Medio Oriente

Israele minaccia la «guerra» se sabato gli ostaggi non saranno liberi. La Russia libera un americano recluso

Il presidente americano parla di dazi, Hamas, Ucraina in un’intervista con Fox news

 Beit Lahia, nord di Gaza, distrutta dai raid israeliani (Photo by BASHAR TALEB / AFP)
  • Putin scarcera un insegnante americano dopo 4 anni

    La Russia ha rilasciato martedì l’insegnante americano Marc Fogel, in seguito a una visita non annunciata a Mosca dell’inviato speciale degli Stati Uniti Steve Witkoff, ha affermato la Casa Bianca.

    Il rilascio del 63enne Fogel, detenuto in Russia dall’agosto 2021, avviene mentre il presidente degli Stati Uniti Donald Trump cerca di migliorare le relazioni con Mosca come parte di uno sforzo per garantire la fine della guerra in Ucraina.

    “Il presidente Trump, Steve Witkoff e i consiglieri del presidente hanno negoziato uno scambio che funge da dimostrazione di buona fede da parte dei russi e un segnale che ci stiamo muovendo nella giusta direzione per porre fine alla brutale e terribile guerra in Ucraina”, ha affermato il consigliere per la sicurezza nazionale della Casa Bianca Mike Waltz.

    La Casa Bianca non ha detto cosa gli Stati Uniti potrebbero aver offerto in cambio del rilascio di Fogel, circostanza che l’avvocato russo di Fogel, Dmitry Ovsyannikov, ha confermato all’agenzia di stampa statale RIA senza fornire dettagli.

  • Il re di Giordania: «Trump può portarci al traguardo, ma no a sfollati in Cisgiordania»

    L’Egitto prepara un piano di cooperazione con Donald Trump: lo ha detto il re di Giordania nello studio Ovale con il presidente americano. “Credo veramente che, con tutte le sfide che abbiamo in Medio Oriente, finalmente vedo qualcuno che può portarci al traguardo e portare stabilità, pace e prosperità a tutti noi nella regione. E credo che sia nostra responsabilità collettiva in Medio Oriente continuare a lavorare con lei, sostenendola nel raggiungimento di questi obiettivi di prosperità”, ha detto il re Abd Allah II.

    “Non c’è niente da comprare. La prenderemo, la terremo, la custodiremo gelosamente”, ha detto Donald Trump, nello studio Ovale col re di Giordania, rispondendo ad una domanda sulla sua intenzione di “comprare Gaza” e aggiungendo di poterla prendere “in base all’autorità Usa”. “Alla fine ci riusciremo e creeremo molti posti di lavoro per la popolazione del Medio Oriente. Sarà per la popolazione del Medio Oriente. Ma penso che potrebbe essere un diamante”, ha aggiunto.

    Il re ha però frenato sullo sfollamento dei palestinesi a Gaza e nella Cisgiordania occupata. Abd Allah ha spiegato che “questa è una posizione araba comune. Ricostruire Gaza senza sfollare i palestinesi e affrontare la terribile situazione umanitaria dovrebbe essere una priorità”.

    A fine giornata, Trump ha dichiarato di aver avuto un “Ottimo incontro” con Re Abd Allah.

  • Libero Marc Fogel, americano detenuto in Russia

    L’inviato speciale di Trump per la Russia e l’Ucraina “sta lasciando lo spazio aereo russo insieme a Marc Fogel, un americano che era detenuto in Russia”. Lo rende noto la Casa Bianca. “Stasera Fogel sarà sul territorio americano e riunito alla sua famiglia grazie alla leadership di Trump”, prosegue la nota.

  • Hamas: non daremo ostaggi se Israele non rispetta accordi

    Hamas ha affermato che non rilascerà gli ostaggi se Israele non rispetta le condizioni dell’accordo di Gaza. Lo riporta Al Arabiya rilanciato dall’agenzia russa Tass.

    Il ministro delle Finanze di estrema destra di Israele Bezalel Smotrich ha chiesto al premier israeliano di “aprire le porte dell’inferno” ad Hamas se il gruppo palestinese non libererà tutti gli ostaggi entro sabato. In una dichiarazione, Smotrich ha esortato il premier Benyamin Netanyahu a “informare Hamas in modo inequivocabile: o tutti gli ostaggi vengono rilasciati entro sabato, niente più fasi, niente più giochi, o apriamo loro le porte dell’inferno”.

