Messico si rifiuta di far atterrare volo con migranti rimpatriati. Ft: «Telefonata di fuoco tra Trump e la premier danese» sulla Groenlandia
di Redazione Online
I punti chiave
- Rubio a ministro cinese Wang: «Seria preoccupazione per Taiwan»
- Wp: «Usa pronti a mandare mezzi corazzati a confine Messico»
- Politico: «Rubio sospende aiuti esteri, anche all’Ucraina»
- Fonti Ue, si lavora per ok a nuove sanzioni per il 24 febbraio
- Zelensky: «In Ucraina 608mila soldati russi, 3 volte il 2022»
- Lagarde: «Trump vede export beni, ma ci sono anche i servizi»
- Trump, oggi primo viaggio da presidente Usa: atteso in California
Politico: «Rubio sospende aiuti esteri, anche all’Ucraina»
Il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, ha emesso oggi una nuova direttiva che sospende per 90 giorni la maggior parte degli aiuti esteri. Stando a quanto riportato dal sito Politico, la direttiva sembra applicarsi ai finanziamenti per l’assistenza militare all’Ucraina. Tuttavia, il documento prevede alcune eccezioni: specifica che i finanziamenti militari esteri per Egitto e Israele continueranno e consente l’assistenza alimentare di
emergenza.

Il segretario di Stato Usa, Marco Rubio (AP Photo/Matt Rourke)
Rubio a ministro cinese Wang: «Seria preoccupazione per Taiwan»
Il segretario di Stato Marco Rubio ha espresso al ministro degli Esteri cinese Wang Yi la “seria preoccupazione” degli Stati Uniti “per le azioni coercitive della Cina contro Taiwan e nel Mar cinese meridionale”. Lo riferisce la portavoce del dipartimento di Stato, Tammy Bruce, nel dare conto della telefonata avvenuta tra i capi delle due diplomazie. Rubio ha anche sottolineato che l’Amministrazione Trump perseguirà una relazione tra Stati Uniti e Cina “che promuova gli interessi degli Stati Uniti e metta al primo posto il popolo americano”.
Wp: «Usa pronti a mandare mezzi corazzati a confine Messico»
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump vuole inviare blindati e migliaia di truppe aggiuntive al confine con il Messico per gestire la crisi migratoria. Lo scrive il Washington Post citando quattro funzionari statunitensi a conoscenza dei piani di Trump, secondo i quali i soldati saranno soldati equipaggiati con veicoli da combattimento Stryker da 20 tonnellate. Se approvati, i piani aumenterebbero notevolmente la presenza dell’esercito dal Texas alla California, dove circa 2.500 soldati sono posizionati per assistere la Us customs and border protection nell’individuazione e nell’arresto di migranti che cercano di entrare illegalmente negli Stati Uniti. Per affrontare quella che il presidente Donald Trump ha definito ’’un’emergenza nazionale’’. Secondo i funzionari della difesa, l’operazione in corso potrebbe coinvolgere ben oltre 10.000 soldati e marines.
Guatemala: «Rimpatriati 79 cittadini, forniremo supporto umanitario»
L’ufficio del vicepresidente guatemalteco ha pubblicato su Instagram un video di un aereo militare che trasportava migranti espulsi dagli Stati Uniti e che questa mattina è atterrato in Guatemala. “Accompagniamo i connazionali rimpatriati con supporto umanitario e l’assistenza di cui hanno bisogno da parte dell’autorità nazionale per l’immigrazione”, si legge nella didascalia della storia du Instagram. In un comunicato stampa l’Istituto guatemalteco per le migrazioni ha scritto che sono tornati 79 guatemaltechi, tutti adulti, tra cui 31 donne e 48 uomini.
Una fonte citata da Nbc News ha spiegato che un aereo militare è partito ieri pomeriggio dal Biggs Army Airfield di El Paso, Texas, diretto in Guatemala. La portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt ha annunciato in un post su X stamattina che i voli di espulsione dei migranti sono iniziati.Messico si rifiuta di far atterrare volo con migranti rimpatriati
Le autorità del Messico hanno rifiutato l’autorizzazione all’atterraggio a un aereo militare americano che avrebbe dovuto rimpatriare 80 cittadini messicani. Lo riferiscono alla Nbc News tre funzionari del Pentagono e una fonte ben informata. A differenza del C-17 che ha trasportato 79 immigrati adulti in Guatemala, l’aereo diretto n Messico non è mai decollato. Non ci sono voli programmati per oggi al momento, afferma la Nbc aggiungendo che la situazione potrebbe cambiare.
