gaza sostenuto dagli Stati Uniti. Lo riporta il Times of Israel. “Abbiamo una lunga lista di violazioni che, purtroppo, il governo di Netanyahu sta commettendo”, ha dichiarato Mohammed bin Abdulrahman Al-Thani alla Cnn. “Abbiamo constatato che al momento rappresenta il principale ostacolo al progresso di questo piano di pace, mentre tutti i mediatori si stanno impegnando al massimo per garantire il rispetto dell’accordo”. Il ministro ha inoltre ribadito che Doha non ha mai fornito finanziamenti all’ala militare del gruppo terroristico Hamas, che governa Gaza, smentendo ulteriormente un recente rapporto. Interrogato sulla mediazione del Qatar tra Stati Uniti e Iran, Al-Thani chiede la riapertura dello Stretto di Hormuz, senza tuttavia condannare esplicitamente Teheran per il tentativo di chiudere questa importante via navigabile. “Si tratta di un tentativo di intimidazione e noi rifiutiamo qualsiasi blocco o ricatto da parte di qualsiasi Paese o entità”, ha affermato. E’ necessario “assicurarci di non rappresentare una preoccupazione per gli iraniani, né che gli iraniani rappresentino una preoccupazione per noi. Siamo vicini. Questo è il destino. Manteniamo un buon rapporto con loro da decenni”.

26 settembre 2026

Araghchi rimarrà probabilmente a New York fino a mercoledì

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e la sua delegazione rimarranno probabilmente a New York fino a mercoledì: lo riferisce l’agenzia di stampa statale iraniana Irna, citando una fonte informata sui fatti.

Martedì scorso, a margine dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, Araghchi ha incontrato l’inviato speciale statunitense Steve Witkoff, esponendo le condizioni dell’Iran per la riapertura dello Stretto di Hormuz, secondo quanto riportato dai media statali iraniani.

26 settembre 2026

Trump: Teheran non può avere l’arma nucleare

“L’Iran non può avere l’arma nucleare”. Lo scrive il presidente degli Stati Uniti Donald Trump in un post sul social Truth.

26 settembre 2026

Wsj: Trump ha respinto proposte Teheran per riapertura Stretto di Hormuz

Il presidente americano Donald Trump ha respinto la proposta dell’Iran di un cessate il fuoco di sette giorni e ha dichiarato ai suoi collaboratori che prevede di riprendere i bombardamenti contro l’Iran dopo le elezioni di medio termine di novembre. Lo scrive il Wall Street Journal citando funzionari statunitensi. La proposta di Teheran avrebbe comportato la riapertura dello Stretto di Hormuz e la ripresa dei negoziati sul nucleare in cambio della revoca da parte degli Stati Uniti del blocco dei porti iraniani. Trump nella notte ha postato su Truth una cartina dell’area del Golfo Persico ribattezzando “Stretto di Trump” lo Stretto di Hormuz.

“L’Iran non ha abbandonato il tavolo dei negoziati” ha detto il presidente iraniano Massoud Pezeshkian durante un incontro con il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres, prima di lasciare New York al termine della settimana di incontri per l’Assemblea generale, ma Teheran “non ha più fiducia negli Stati Uniti”.

26 settembre 2026

Esercito Iran, se gli Usa ci attaccano colpiremo le loro basi nella regione

“Nel caso in cui gli Stati Uniti commettessero un errore nei confronti dell’Iran, tutte le loro basi operative e i loro interessi nella regione saranno oggetto di attacchi continui, efficaci e dolorosi, senza alcun vincolo o riserva”, si legge in una dichiarazione rilasciata oggi dal Quartier Generale Centrale di Khatamolanbiya, riportata dall’agenzia iraniana Mehr. “Qualsiasi decisione degli Stati Uniti di sferrare nuovi attacchi contro l’Iran deve tenere conto del fatto che la regione non è costituita da un unico campo di battaglia; il Golfo Persico, il Mar Rosso, le basi statunitensi e altre località della regione potrebbero tutte essere colpite dalle conseguenze di uno scontro diretto”, ha aggiunto. “Le forze armate iraniane sono pronte ad affrontare qualsiasi scenario e qualsiasi errore di valutazione da parte del nemico sarà contrastato con una risposta decisa e massiccia. Qualora le nazioni della regione — persistendo in una politica ambigua nei confronti dell’Iran — si allineassero a un atto di aggressione da parte del ’Grande Satana’ (riferendosi agli Stati Uniti), verrebbero tutte considerate complici di questo atto di malvagità e non potrebbero più aspettarsi moderazione o tolleranza da parte delle potenti forze armate iraniane” ha concluso il Quartier Generale Centrale di Khatamolanbiya.