  • Trump: appezzamenti di terra in Giordania per i Palestinesi

    Il presidente americano Trump pensa che ci possanno essere degli appezzamenti di terra in Giordania dove i Palestinesi sfollati da Gaza possano vivere. I territori di Gaza, che il presidente vorrebbe riqualificare in destinazione turistica, andrebbero sotto l’autorità americana, una volta ricostruiti.

  • Netanyahu: se Hamas non libera ostaggi sabato sarà guerra

    Il premier israeliano Benyamin Netanyahu ha detto che la decisione presa all’unanimità dal governo è che “se Hamas non restituisce gli ostaggi entro sabato a mezzogiorno”, senza specificare il numero, “il cessate il fuoco verrà interrotto e le Idf torneranno a combattere intensamente finché Hamas non sarà definitivamente sconfitto”. Netanyahu ha anche detto che “alla luce dell’annuncio di Hamas della sua decisione di violare l’accordo e di non rilasciare i nostri ostaggi, ieri sera ho ordinato alle Idf di radunare le forze dentro e intorno alla Striscia di Gaza”.

  • Trump: il segretario al Tesoro Usa andrà in Ucraina

    Il segretario al Tesoro Usa Scott Bessent andrà in Ucraina: lo ha annunciato Donald Trump.

  • Ue-Usa: Kallas a incontro con Vance, focus su Ucraina, difesa e Cina

    “Buon incontro con il vicepresidente degli Stati Uniti, JD Vance. Insieme alla presidente Ursula von der Leyen, abbiamo discusso di come lavorare su questioni chiave: la guerra della Russia contro l’Ucraina, il rafforzamento della difesa europea e le azioni della Cina. Mentre i nostri avversari stanno coordinando le loro azioni, dobbiamo fare lo stesso”. Lo scrive su X l’Alta rappresentante Ue per la Politica estera, Kaja Kallas.

    U.S. Vice President JD Vance attends a bilateral meeting with European Commission President Ursula von der Leyen and EU High Representative for Foreign Affairs and Security Policy Kaja Kallas at the residence of the U.S. Ambassador in Paris, France, February 11, 2025. REUTERS/Leah Millis

  • Fonti: Netanyahu ordina di rafforzare truppe intorno a Gaza

    Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha ordinato all’esercito di rafforzare le truppe dentro e intorno alla Striscia di Gaza dopo che Hamas ha minacciato di annullare il rilascio programmato di ostaggi previsto per sabato. Lo ha dichiarato un funzionario israeliano, aggiungendo che Netanyahu ha anche ordinato ai responsabili della sicurezza “di prepararsi a ogni scenario nel caso in cui Hamas non rilasci i nostri ostaggi questo sabato”. I piani di preparazione arrivano dopo che il premier ha riunito il Gabinetto di sicurezza israeliano per discutere la risposta di Israele al rinvio del rilascio degli ostaggi da parte di Hamas. Il funzionario israeliano non ha chiarito se l’ordine di Netanyahu si riferisse a tutti gli ostaggi o solo ai tre il cui rilascio era previsto per sabato.

  • Media: Israele rispetterà tregua se sabato rilasciati 3 ostaggi

    Israele continuerà ad aderire all’accordo per il rilascio degli ostaggi e al cessate il fuoco se Hamas sabato rilascerà il sesto gruppo di ostaggi, in conformità con i termini dell’accordo. Lo riporta l’emittente Channel 12.

  • Media: Netanyahu ha parlato con Kushner del piano Trump per Gaza

    Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha incontrato il genero di Donald Trump, Jared Kushner, durante la sua visita a Washington la scorsa settimana. Lo riferisce Axios, citando fonti secondo cui i due hanno discusso di diverse questioni, tra cui il discusso piano del presidente Usa per la presa della Striscia di Gaza.

