Trump scatena duri dazi contro tutti: alla Ue il 20%, alla Cina il 34%, il 25% sulle auto
Wall Street in picchiata nel dopo mercato in attesa di riaprire oggi in un clima di alta tensione. Sono 60 i Paesi con dazi addizionali rispetto al 10% uguale per tutti. Le tariffe minime al via dal 5 aprile, le altre dal 9. Settore auto e acciaio, già colpiti, tra gli esentati dai nuovi dazi
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«È il giorno della liberazione»: Donald Trump ha esordito senza mezzi termini, mantenendo la minacciosa promessa di sollevare il sipario su aggressivi dazi verso tutti i partner degli Stati Uniti, rivali e alleati. La formula, più drastica di quanto atteso da molti operatori, prescrive il 10% minimo su pressoché tutto l’import negli Usa. E tariffe molto più elevate, doppie, triple e fino a sfiorare il 50%, per una sessantina di paesi considerati i più sleali nell’interscambio, una lista nera che va dall’Unione Europea al Giappone, dalla Corea del Sud alla Cina.
La mossa rappresenta un duro colpo ai rapporti economici internazionali, che potrebbe innescare escalation di guerre commerciali e che ha subito scosso Wall Street: nel dopo mercato e nella notte i future legati all’indice Dow Jones hanno mostrato perdite del 2,5%, quelli sull’S&P 500 del 3,6% e sul Nasdaq di quasi il 5 per cento. Citigroup ha definito la manovra molto superiore a quella attesa dagli operatori e dagli analisti, in grado a conti fatti di portare le tariffe medie effettive statunitensi oltre il 25% contro un previsto 10 per cento.
L’Unione Europa viene colpita da dazi del 20%, la Cina dal 34 per cento. I dazi base scatteranno dal 5 aprile, quelli maggiorati dal 9 aprile, calcolati secondo Washington in modo proporzionale e stando a Trump sarebbero circa la metà rispetto alle barriere tariffarie e non tariffarie applicate ai danni del made in Usa. Numerosi esperti e critici denunciano come soggettivi e infondati quei calcoli della Casa Bianca.
«Il nostro paese è stato saccheggiato e violato» ha intonato il Presidente Usa. «Tutto questo non accadrà più» ha promesso del Rose Garden della Casa Bianca davanti si suoi ministri e una platea di circa 150 invitati tra i quali lavoratori dell’auto. «Quella di oggi è una vera e propria dichiarazione di indipendenza economica» ha detto.
Trump ha anche annunciato che dalla mezzanotte del 2 aprile scatteranno dazi del 25% delle auto prodotte all’estero. Esentati dai nuovi dazi reciproci solo Canada e Messico, già soggetti ad annunciate tariffe del 25% per gli sforzi secondo la Casa Bianca inadeguati dei due paesi contro fentanyl e migranti. Da quei dazi sono finora risparmiati beni coperti dal trattato di libero scambio nordamericano.