Media: «Emily Damari avrebbe chiesto di liberare ostaggio più anziano»
Emily Damari, rilasciata la scorsa settimana da Hamas, una volta avuta la notizia della sua liberazione da parte dei suoi carcerieri avrebbe chiesto loro di liberare prima il suo compagno di prigionia Kieth Siegel, che ha 65 anni e si ritiene sia in condizioni peggiori. Lo riporta Channel 12. La richiesta di Damari è stata respinta.
Sondaggio israeliani: «63% vuole dimissioni Netanyahu»
Secondo un sondaggio trasmesso da Channel 12, la maggior parte dell’opinione pubblica israeliana ritiene che il primo ministro Benjamin Netanyahu dovrebbe seguire l’esempio del capo di stato maggiore delle Idf Herzi Halevi e annunciare le sue dimissioni. Il 63% degli intervistati ha affermato che Netanyahu dovrebbe dimettersi, il 27% ha affermato che non dovrebbe dimettersi e il 10% ha affermato di non saperlo. Anche tra gli elettori della coalizione di governo il 33% degli intervistati ha affermato che Netanyahu dovrebbe dimettersi. Il 53% di loro ha affermato che non dovrebbe e il 14% ha affermato di non saperlo.
Zelensky: «Putin cerca di manipolare Trump»
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ritiene che Vladimir Putin stia tentando di “manipolare” Donald Trump con le sue dichiarazioni sulla disponibilità a colloqui con gli Stati Uniti. “Vuole manipolare il desiderio del presidente degli Stati Uniti d’America di raggiungere la pace,” ha affermato Zelensky durante il suo discorso serale quotidiano sui social media. “Sono fiducioso che nessuna manipolazione russa avrà successo”, ha aggiunto.
Casa Bianca: «Serve proroga breve e temporanea tregua Libano»
La Casa Bianca ha dichiarato oggi che “serve con urgenza una breve e temporanea proroga del cessate il fuoco” in Libano, precisando che gli Stati Uniti stanno lavorando con gli alleati per definire la proroga della tregua in scadenza domenica prossima.
“Il presidente Trump è impegnato a garantire che i cittadini israeliani possano tornare in sicurezza nelle loro case nel nord di Israele, sostenendo allo stesso tempo il presidente Aoun e il nuovo governo libanese”, ha detto ad Al Arabiya il portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale della Casa Bianca, Brian Hughes, in una comunicazione via e-mail.
Hughes ha aggiunto che tutte le parti condividono l’obiettivo di garantire che Hezbollah non abbia la capacità di minacciare il popolo libanese o i suoi vicini.
Zelensky: «Trump vuole davvero fermare la guerra»
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, “vuole davvero mettere fine alla guerra”: lo ha dichiarato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un’intervista esclusiva rilasciata a Cecilia Sala e che verrà pubblicata sabato sul Foglio del weekend, di cui di seguito alcune anticipazioni.
Cosa voleva dire Trump quando ha detto a Putin: “Ferma questa ridicola guerra, non potrà che peggiorare”?
“Quando Trump dice peggio, intende peggio per la Russia. E’ importante che una persona forte faccia arrivare questo messaggio a Putin. Il presidente americano dice che vuole davvero mettere fine alla guerra”.
Per il momento però, nessuno conosce il suo piano di pace, chiediamo a Zelensky se crede che almeno lui - Trump - lo conosca.
“Penso che non abbia chiari i dettagli. Quasi tutto dipende da cosa possiamo ottenere noi ucraini per proteggerci, perché non commetteremo di nuovo gli errori del passato, e da Putin, se vuole fermare l’invasione: io penso che non lo voglia”.
Ft: «Telefonata di fuoco tra Trump e la premier danese»
Donald Trump ha insistito sulla serietà della sua intenzione a prendersi la Groenlandia in un’infuocata telefonata con la prima ministra danese. Lo riferiscono alti funzionari europei al Financial Times. La scorsa settimana il presidente americano avrebbe parlato con Mette Frederiksen per 45 minuti durante i quali quest’ultima avrebbe ribadito che la più grande isola al mondo “non è in vendita”.