    Kushner, che è sposato con Ivanka, la figlia di Trump, sarebbe tra gli ispiratori del piano per Gaza ed è stato coinvolto nella stesura dell’annuncio sulla questione, che il presidente ha fatto insieme a Netanyahu durante una conferenza stampa alla Casa Bianca. Kushner aveva lasciato intendere il piano, che prevede lo svuotamento della Striscia dai suoi abitanti e la sua trasformazione nella “Riviera del Medioriente”, in un discorso pronunciato l’anno scorso.

    “La proprietà sul lungomare di Gaza potrebbe avere un grande valore, se le persone si concentrassero sulla costruzione di mezzi di sussistenza”, aveva detto Kushner durante un evento a Harvard. “Dal punto di vista di Israele, farei del mio meglio per spostare le persone altrove e poi ripulire l’area”, aveva aggiunto.

  • Wsj, abusi nelle carceri russe: «Nessuna pietà per ucraini»

    “Siate crudeli, non abbiate pietà” dei prigionieri ucraini. E’ il messaggio che circola da quasi tre anni nelle carceri russe e che non lascia adito a dubbi sul trattamento riservato ai soldati dell’Ucraina catturati sul campo di battaglia. Secondo le ricostruzioni del Wall Street Journal, alle guardie carcerarie è stato spiegato che per i prigionieri ucraini le regole normali non si applicano, non ci sono restrizioni alla violenza e le body camera, obbligatorie nelle carceri russe, sono vietate.

    Queste indicazioni hanno aperto la porta un trattamento duro con scosse elettriche sui genitali dei prigionieri fino all’esaurimento delle batterie, botte con vari strumenti per sperimentare quale materiale fosse il più doloroso e il rifiuto di offrire cure mediche così da favorire la cancrena e costringere alle amputazione. Le informazioni del Wall Street Journal sono state raccolte da tre ex funzionari carcerari che hanno testimoniato alla Corte Penale Internazionale e che ora sono in un programma di protezione dei testimoni.

  • Haaretz: «Inviato di Trump a Mosca per discutere di ostaggio russo-israeliano»

    L’inviato del presidente americano Donald Trump per il Medio Oriente, Steve Witkoff, è stato oggi in visita a Mosca, in Russia, dove ha discusso del rilascio dell’ostaggio russo-israeliano, Sasha Troufanov, detenuto da Hamas. Lo ha detto ad Haaretz una fonte al corrente del viaggio, aggiungendo che Witkoff dovrebbe arrivare questa sera in Israele.

  • Onu: «Per ricostruire Gaza servono più di 53 miliardi»

    Per la ricostruzione di Gaza ci vorranno più di 53 miliardi di dollari. A fare i conti è l’Onu.

  • Media: «Netanyahu ha incontrato negli Usa ideatore piano Trump per Gaza»

    Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha incontrato l’ex consigliere senior della Casa Bianca Jared Kushner, considerato l’ideatore del piano di Trump per Gaza, durante la sua visita a Washington la scorsa settimana. Lo rivela Axios, citando alti funzionari a conoscenza dell’incontro, secondo cui i due hanno discusso di una serie di questioni, tra cui il controverso piano del presidente degli Stati Uniti Donald Trump per il controllo della Striscia di Gaza. Kushner, marito della figlia di Trump, Ivanka, sarebbe stato una forza trainante del piano di Trump e avrebbe preso parte alla stesura dell’annuncio sulla questione, fatto dal presidente insieme a Netanyahu durante una conferenza stampa alla Casa Bianca. Come è noto, il piano prevede lo svuotamento della Striscia dai suoi residenti e la sua trasformazione nella “Riviera del Medio Oriente”.

  • Mosca: «Lavoriamo con Kiev a corridorio umanitario nel Kursk»

    La commissaria per i diritti umani del governo russo, Tatiana Moskalkova, sostiene che Mosca stia “lavorando con l’Ucraina” e “assieme al Comitato internazionale della Croce Rossa” alla possibile apertura di un corridoio umanitario per gli abitanti della regione russa di Kursk che si trovano nella zona sotto il controllo delle forze ucraine. Lo riporta l’agenzia Interfax. “Stiamo lavorando a stretto contatto con l’Ucraina su questo tema, insieme al Comitato internazionale della Croce Rossa. C’è speranza per un risultato positivo”, ha detto Moskalkova secondo Interfax.

