La guerra in Europa

La Germania spedisce missili Patriot all’Ucraina. Trump: «Non sono contento di Putin». Ue senza accordo su nuove sanzioni

Le forze russe hanno attaccato l’Ucraina la notte scorsa con un missile balistico Iskander-M e oltre 400 droni di vario tipo. La Polonia ha venduto armi all’Ucraina

Un edificio danneggiato dai droni a  Orikhiv, regione di Zaporizhzhia

4' di lettura

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I missili Patriot per l’Ucraina sono stati già spediti dalla Germania. Lo afferma il presidente americano Donald Trump, secondo quanto riportato dall’agenzia Bloomberg. Trump ha anche detto di non aver parlato con il suo omologo russo Vladimir Putin da quando ha annunciato dazi secondari a Mosca se non ci sarà un accordo entro 50 giorni sull’Ucraina.

Il Cremlino, da parte sua, chiede agli Usa di fare “pressione” sull’Ucraina perché accetti di continuare i negoziati con la Russia. Lo ha detto il portavoce Dmitry Peskov, commentando le dichiarazioni in cui il presidente Trump si è detto deluso da Vladimir Putin. “Molte dichiarazioni sono state fatte, molte parole sulla delusione - ha affermato Peskov, citato dalla Tass - ma noi vogliamo sperare che in parallelo venga esercitata pressione sulla parte ucraina, perché adesso sembra che Kiev interpreti ogni parola di sostegno non come un segnale per la pace, ma un segnale per la continuazione della guerra”.

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Non si è fatta attendere la replica: «L’Ucraina è pronta per i colloqui di pace in qualsiasi momento», ha ribadito il ministro degli Esteri ucraino, Andrii Sybiha.

“Il presidente è un ottimista ma anche un realista, è un uomo paziente ma non a spese della sua visione”: così la portavoce del dipartimento di Stato Usa Tammy Bruce ha risposto alla domanda se Mosca abbia lanciato segnali per una soluzione diplomatica del conflitto con Kiev. Bruce ha ribadito che Trump “non è contento” di Putin e che la sua decisione di fornire armi all’Ucraina ne è una conferma.

I Paesi dell’Unione Europra non hanno raggiunto un accordo sul 18mo pacchetto di sanzioni alla Russia per la persistente opposizione della Slovacchia: è quanto riporta l’agenzia di stampa Reuters citando fonti diplomatiche europee.

Oltre alla Slovacchia, che ha opposto il veto alla decisione, anche Malta ha criticato il nuovo pacchetto di sanzioni.

Sette persone sono rimaste ferite negli attacchi di droni russi che questa notte hanno colpito la regione ucraina di Vinnytsia, rendono noto le autorità locali citate dai media di Kiev. Precedentemente erano stati registrati nelle stesse ore tre feriti nel Kharkiv e uno nel Dnipropetrovsk. Esplosioni sono state segnalate anche nelle oblast di Kiev e di Odessa.

Nel complesso, le forze russe hanno attaccato l’Ucraina la notte scorsa con un missile balistico Iskander-M e oltre 400 droni di vario tipo, inclusi i kamikaze Shahed: lo ha reso noto su Telegram l’Aeronautica militare di Kiev, sottolineando che gli obiettivi principali erano Kryvyj Rih, Kharkiv e Vinnytsia. Secondo i dati preliminari, le difese aeree ucraine hanno intercettato il missile balistico, hanno abbattuto 198 droni kamikaze - nel nord, sud, est e centro del Paese - ed hanno neutralizzato oltre 145 droni-esca con sistemi di guerra elettronica.

L’Osce intanto denuncia. “L’intensificarsi degli attacchi alle città ucraine da parte della Federazione Russa continua a provocare un forte aumento delle vittime civili, mentre persiste la tortura sistematica di civili e prigionieri di guerra ucraini e un numero crescente di ucraini è perseguito dalle autorità russe con accuse inventate”. Lo denuncia l’Ufficio per le istituzioni democratiche e i diritti umani (Odihr) dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce).

“La raffica di attacchi in corso contro civili e infrastrutture civili in Ucraina sta infliggendo sofferenze umane indicibili ed è in chiara violazione del diritto internazionale. Deploriamo questa evoluzione e ribadiamo l’obbligo fondamentale di tutte le parti in conflitto di rispettare le norme e i principi internazionali umanitari e dei diritti umani”, ha dichiarato la direttrice dell’Odihr, Maria Telalian. I dati sulle violazioni del diritto internazionale forniti dall’ufficio dell’Osce si basano sulle testimonianze di 90 testimoni e sopravvissuti, nonché sul monitoraggio e sulle informazioni open source presentate dalla Russia, dall’Ucraina e dalla società civile.

Secondo il rapporto, negli ultimi sei mesi la Russia ha continuato a utilizzare armi esplosive in aree densamente popolate. Le vittime civili accertate nelle aree controllate dal governo dell’Ucraina durante questo periodo sono state superiori di oltre il 50% rispetto allo stesso periodo del 2024. Sebbene la portata e l’intensità differiscano, il rapporto rileva anche che le forze ucraine hanno effettuato attacchi in aree densamente popolate dell’Ucraina occupate dai russi.

Il rapporto evidenzia inoltre un aumento significativo dei processi inventati contro civili ucraini e prigionieri di guerra da parte delle autorità russe, delle detenzioni arbitrarie e sparizioni forzate perpetrate dalle autorità russe contro civili ucraini. Documenta inoltre il continuo uso diffuso e sistematico della tortura da parte delle autorità russe nei confronti di detenuti ucraini, sia civili sia prigionieri di guerra. Inoltre, l’Odihr ha registrato una serie di testimonianze di violenze sessuali legate ai conflitti perpetrate contro donne e uomini. L’ufficio dell’Osce invita tutte le parti coinvolte ad agire nel pieno rispetto del diritto internazionale umanitario e dei diritti umani, che comprendono il divieto assoluto della tortura, l’obbligo di proteggere i civili e l’obbligo di assicurare garanzie di un processo equo.

La Polonia ha venduto 295 veicoli corazzati da combattimento e 96 obici semoventi all’Ucraina nel 2024, secondo quanto riportato dal sito web di notizie Defence24, citando i dati iniziali presentati al registro delle Nazioni Unite. Secondo i dati polacchi, l’alleato della Nato ha esportato lo scorso anno in Ucraina 18 obici Krab da 155 mm, 78 obici 2S1 Gvozdika da 122 mm e 10 cannoni anticarro D-44M da 85 mm

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