Mosca: «Inaccettabile forza di interposizione di Paesi Nato»
L’intervento delle forze Nato in Ucraina minaccia un’escalation incontrollata del conflitto ed è inaccettabile per la Russia, ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova.
“L’intervento delle forze Nato in Ucraina minaccia un’escalation incontrollata del conflitto ed è categoricamente inaccettabile per la Russia”, ha dichiarato la portavoce del Ministero degli Esteri russo Maria Zakharova. Mosca si oppone all’idea del dispiegamento di un contingente occidentale di interposizione che vegli su una futura linea di demarcazione in seguito a un accordo per una tregua in Ucraina.
Oggi il Financial times scrive che le autorità di Kiev contano in quel caso sull’invio di circa 40-50mila uomini da parte degli alleati occidentali.
Analista Stanovaya: «Putin chiederà a Trump che Kiev non entri nella Nato e niente Nato in Ucraina»
Vladimir Putin vuole negoziare con Donald Trump garanzie formalizzate dalla Nato perché l’Ucraina non entri a farne parte e l’Alleanza non sia in Ucraina, elementi cruciali dell’architettura di sicurezza in Europa voluta da Mosca.
Altrimenti il rischio è quello di una Terza guerra mondiale, scrive l’analista russa Tatyana Stanovaya considerata bene informata sulle politiche del Cremlino in un post su Twitter, dopo che oggi il presidente russo ha parlato della controparte americana come di un uomo “pragmatico” e “intelligente” e ha ribadito la sua disponibilità a negoziare con lui “con tranquillità” di tutti i dossier di interesse a Stati Uniti e Russia.
Il vice ministro degli Esteri, Viktor Grushko, ha ribadito la richiesta di Mosca per “garanzie inviolabili” per escludere una futura adesione di Kiev alla Nato, aggiungendo però - dichiarazione “più significativa da parte di un rappresentante russo sui colloqui Putin-Trump” - che Mosca “insisterà che questo sia adottato come politica dalla stessa Nato”.Trump insiste: «Se Opec abbassa prezzo petrolio guerra Ucraina finirà»
Se l’Opec abbassa il prezzo del petrolio, finirà la guerra in Ucraina. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, appena atterrato ad Asheville, in North Carolina. Trump ha detto ai giornalisti presenti che vuole che l’Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio riduca il prezzo del petrolio, in modo da porre fine immediatamente alla guerra tra Russia e Ucraina. “Vogliamo vedere l’Opec ridurre il prezzo del petrolio e questo fermerà automaticamente la tragedia che sta avvenendo in Ucraina. È una tragedia massacrante per entrambe le parti”, ha detto Trump. “Un modo per fermarla rapidamente - ha aggiunto - è che l’Opec smetta di fare così tanti soldi e abbassi il prezzo del petrolio”; in questo modo, “la guerra finirà subito”. Trump aveva rilasciato la stessa dichiarazione al World economic forum di Davos, ieri.
Fonti Ue, si lavora per ok a nuove sanzioni per il 24 febbraio
Da quanto si apprende a Bruxelles, la presidenza polacca del Consiglio Ue sta lavorando per mettere sul tavolo “nei prossimi giorni” le misure del 16° pacchetto di sanzioni contro la Russia con l’obiettivo di vederlo adottato per il 3° anniversario dell’aggressione all’Ucraina del 24 febbraio.
Ufficio Netanyahu: «Ricevuta la lista dei rapiti da liberare»
L’ufficio del primo ministro Netanyahu riferisce che “è stata ricevuta dai mediatori una lista di ostaggi che saranno liberati, ma che la risposta ufficiale di Israele verrà fornita in seguito”. Hamas ha comunicato ai mediatori i nomi delle quattro donne ostaggio che verranno liberate domani dopo 477 giorni di prigionia. Lo scrive il Times of Israel. Le autorità israeliane hanno chiesto il silenzio stampa sui nomi degli ostaggi fino a quando le loro famiglie non verranno informate.
Putin: «Pronto a negoziati diretti con Trump sull’Ucraina»
Il presidente russo Vladimir Putin ha detto di essere pronto a trattative dirette con Donald Trump sull’Ucraina. Lo riferisce la Tass.