  • Zelensky, a eventuale tavolo offriremo scambio territori

    Se Trump riuscirà a portare Ucraina e Russia al tavolo delle trattative, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha detto che ha intenzione di offrire alla Russia uno scambio territoriale diretto, rinunciando ai territori che Kiev detiene nella regione russa di Kursk da quando è stata lanciata un’offensiva a sorpresa sei mesi fa. “Scambieremo un territorio con un altro”, ha detto in un’intervista al Guardian, aggiungendo di non sapere quale parte del territorio occupato dalla Russia l’Ucraina avrebbe chiesto in cambio. “Non lo so, vedremo. Ma tutti i nostri territori sono importanti, non c’è una priorità”, ha detto.

  • Governo Gb pronto al dialogo con gli Usa sui dazi

    Il governo laburista britannico di Keir Starmer è pronto a dialogare “sui dettagli” e “interagire” con l’amministrazione Usa di Donald Trump per risolvere il nodo del rinnovo dei dazi americani su acciaio e alluminio che coinvolgono anche il Regno Unito e minacciano di aggravare la crisi dell’industria siderurgica dell’isola. Lo ha detto nel briefing di giornata un portavoce di Downing Street, incalzato dai giornalisti. Il portavoce non ha quindi evocato per ora ritorsioni, ipotesi già esclusa dai media, confermando al momento una linea autonoma e più morbida rispetto all’Ue. Pressato dalle domande dei media, il portavoce del premier Starmer ha glissato rispetto a possibili polemiche aperte, rifiutandosi di dire se il governo britannico ritenga sbagliati i dazi imposti da Trump. Non ha inoltre commentato le parole dei vertici di UK Steel, sigla di riferimento dell’industria dell’acciaio d’oltre Manica, secondo cui qualunque dazio americano rischia di rappresentare “un colpo devastante” per il settore. “Noi - si è limitata a dire la fonte di Downing Street - assumeremo un atteggiamento ponderato sulla questione. Dialogheremo nel dettaglio con gli Usa, ma è chiaro che il governo lavora sempre nell’interesse nazionale (britannico) e in questo dossier non agisce in modo differente”.

    Circa una settimana fa il presidente Trump ha fatto un distinguo tra Regno Unito e resto dell’Europa. Ha infatti affermato che la situazione con Londra “può essere risolta”, aggiungendo che con il primo ministro Keir Starmer stanno “andando molto d’accordo”. Ha affermato che l’Ue, tuttavia, è “decisamente fuori strada”. Nell’era Biden, nel 2022, gli Stati Uniti avevano annunciato un accordo con il Regno Unito per porre fine ai dazi sulle importazioni di acciaio e alluminio britannici, imposti nel 2018 dall’allora presidente Donald Trump, e alle ritorsioni britanniche sui prodotti statunitensi.

    Britain's King Charles and Prime Minister Keir Starmer visit Newquay Orchard on February 10, 2025 in Newquay, Britain. Leon Neal/Pool via REUTERS

  • Teheran, graziate le giornaliste Hamedi e Mohammadi

    - Le due giornaliste Niloufar Hamedi e Elaheh Mohammadi sono state graziate dal leader Ali Khamenei. Lo riferisce martedì un rapporto dell’IRNA. Sono state arrestate durante le proteste del 2022, per aver pubblicato rapporti e foto sulla morte di Mahsa Amini sotto custodia di polizia. Da quel momento si trovavano nel carcere di Evin, nel nord di Teheran. Secondo quanto riportato Hamedi e Mohammadi avrebbero espresso “rammarico” per il loro “comportamento passato” e si sarebbero impegnate “a non commettere più alcun comportamento illegale”.

  • Il Papa a vescovi Usa: deportare le persone lede dignità

    Il Papa, in una lettera ai vescovi Usa, critica duramente la politica migratoria di Donald Trump: “Deportare persone che in molti casi hanno lasciato la propria terra per motivi di estrema povertà, insicurezza, sfruttamento, persecuzione o grave deterioramento dell’ambiente, lede la dignità di molti uomini e donne, e di intere famiglie”. “Ho seguito da vicino la grande crisi che si sta verificando negli Stati Uniti”, “la coscienza rettamente formata non può non esprimere un giudizio critico e il proprio disaccordo”, le parole del Papa che conclude: “Esorto tutti i fedeli della Chiesa cattolica e tutti gli uomini e le donne di buona volontà a non cedere a narrazioni che discriminano e causano inutili sofferenze ai nostri fratelli e sorelle migranti e rifugiati”.