26 settembre 2026

Iraq tratta con Washington esenzioni a sanzioni imposte a compagnie iraniane

Il governo iracheno ha avviato una trattativa con gli Stati Uniti per esentare alcuni aeroporti dalle misure sanzionatorie che colpiscono le compagnie aeree iraniane e che hanno effetti negativi sulla circolazione dei passeggeri tra Iraq ed Iran. “Il governo iracheno sta conducendo discussioni dirette con la parte statunitense al fine di esentare alcuni aeroporti da queste misure”, ha indicato l’ufficio del primo ministro. Da questa settimana sono in vigore in tutti gli aeroporti le sanzioni imposte dagli Usa: le misure sono state applicate anche nell’aeroporto di Najaf, importante hub per i voli iraniani ma anche centro di pellegrinaggio dell’islam sciita tra i più frequentati. L’esenzione richiesta, ha spiegato la nota, consentirebbe la ripresa dei voli “per motivi umanitari, in particolare cure mediche, istruzione, visite religiose e nell’interesse dei civili”. Le compagnie aeree iraniane trasportano principalmente pellegrini sciiti iracheni verso le città sante dell’Iran, nonché iraniani diretti verso i luoghi sacri in Iraq oltre a servire gli iracheni che studiano o vanno a curarsi in Iran.

26 settembre 2026

Mo: elezioni legislative palestinesi, al via le candidature

Al via le candidature in vista delle attese elezioni palestinesi di novembre. La commissione elettorale centrale dell’Autorità palestinese ha reso noto che è aperta la procedura per la presentazione delle candidature a due mesi dal voto previsto per il 28 novembre. C’è tempo fino al 7 ottobre, riferisce l’agenzia palestinese Wafa, per la presentazione delle liste negli uffici centrali di al-Birej, in Cisgiordania, e Deir al-Balah, nella Striscia di Gaza. La comunità internazionale teme un rinvio del voto, in particolare per problemi logistici. Risalgono al 2006 le ultime elezioni legislative nei Territori palestinesi. Era l’anno del trionfo di Hamas su Fatah, il partito del leader dell’Anp, Mahmoud Abbas, 91 anni a novembre. Dal 2007, anno in cui Hamas prese il controllo della Striscia di Gaza, il Consiglio legislativo palestinese, il Parlamento dell’Anp, non si riunisce in sessione ordinaria. A luglio Abbas, vincitore delle ultime elezioni per la presidenza dell’Anp del 2005, ha annunciato la data del voto per le legislative. Non è chiaro, evidenziano i media israeliani, se Hamas o candidati affiliati potranno partecipare alle elezioni. Non c’è ancora una data per le presidenziali che dovrebbero tenersi nel primo trimestre del prossimo anno.

26 settembre 2026

Iran: Pezeshkian, riapertura Stretto di Hormuz con negoziati non con forza

“Risolvere la crisi dello Stretto di Hormuz è possibile attraverso i negoziati, non con l’uso della forza”. Lo ha detto il presidente iraniano Masoud Pezeshkian in un’intervista ad Al Jazeera. “È stata l’America a bloccare le nostre rotte”, ha poi aggiunto, “la chiusura dello Stretto di Hormuz è una risposta naturale quando le vie di comunicazione per l’Iran vengono bloccate”. Pezeshkian ha assicurato che la via navigabile “rimarrà aperta al commercio se i negoziati porteranno alla risoluzione della controversia”.