Trump: «Meloni? mi piace molto»
Concederete un break all’Italia sui dazi? “Meloni mi piace molto, vediamo cosa succede!”: lo ha detto Donald Trump rispondendo alla domanda della corrispondente di Mediaset in Usa.
Mosca: «Roma non può partecipare al processo di pace su Kiev»
Il ministero degli Esteri di Mosca ha affermato che le relazioni fra Russia e Italia stanno attraversando la crisi più profonda dalla Seconda guerra mondiale, e Roma ne è responsabile. Lo riferisce la Tass. Vista la posizione anti-russa dell’Italia, aggiunge il ministero, Mosca ritiene che non possa partecipare al processo di pace in Ucraina.
Inoltre, secondo Mosca non ci sono segnali da Kiev e Occidente su negoziati. Nonostante tutte le dichiarazioni, non vi sono segnali che l’Ucraina e l’Occidente siano pronti a negoziati di pace. Lo afferma il ministero degli Esteri russo citato dalla Tass.
Zelensky: «In Ucraina 608mila soldati russi, 3 volte il 2022»
In territorio ucraino al momento ci sono 608.000 soldati russi, oltre il triplo dei circa 200.000 che presero parte all’invasione del 2022: lo ha detto il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky nel suo discorso al World Economic Forum di Davos, citato da Ukrinform. “Se torniamo all’invasione su vasta scala del 2022, i russi erano circa 200.000, più un certo numero di separatisti che controllavano e controllano tuttora i territori ad est temporaneamente occupati. Intendo parlare di porzioni delle regioni di Donetsk e Lugansk. E’ stato molto difficile per noi senza aiuti, ma sono molto grato ad America ed Europa per averci aiutato in seguito. Ma dovreste sapere che oggi in Ucraina ci sono 608.000 soldati russi. Questo vuol dire tre volte tanti”, ha detto il leader ucraino.
La Casa Bianca posta la foto di migranti in catene deportati
“Come promesso, il presidente Trump sta inviando un messaggio forte al mondo: chi entra illegalmente negli Stati Uniti andrà incontro a gravi conseguenze”. Lo scrive la Casa Bianca su X postando l’immagine di una fila di migranti ammanettati e in catene mentre vengono imbarcati su un aereo cargo militare con la scritta in sovrimpressione “I voli di deportazione sono iniziati. Promessa fatta, promessa mantenuta”.
Just as he promised, President Trump is sending a strong message to the world: those who enter the United States illegally will face serious consequences. pic.twitter.com/yqgtF1RX6K
— The White House (@WhiteHouse) January 24, 2025
Presidente Panama a Mattarella: «Saremo inflessibili su sovranità Canale»
In conclusione del colloquio che si è svolto oggi al Quirinale, il presidente della Repubblica di Panama, José Raúl Mulino Quintero, secondo quanto si apprende, ha tenuto a ribadire al presidente della Repubblica Sergio Mattarella che Panama sarà inflessibile sulla questione della sovranità sul Canale, auspicando di poter contare in proposito sul sostegno della comunità internazionale. Il presidente Usa Donald Trump, nel suo discorso di insediamento alla Casa Bianca, ha ribadito la volontà di riprendere il controllo diretto del Canale di Panama.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricevuto il presidente del Panama José Raúl Mulino Quintero
Msf: stop di Trump minaccia vita dei migranti dal Messico
“Le squadre di Medici senza frontiere in Messico stanno già assistendo agli effetti dannosi” “sulla salute fisica e mentale di molti dei nostri pazienti” dei “recenti ordini esecutivi di Donald Trump”. È quanto dichiara l’ong in una nota. “Questa decisione irresponsabile avrà ripercussioni sia immediate sia a lungo termine per innumerevole persone, minacciando la loro vita, la salute e il benessere”, aggiunge. Critico è il blocco della app ’Cbp One’: era “uno dei pochi strumenti disponibili per i migranti per chiedere asilo negli Stati Uniti”. La sua eliminazione “rappresenta un duro colpo alla protezione dei diritti umani per i migranti e i richiedenti asilo”, dice Adriana Palomares, coordinatrice generale di Medici senza frontiere in Messico. Negli ultimi anni la app aveva svolto un ruolo fondamentale nell’ottimizzazione dei flussi migratori tra Messico e Stati Uniti. Solo nell’ultimo anno - ricostruisce Msf - quasi un milione di migranti, circa 1.450 al giorno, la hanno utilizzata per fissare un appuntamento per tentare di entrare legalmente nel Paese. La sua chiusura, ora, “ha innescato un’ondata di disperazione e incertezza”, bloccando “i migranti in aree ad alto rischio in Messico, vulnerabili all’estorsione, alla tratta di esseri umani e ad altre forme di violenza”.