  • Trudeau, da Canada risposta ferma e chiara a dazi di Trump

    Il premier canadese Justin Trudeau ha dichiarato che il suo Paese “si opporrà” a qualsiasi dazio statunitense sull’acciaio annunciato dal presidente Donald Trump. Tali tariffe sarebbero “del tutto ingiustificate” e “i canadesi si opporranno con forza e fermezza, se necessario”, ha dichiarato Trudeau durante la conferenza sull’intelligenza artificiale (Ia) a Parigi.

    Il primo ministro canadese Justin Trudeau. (AP Photo/Thomas Padilla) Associated Press/LaPresse

  • Ue, contatti tra Stati europei su risposta a dazi Usa

    “Il commercio è una competenza esclusiva dell’Ue. Gli Stati membri non possono negoziare da soli. Ovviamente siamo in contatto con i nostri Stati membri. Siamo stati in contatto costante con i nostri Stati membri in tutte le fasi”. “Ci sarà una call organizzata per gli Stati membri organizzata dalla presidenza polacca, abbiamo capito che avrà luogo domani”. Lo ha detto il portavoce della Commissione europea Olof Gill interpellato nell’incontro quotidiano con la stampa sull’esistenza di contatti tra la Commissione e i 27 Stati membri dell’Ue rispetto alla risposta europea ai dazi Usa.

  • Sanchez: se inizia una guerra commerciale, appoggeremo l’Ue

    “Una guerra commerciale non gioverebbe a nessuno ma se altri la iniziano, il governo spagnolo appoggerà l’Ue”, “appoggeremo gli interessi europei che sono gli interessi degli spagnoli”, “questo è ciò che farà il governo, bisogna chiedersi cosa farà la coalizione dell’ultradestra e del neoliberismo”. Lo ha detto il premier spagnolo Pedro Sanchez nel corso di una riunione di deputati e senatori del suo partito, il Psoe, dopo che il presidente Usa Donald Trump ha imposto dazi del 25% sulle importazioni di acciaio e alluminio dall’estero.

    Nel corso del suo intervento, Sanchez ha sottolineato “l’impegno della Spagna con l’ordine multilaterale che rispetta il diritto internazionale e che lavora per la pace”. “E’ un impegno che oggi è più necessario che mai”, ha detto il leader socialista, affermando che “alcuni vogliono smantellare il commercio globale, smantellare il sistema multilaterale” e “imporre un sistema basato sulla bellicosità e sulla legge del più forte” e iniziare una “guerra commerciale in cui vincono solo in pochi mentre la classe media e lavoratrice perde sempre”. “Non accetteremo questo, lavoreremo per l’ordine multilaterale”, ha rimarcato il premier.

    Il primo minstro spagnolo Pedro Sanchez. EPA/JAVIER LIZON

  • Cpi contro sanzioni Trump, «mondo si unisca per giustizia»

    “La Corte penale internazionale deplora la decisione dell’amministrazione statunitense di imporre sanzioni al procuratore capo Karim Khan. La Corte si impegna a continuare a svolgere il suo mandato nell’interesse di milioni di vittime innocenti di atrocità”. Lo riferisce la stessa Cpi su X, invitando “i suoi 125 Stati parti, la società civile e tutte le nazioni del mondo a unirsi per la giustizia internazionale”.La Corte penale internazionale, l’Onu e 79 Paesi ( non c’è l’Italia) hanno già attaccato Trump per le sanzioni decise contro la stessa Corte relative alle incriminazioni dei leader di Israele e Hamas per la guerra in Medio Oriente. I 79 Paesi membri dell’Onu che in una dichiarazione congiunta hanno preso le distanze dalla decisione degli Stati Uniti di sanzionare tutti i membri della Corte dopo il mandato di arresto nei confronti di Benjamin Netanyahu avvisando che c’è il rischio di «impunità». Hanno firmato tutti i big europei – comprese Germania, Francia, Spagna e Regno Unito – ma l’Italia non ha sottoscritto la lettera decidendo di non disapprovare formalmente l’ordine esecutivo del presidente degli Stati Uniti che prevede il congelamento dei beni dei giudici e la possibilità di negare visti d’ingresso, anche ai familiari. Anche la presidente dell’Unione europea ha preso posizione in sostegno della Corte de l’Aja. Tra i maggiori Paesi firmatari fuori dall’Ue Canada, Brasile, Sudafrica, Nigeria.