26 settembre 2026

Iran: Pezeshkian, non ci fidiamo più dei colloqui con gli Usa

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha detto ad Al Jazeera che l’Iran “non si fida più dei colloqui con gli Stati Uniti”, dopo i “ripetuti attacchi e le sanzioni che hanno fatto seguito a ogni negoziato”. Ha aggiunto che il Qatar e il Pakistan stanno attualmente mediando tra l’Iran e gli Stati Uniti e trasmettendo i messaggi di Teheran a Washington.

26 settembre 2026

Iran, Francia lavora a risoluzione Onu su libertà navigazione a Hormuz

La Francia sta lavorando a una bozza di risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite a sostegno della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. Lo ha dichiarato un diplomatico dell’Onu all’Associated Press. La risoluzione ribadirebbe la necessità di rispettare la libertà di navigazione nello stretto, un punto nevralgico del conflitto in Iran, sottolineandone l’importanza per i trasporti marittimi globali, fondamentali per la sicurezza alimentare ed energetica.

26 settembre 2026

Iran:, Pasdaran: “È guerra multidimensionale su vasta scala”

L’Iran è coinvolto “in una guerra su vasta scala che ha dimensioni economiche, sociali, culturali, politiche, di sicurezza e difesa”. Si è espresso così il comandane delle forze di terra dei Guardiani della Rivoluzione, i Pasdaran iraniani, Mohammad Karami. “Nella guerra cognitiva - ha affermato in dichiarazioni riportate dall’agenzia iraniana Tasnim e rilanciate dalla tv satellitare al-Jazeera - il nemico usa anche media e cyberspazio per influenzare l’opinione pubblica, per una guerra psicologica”.

26 settembre 2026

«L’Egitto aveva avvertito Israele prima del 7 ottobre»

Il capo dell’intelligence egiziana Abbas Kamel aveva avvertito Israele prima del 7 ottobre su un possibile attacco di Hamas. Lo riporta The Atlantic citando fonti israeliane, egiziane, americane, arabe ed europee, secondo le quali il 26 settembre 2023 Kamel era volato a Tel Aviv e aveva messo in guardia sul fatto che Hamas sembrava mobilizzarsi. Il margine di tempo per scongiurare un attacco stava stringendo e Kamel aveva raccomandato ai funzionari israeliani di concedere ad Hamas agevolazioni economiche per evitare il conflitto. Kamel non aveva fornito una data esatta per l’attacco, e non è chiaro con chi si sia incontrato.

26 settembre 2026

Trump pubblica su Truth mappa che ribattezza Hormuz “Stretto di Trump”

Il presidente statunitense Donald Trump ha pubblicato sulla piattaforma Truth Social una mappa in cui lo Stretto di Hormuz viene ribattezzato “Stretto di Trump”. Trump aveva già ipotizzato di dare allo stretto il proprio nome in un post del 2 settembre su Truth Social, sostenendo che l’importante via navigabile fosse “sotto il controllo degli Stati Uniti”. Il mese scorso, Trump aveva inoltre pubblicato una mappa che definiva lo stretto “nuovo territorio statunitense”, pochi giorni dopo aver dichiarato, durante un comizio, che avrebbe rilasciato una dichiarazione in tal senso. Prima che Stati Uniti e Israele lanciassero la guerra contro l’Iran il 28 febbraio, attraverso lo stretto transitava circa un quinto delle spedizioni mondiali di petrolio commerciale. L’Iran ha iniziato a bloccare Hormuz nelle prime fasi del conflitto, provocando un aumento globale dei prezzi dell’energia. Il traffico attraverso lo stretto rimane ben al di sotto dei livelli pre-bellici.