Lagarde: «Trump vede export beni, ma ci sono anche i servizi»
Di fronte alla minaccia di dazi “Trump sta guardando al deficit dell’interscambio fra Stati Uniti ed Europa soprattutto sui prodotti ma non è tutto bianco e nero. C’è anche l’interscambio dei servizi e dei flussi di capitale. In ogni caso le questioni si affrontano sedendosi a un tavolo nell’ambito delle istituzioni preposte e seguendo le regole”. Lo ha detto la presidente della Bce, Christine Lagarde, intervenendo al World Economic Forum a Davos, in quello che è un probabile riferimento alla forte importazione di servizi dagli Usa, specie digitali, in Europa.
Onu a Trump: richiesta asilo diritto universalmente riconosciuto
“Il diritto di chiedere asilo è universalmente riconosciuto”. Lo sottolinea l’Onu in risposta alla decisione del presidente Usa Donald Trump di sospendere tutte le ammissioni di rifugiati e fermare il programma di asilo degli Stati Uniti. “Tutti gli Stati hanno il diritto di esercitare la loro giurisdizione lungo i confini internazionali, ma devono farlo in linea con i loro obblighi in materia di diritti umani”, ha dichiarato la portavoce dell’Ufficio delle Nazioni Unite per i diritti Ravina Shamdasani ai giornalisti a Ginevra sottolineando che “il diritto di chiedere asilo è un diritto umano universalmente riconosciuto”.
Houthi: «Noi in lista terroristi? Esprime pregiudizi Usa»
I ribelli Houthi dello Yemen hanno criticato l’ordine del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump di classificarli come ’organizzazione terroristica straniera’. In una nota rilasciata ieri dai diplomatici del gruppo, si legge che la potenziale riclassificazione “prende di mira il popolo yemenita nel suo complesso e la sua onorevole posizione a sostegno dell’ingiustizia del popolo palestinese e riflette l’entità del pregiudizio dell’attuale amministrazione statunitense nei confronti dell’entità sionista usurpatrice”. “Coloro che dovrebbero essere inclusi nelle liste del terrorismo internazionale sono coloro le cui mani sono macchiate dal sangue dei civili a Gaza, in Libano, Iraq, Siria, Afghanistan e in altri Paesi”, aggiungono gli Houthi.
L’ex presidente Joe Biden aveva revocato la designazione durante la sua presidenza, in parte per favorire un cessate il fuoco de facto nella decennale guerra in Yemen.
Mosca: «Pronti a discutere con gli Usa di disarmo nucleare»
La Russia si dice pronta a discutere con gli Usa di disarmo nucleare “il prima possibile”. “Nell’interesse del mondo intero, nell’interesse dei popoli dei nostri paesi, ovviamente, siamo interessati ad avviare questo processo di negoziazione il prima possibile”, ha affermato il portavoce di Putin, Dmitri Peskov, secondo la Tass. “La palla è nel campo degli americani, che hanno bloccato tutti i contratti. tutti i contatti sostanziali con il nostro Paese”, ha detto ancora Peskov secondo l’agenzia Interfax. Il portavoce del Cremlino ha però aggiunto che “nelle condizioni attuali (...) è necessario tenere conto di tutti i potenziali nucleari. Ed è impossibile, ad esempio, svolgere una conversazione senza tenere conto dei potenziali nucleari di Francia e Gran Bretagna”.
Ucraina, Cremlino a Trump: «Conflitto non dipende da prezzo petrolio»
“Questo conflitto sta avvenendo a causa della minaccia alla sicurezza nazionale della Federazione Russa, a causa della minaccia ai russi che vivono nei territori occupati, e a causa della riluttanza e del rifiuto totale degli americani e degli europei di ascoltare le preoccupazioni della Russia. E non ha nulla a che fare con il prezzo del petrolio”. Lo ha detto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, commentando l’affermazione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, secondo cui un calo del prezzo del petrolio potrebbe porre fine al conflitto in Ucraina. Lo riporta l’agenzia Tass.