  • Domani riunione dei ministri del Commercio Ue su dazi Usa

    Domani pomeriggio, a quanto si apprende da fonti europee, i ministri Ue con delega al Commercio sono stati convocati dalla presidenza polacca in una riunione straordinaria in videocall sul dossier dei dazi messi in atto dall’amministrazione Trump su acciaio e alluminio e, più in generale, sulle relazioni commerciali. “Le tariffe ingiustificate contro l’Ue non rimarranno senza risposta: scateneranno contromisure ferme e proporzionate”. Sono le parole della presidente della Commisione Ue Ursula von der Leyen. “L’Ue agirà per salvaguardare i propri interessi economici. Proteggeremo i nostri lavoratori, le nostre aziende e i nostri consumatori”. Nell’ordine esecutivo firmato dal presidente Trump si legge che i dazi del 25% annunciati ieri da Trump sulle importazioni di acciaio e alluminio saranno in vigore dal 12 marzo prossimo. “Se gli Stati Uniti non ci lasciano altra scelta, l’Europa reagirà unita e determinata. Abbiamo la forza per farlo”, ha detto il cancelliere tedesco, Olaf Scholz, durante il suo discorso al Bundestag, in riferimento ai dazi annunciati da Trump. «Purtroppo, i dazi sono tornati durante la notte, il Presidente degli Stati Uniti ha firmato un ordine esecutivo che impone tariffe del 25% su tutte le importazioni di acciaio e alluminio negli Stati Uniti a partire dal 12 marzo, ha anche annunciato tariffe reciproche su altri prodotti in arrivo questa settimana. Ci rammarichiamo profondamente di queste decisioni e annunci» afferma il commissario Ue al Commercio, Maros Sefcovic, intervenendo alla plenaria del Parlameto europeo.

  • Cedu condanna Russia su leggi anti-dissenso a guerra a Kiev

    La Russia ha usato la scusa della difesa della sicurezza nazionale per soffocare il dissenso sulla guerra in Ucraina, violando i diritti del giornale Novaya Gazeta e dell’emittente Dozhd Tv oltre che di numerosi cittadini. Lo afferma la Corte europea dei diritti umani nella sentenza di condanna sul ricorso presentato dai media e 178 individui per le conseguenze subite dopo l’introduzione della legge nel marzo del 2022, in seguito all’invasione dell’Ucraina, che ha reso un reato “screditare le forze armate” o diffondere “fake news” sul loro operato.

  • Mosca, «parte significativa di Ucraina vuole essere russa»

    Una “parte significativa” dell’Ucraina vuole “essere russa”: lo ha affermato oggi il Cremlino dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha detto che l’Ucraina “un giorno potrebbe essere russa”. “Il fatto che una parte significativa dell’Ucraina voglia diventare Russia, e lo abbia già fatto, è un dato di fatto”, ha detto ai giornalisti il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, riferendosi all’annessione di quattro regioni ucraine da parte di Mosca nel 2022.

    Leggi anche Trump: «L’Ucraina potrebbe diventare russa». E poi: «Se Hamas non restituirà ostaggi, si scatenerà l’inferno»

  • Seul, Kim invia a Mosca 200 pezzi artiglieria lungo raggio

    La Corea del Nord ha spedito circa 200 pezzi di artiglieria a lungo raggio alla Russia ed è “probabile” si appresti a inviare più truppe e armi a supporto della guerra di Mosca contro l’Ucraina. Lo ha riferito il ministero della Difesa sudcoreano, in merito alle sue ultime valutazioni sulla collaborazione tra il leader Kim Jong-un e il capo del Cremlino Vladimir Putin, secondo la Yonhap. L’agenzia di spionaggio di Seul (Nis) ha stimato di recente che sui circa 11mila soldati inviati al fronte del Kursk da Pyongyang, circa 300 siano rimasti uccisi e circa 2.700 siano stati feriti.