Il presidente statunitense Donald Trump ha pubblicato su Truth una nuova mappa nella quale lo Stretto di Hormuz compare con il nome di 'Stretto di Trump', rilanciando così un'idea già avanzata nelle scorse settimane. 26 settembre 2026. Truthsocial.com/realDonaldTrump

26 settembre 2026

Arabia Saudita, intercettati due droni Houthi lanciati verso Riad

Gli Houthi dello Yemen hanno lanciato nuovi attacchi contro l’Arabia Saudita, prendendo di mira la capitale Riad e una grande città del sudovest, mentre si moltiplicano gli appelli per porre fine al conflitto. “Le difese aeree hanno intercettato e distrutto due droni lanciati dalla milizia terroristica Houthi in direzione di Riad”, ha dichiarato su X il portavoce della coalizione militare guidata da Riad nello Yemen. Lo stesso portavoce ha inoltre annunciato l’intercettazione di due missili balistici lanciati verso Khamis Mushait, città nel sudovest dell’Arabia Saudita che ospita un’importante base aerea.

I combattenti filo-iraniani hanno confermato di aver attaccato il Regno. “Nonostante la forza, la portata e l’impatto dell’operazione, le nostre forze armate la considerano solo una prova su piccola scala in vista di un’escalation su larga scala”, ha scritto su X Hazem al Assad, membro dell’ufficio politico del gruppo.

26 settembre 2026

Nucleare, Pezeshkian apre a ritorno ispettori Onu

L’Iran, da anni sotto accusa per il suo controverso programma nucleare, apre alla possibilità di consentire nuovamente l’ingresso nel Paese a ispettori delle Nazioni Unite. “Se vogliono venire ed effettuare ispezioni - ha detto in un’intervista alla Cbs il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, dopo aver ricordato la ’storia’ dell’accordo internazionale del 2015 sul nucleare iraniano - possiamo trovare accordi e intese su questo dossier in particolare durante i negoziati”.

Pezeshkian ha quindi ribadito la posizione di Teheran sul suo controverso programma nucleare. “Lo sviluppo di armi nucleari è haram (è vietato) dal punto di vista religioso, non dal punto di vista legale”, ha rimarcato. E, ha aggiunto, che “anche se alcuni in Iran potrebbero essere spinti a sviluppare armi nucleari, parlando da un punto di vista religioso non sarebbe loro concesso di seguire questo percorso”.

Nella lunga intervista Pezeshkian ha anche affermato che se gli Stati Uniti accettassero l’ultima proposta di Teheran, “ovviamente” l’Iran “rispetterebbe tutto ciò” su cui si sarà “impegnato”. Con Washington, ha riconosciuto nell’intervista, c’è un “clima di sfiducia”. Il presidente ha accusato gli Usa di aver attaccato mentre erano in corso negoziati. “In sostanza, dobbiamo ora stabilire su cosa esattamente vogliamo arrivare a un’intesa”, ha affermato. Nel frattempo, secondo notizie del Wall Street Journal, Donald Trump avrebbe respinto il piano iraniano per una tregua di sette giorni e parlato con i suoi collaboratori di una possibile ripresa dei bombardamenti contro la Repubblica islamica dopo le elezioni di Miterm.

26 settembre 2026

Wp, “Pentagono ha rivisto al rialzo il bilancio dei feriti nella guerra in Iran a 861”

l bilancio dei feriti nella guerra in Iran è stato rivisto al rialzo a 861 dal Pentagono senza fornire spiegazioni. Lo riporta il Washington Post. Nel corso della settimana il numero è aumentato di 37 unità, di cui 29 marinai e otto Marine. Più della metà dei casi è classificata nell’ambito di “operazioni avvenute all’estero” a partire dall’inizio della tregua di luglio fra Stati Uniti e Iran. In precedenza, il conteggio rientrava nell’’Operation Epic Fury’.

26 settembre 2026

WSJ, “Trump respinge cessate il fuoco, attacchi dopo midterm”

Il presidente americano Donald Trump ha respinto la proposta iraniana di un cessate il fuoco di sette giorni e ha comunicato ai suoi collaboratori la ipresa dei bombardamenti sull’Iran dopo le elezioni di medio termine di novembre. E’ quanto riportato dal Wall Street Journal, citando alcuni funzionari statunitensi. Secondo il WSJ, la proposta di Teheran prevedeva la riapertura dello Stretto di Hormuz e la ripresa dei negoziati sul nucleare in cambio della revoca del blocco statunitense dei porti iraniani.

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