Cremlino: «Putin pronto a parlare con Trump, attende segnali»
Il presidente russo Vladimir Putin sarebbe “pronto a parlare con Trump” e in attesa di “segnali” in questo senso da Washington. Ad affermarlo è il Cremlino.
Trump, oggi primo viaggio da presidente Usa: atteso in California
Donald Trump ha in programma oggi il suo primo viaggio come 47esimo presidente degli Stati Uniti: è atteso in North Carolina e in California, una “roccaforte” democratica, due stati colpiti da calamità naturali che sono diventati oggetto di contesa politica.
La parte più attesa di questo viaggio, che dovrebbe poi portarlo in Nevada (ovest), si svolgerà nel grande stato occidentale il cui governatore democratico Gavin Newsom vuole guidare la “resistenza” contro il presidente repubblicano, che a sua volta ha minacciato di tagliare gli aiuti federali per combattere gli incendi a Los Angeles.
La North Carolina è stata colpita a ottobre, nel pieno della campagna elettorale presidenziale, dall’uragano Helene, che ha provocato 104 morti. Il magnate 78enne era stato un acceso critico della gestione della crisi da parte del presidente Joe Biden e della vice presidente Kamala Harris, sua rivale democratica sconfitta alle elezioni.Trump ha affermato, senza però circostanziare le sue accuse, che alcune zone dello stato non hanno ricevuto i soccorsi perché votano prevalentemente repubblicano. Nel mirino del presidente c’era in particolare la Fema, agenzia federale che interviene in caso di calamità naturali. Questo organismo “sarà presto oggetto di una grande discussione, perché preferirei che gli stati si occupassero dei propri problemi”, ha affermato il presidente americano in una recente intervista al canale Fox News.
Nella stessa intervista ha anche ripetuto le sue minacce alle autorità della California: “Non credo che dovremmo dare nulla alla California finché non lasceranno che l’acqua scorra dal nord allo stato ”meridionale” per combattere gli incendi a Los Angeles. Trump ha ripetutamente affermato che la California sta esaurendo le sue risorse idriche a causa delle politiche ambientaliste democratiche che vorrebbero deviare l’acqua piovana per proteggere “pesci inutili”, affermazioni contestate dagli esperti.
Casa Bianca: arrestati 528 migranti illegali
Gli Stati Uniti hanno arrestato 538 migranti illegali e ne hanno espulsi centinaia nel corso di un’operazione di massa effettuata pochi giorni dopo l’inizio della presidenza di Donald Trump, ha annunciato la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt. “L’amministrazione Trump ha arrestato 538 immigrati criminali illegali”, ha detto in un messaggio pubblicato su X, aggiungendo che “centinaia” sono stati deportati su aerei militari.
«Hegseth pagò 50.000 dollari a donna che lo accusò abusi»
Pete Hegseth, nominato dal presidente americano Donald Trump alla guida del Pentagono, ha pagato 50.000 dollari alla donna che lo ha accusato di aggressione sessuale nell’ambito dell’accordo di riservatezza che le ha chiesto di firmare. Lo riporta Cnn, citando alcune fonti. L’accusa risale al 2017 durante una conferenza delle donne conservatrici. La polizia di Monterey, in California, ha confermato la denuncia ai danni di Hegseth, che avrebbe causato anche una contusione alla vittima. Lui ha negato seccamente le accuse in passato. Negli ultimi giorni sono emerse nuove rivelazioni contro Hegseth. L’ex cognata ha infatti rilasciato una dichiarazione giurata ai senatori nella quale ha affermato che la seconda moglie di Hegseth temeva per la sua sicurezza e una volta si nascose nell’armadio perché aveva paura di suo marito. Danielle Hegseth - che è stata sposata con il fratello dell’ex anchor di Fox per otto anni - ha raccontato che Pete Hegseth ha fatto regolarmente abuso di alcol davanti alla sua famiglia e affermato che le donne non dovrebbero avere il diritto di voto.