  • Guterres, «Hamas proceda con prevista liberazione ostaggi»

    “Dobbiamo evitare a tutti i costi la ripresa delle ostilità a Gaza che porterebbe a un’immensa tragedia. Faccio appello ad Hamas affinché proceda con la prevista liberazione degli ostaggi”: lo scrive su X il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres. “Entrambe le parti devono rispettare pienamente gli impegni presi nell’accordo di cessate il fuoco e riprendere negoziati seri”, aggiunge.

    United Nations Secretary-General Antonio Guterres delivers a speech during the plenary session of the Artificial Intelligence (AI) Action Summit at the Grand Palais in Paris, France, February 11, 2025. REUTERS/Benoit Tessier

  • Hamas a Trump, «accordi vanno rispettati, minacce non servono»

    ’’Gli accordi vanno rispettati’’ e ’’le minacce non servono’’. Così il portavoce di Hamas, Sami Abu Zuhri, si è rivolto al presidente degli Stati Uniti Donald Trump. ’’Trump deve ricordare che c’è un accordo che deve essere rispettato da entrambe le parti e questo è l’unico modo per restituire i prigionieri. Il linguaggio delle minacce è inutile e complica solo le cose’’, ha dichiarato l’esponente di Hamas. Trump ha minacciato ’’l’inferno’’ per Hamas se non libererà gli ostaggi entro mezzogiorno di sabato e a chiesto a Israele di ritirarsi dall’accordo.

  • Gaza, tregua in bilico. Alta tensione Israele-Hamas sugli ostaggi

    La tensione a Gaza torna alle stelle perché il cessate il fuoco, che ha retto per tre settimane, rischia ora di saltare. La miccia è stata accesa da Hamas, che ha annunciato il rinvio del nuovo rilascio di ostaggi previsto per sabato accusando Israele di non aver rispettato pienamente gli accordi sottoscritti a metà gennaio. Immediata la condanna dello Stato ebraico, che ha denunciato una “violazione della tregua” da parte della fazione palestinese, mentre l’Idf ha ricevuto ordini di “prepararsi da ogni scenario” e Benyamin Netanyahu ha avviato consultazioni urgenti con l’establishment della Difesa. E’ appunto uno scenario di crisi, reso ancora più instabile dalle nuove dichiarazioni di Donald Trump sul futuro della Striscia: secondo il suo piano, è la novità annunciata dal presidente Usa, non è previsto il ritorno degli sfollati nell’enclave dopo la presa di possesso da parte degli Stati Uniti. Sabato prossimo, 15 febbraio, sarebbe dovuto scattare il sesto scambio di prigionieri tra Hamas e Israele, nell’ambito della prima fase della tregua, ma l’ala militare della fazione palestinese ha comunicato che tutto “è rinviato fino a nuovo avviso, in attesa che gli occupanti adempiano ai loro obblighi”.

    Guerra Israele-Hamas, le immagini del 11 febbraio

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  • Dazi Usa su acciaio e alluminio in vigore dal 12 marzo

    I dazi del 25% annunciati ieri dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump sulle importazioni di acciaio e alluminio saranno in vigore dal 12 marzo prossimo: è quanto emerge dall’ordine esecutivo firmato dal presidente. “Ho stabilito che le importazioni di articoli in acciaio da questi Paesi minacciano di compromettere la sicurezza nazionale e ho deciso che è necessario porre fine a questi accordi a partire dal 12 marzo 2025”, ha affermato Trump nell’ordine esecutivo. Il presidente ha emesso un ordine esecutivo separato relativo alle importazioni di alluminio.