«Lo staff di Trump furioso con Musk per critiche a progetto Ia»
Gli alleati e lo staff di Donald Trump sono “furiosi” nei confronti di Elon Musk per aver pubblicamente criticato Stargate, il progetto per l’intelligenza artificiale che prevede investimenti fino a 500 miliardi di dollari. “Ha chiaramente abusato della sua vicinanza al presidente” americano, ha detto un alleato di Trump. Musk ha attaccato il progetto perché le società coinvolte - Softbank, Oracle e OpenAi - non hanno i fondi necessari per finanziarlo. Trump ha cercato di smorzare le polemiche spiegando che fra i tre firmatari dell’intesa c’è una persona che a “Elon non piace, che odia”. Il riferimento è al numero 1 di OpenAi, Sam Altman, con il quale Musk ha una disputa che va avanti da tempo. Il miliardario ha fatto causa a OpenAi chiedendo alla giustizia di bloccare la sua decisione di convertirsi in una società a scopo di lucro. Un’azione legale che è stato l’ultimo sviluppo di una faida commerciale tra OpenAi e Musk, che ha co-fondato il gruppo nel 2015, abbandonandolo poi nel 2018.
Trump, «vado d’accordo con Kim, lo contatterò»
“Vado d’accordo” con il leader nordcoreano Kim Jong-un e “lo contatterò”. Lo ha detto il presidente americano Donald Trump, in un’intervista a Fox. Durante la campagna presidenziale, Trump aveva affermato che Kim Jong-un avrebbe voluto vederlo tornare alla Casa Bianca e che si intendeva bene con lui. Kim “mi dice tutto. Mi ha detto tutto”, si era vantato con il giornalista americano Bob Woodward nel 2020.
“Kim Jong-un è un tipo intelligente”, ha assicurato il presidente americano. Primo capo di stato statunitense in carica a incontrare un membro della dinastia Kim, Trump aveva una nota relazione “epistolare” con Kim Jong-un. I due si sono incontrati per la prima volta in uno storico summit nel giugno 2018 a Singapore, la seconda ad Hanoi nel febbraio 2019 - un fiasco - e l’ultima volta al confine tra le due Coree a giugno 2019. Gli Stati Uniti e Pyongyang hanno tenuto i loro ultimi colloqui sulla denuclearizzazione a Stoccolma nell’ottobre 2019, ma senza reali progressi.
Trump, «preferirei non dover imporre i dazi alla Cina»
“Abbiamo un grande potere sulla Cina e sono i dazi. Non li vogliono. Preferirei non doverli usare ma sono un potere forte”. Lo ha detto il presidente americano Donald Trump, in un’intervista a Fox. Trump ha utilizzato i dazi come una minaccia frequente contro amici e avversari, e per gli Stati Uniti ha promesso che ulteriori entrate da essi derivanti avrebbero aiutato a finanziare le sue priorità interne. Il leader americano ha minacciato, nel suo secondo giorno in carica, di imporre dazi del 10% alla Cina già dal 1° febbraio per aver consentito al fentanil di “riversarsi” in America.
I mercati hanno considerato un segnale positivo il fatto che Trump si sia fermato prima di imporre dazi alla Cina nei suoi primi giorni in carica, e le sue recenti minacce sono state più deboli di quelle fatte lo scorso anno.
Gli ultimi commenti di Trump sono arrivati in una conversazione di ampio respiro che ha toccato anche altre sfide globali immediate che dovrà affrontare nella sua prima settimana in carica. Il presidente degli Stati Uniti ha minacciato di imporre “massicce” sanzioni finanziarie aggiuntive alla Russia se non si fosse presentata al tavolo dei negoziati per porre fine alla guerra in Ucraina, ha definito la leadership iraniana “fanatici religiosi” e ha detto che intende anche raggiungere la Corea del Nord. leader Kim Jong Un.
Cina e Usa possono risolvere le loro differenze facendo leva “sul dialogo e sulle consultazioni”. E’ quanto ha detto la portavoce del ministero degli Esteri di Pechino Mao Ning, in merito ai segnali di apertura del presidente americano Donald Trump sul corposo dossier dei dazi. “La Cina non ha mai ricercato deliberatamente un surplus commerciale con gli Stati Uniti”, ha aggiunto Mao nel briefing quotidianoPer approfondire/ Dazi Usa, così Trump frena sulla guerra commerciale con la Cina