  • Ucraina, ’restrizioni’ sull’elettricità dopo attacco russo

    “Restrizioni” all’approvvigionamento di elettricità sono state disposte dal governo di Kiev in seguito ad un attacco russo alle infrastrutture energetiche. “Il nemico ha lanciato un attacco contro gli impianti del gas e questa mattina il settore continua ad essere sotto attacco - ha scritto il ministro dell’Energia, German Galushchenko, sui social -. Per minimizzare le potenziali conseguenze per il sistema energetico, l’operatore del sistema di trasmissione sta applicando con urgenza restrizioni all’approvvigionamento energetico”.

  • Israele manda rinforzi alle sue truppe schierate a Gaza

    L’Idf ha annunciato in un messaggio su Telegram che “è stato deciso di rafforzare significativamente l’area (di Gaza) con forze aggiuntive per missioni difensive”. “In base alla valutazione della situazione, è stato deciso di aumentare il livello di prontezza e posticipare il congedo per i soldati combattenti e le unità operative nel Comando meridionale”, aggiunge la nota. “Il rinforzo alle truppe aumenterà la capacità di difesa nell’area e aumenterà l’allerta rispetto a vari scenari nella regione”.

  • Trump, valuto dazi su auto, farmaceutica e chip computer

    Firmando i dazi del 25% su acciaio e alluminio, Donald Trump ha anche segnalato che prendera’ in considerazione l’imposizione di tariffe aggiuntive su automobili, prodotti farmaceutici e chip per computer.

  • Trump, sarà un vero inferno se Hamas non libera ostaggi

    Donald Trump ha definito “terribile” la minaccia di Hamas di rinviare la liberazione degli ostaggi e ha promesso “un vero inferno” se non li rilascera’.

  • Trump evoca stop aiuti a Egitto-Giordania sui palestinesi

    Trump ha evocato uno stop agli aiuti all’Egitto e alla Giordania se non accoglieranno i palestinesi da Gaza. Oggi il presidente Trump incontra il re di Giordania Abdullah II alla casa Bianca. L’incontro avviene dopo che Trump ha illustrato il suo piano per Gaza e dopo che il presidente Usa ha ventilato l’ipotesi che i palestinesi sfollati da Gaza possano essere accolti in Germania e Egitto.

  • Trump, voglio equivalente 500 miliardi in terre rare Kiev

    Donald Trump ha detto che vuole che in qualche modo l’Ucraina ripaghi gli aiuti americani, che a suo avviso ammontano a 300-350 miliardi contro i circa 100 europei. “Ho detto loro che voglio l’equivalente di 500 miliardi di dollari di terre rare, e hanno sostanzialmente accettato di farlo”, ha dichiarato in una intervista a Fox News. “Ho detto loro, dobbiamo ottenere qualcosa. Non possiamo continuare a pagare questi soldi”, ha aggiunto

  • Trump, tregua da annullare se Hamas non libera gli ostaggi

    Donald Trump ha detto che l’accordo di cessate il fuoco tra Israele e Hamas dovrebbe essere annullato se Hamas non rilascerà tutti gli ostaggi rimasti che tiene a Gaza entro mezzogiorno di sabato. “Parlo per me stesso, Israele può ignorarlo”, ha aggiunto, ammonendo però che “si scatenerà l’inferno” se gli ostaggi rimasti non saranno rilasciati.

  • Trump, «l’Ucraina un giorno potrebbe essere russa»

    In un’intervista a Fox News, il presidente americano Donald Trump ha lasciato aperta la possibilità che l’Ucraina “possa essere russa un giorno”. “Potrebbero fare un accordo, e potrebbero non farlo - ha detto -. Potrebbero essere russi un giorno, o potrebbero non esserlo”.

  • Iran-Arabia Saudita condannano idea Stato Palestinese in Arabia

    In una conversazione telefonica i ministri degli Esteri dell’Iran e dell’Arabia Saudita, Abbas Araghchi e il principe Faisal bin Farhan hanno condannato le parole del premier israeliano Benjamin Netanyahu sulla possibilità di creare uno Stato palestinese in Arabia Saudita. Per Araghchi si tratta di un “atto di aggressione senza precedenti che mette a rischio la sicurezza e la pace della regione” e un “un atto sfacciato di imprudenza e provocazione”. Bin Farhan, dal canto suo, ha espresso la contrarietà dell’Arabia Saudita

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