
21 settembre 2026
Guerra ultime notizie. Pentagono: guerra Iran costata a Usa 43 miliardi $. Gran Bretagna: «Colpita petroliera a Hormuz»
Il segretario al Tesoro degli Stati Uniti ha avvertito che, tra due giorni, le compagnie aeree iraniane avranno difficoltà a operare a livello globale a causa delle sanzioni americane
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Sintesi per punti
21 settembre 2026
Media: blocco navale a Hormuz costa a Usa oltre 30 milioni $ al giorno
Gli Stati Uniti stanno spendendo oltre 30 milioni di dollari al giorno per il blocco navale dello Stretto di Hormuz in funzione anti-Iran. Un’iniziativa che, riferisce Bloomberg, sta mettendo a dura prova il bilancio della Marina, gli equipaggi e la prontezza operativa globale. La guerra contro l’Iran occuperà un posto centrale nell’incontro di domani tra il presidente Donald Trump e i leader del Golfo, a margine dell’Assemblea generale dell’Onu. Gli attacchi degli Houthi in Arabia Saudita e l’aumento dei prezzi dell’energia evidenziano il crescente impatto globale di un conflitto che, secondo le ultime stime del Pentagono, è costato agli Stati Uniti oltre 43 miliardi di dollari.
21 settembre 2026
Al-Jazeera: governativi Yemen sventano infiltrazione Houthi a ovest di Taiz
Forze governative yemenite riferiscono di aver sventato un tentativo di infiltrazione degli Houthi sul fronte di Al-Anin nel distretto di Jabal Habashi, a ovest di Taiz. Lo scrive Al-Jazeera su X.
21 settembre 2026
Arabia Saudita, ipotesi riduzione aerei e militari italiani. Crosetto: misure per una maggiore sicurezza dei caccia

I timori di un’escalation in Arabia Saudita agitano il Governo. Alle prossime mosse nel Mar Rosso è stato dedicato un vertice a Palazzo Chigi presieduto dal sottosegretario Alfredo Mantovano, presenti il ministro della Difesa, Guido Crosetto, e i vertici dell’intelligence e delle Forze Armate. Duplice l’obiettivo perseguito dall’Esecutivo di Giorgia Meloni: ridurre al minimo i rischi per i nostri mezzi e militari dislocati nelle basi saudite e fare tutto ciò che è necessario per assicurare il transito dei cargo italiani attraverso lo Stretto di Bal el-Mandeb.
C’è questo dietro lo scarno messaggio diffuso da fonti di Palazzo Chigi che hanno reso noto il summit, presentando l’incontro come «l’occasione per fare il punto e condividere un aggiornamento sugli aspetti militari e di intelligence relativi alle principali aree di crisi nel mondo».
Combattenti Houthi a Sanaa EPA/YAHYA ARHAB EPA
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21 settembre 2026
Il petrolio chiude in forte calo a New York, Wti cede il 4,50% a 95,79 dollari
Il petrolio chiude a New York in brusca correzione con le speranze di una ripresa delle iniziative diplomatiche per chiudere la guerra scoppiato a fine febbraio tra Usa e Iran: il Wti, il riferimento americano, cede il 4,50%, a 95,79 dollari al barile, mentre il Brent, il benchmark internazionale, perde il 3,47%, a quota 100,27.
21 settembre 2026
Rimodulata l’operazione in Arabia, il contingente italiano si sposta
Le verifiche sui rischi dei nostri militari alla luce dell’escalation degli attacchi Houthi negli ultimi giorni portano a una rimodulazione dei contingenti italiani nel Golfo. Sul tavolo di una riunione a Palazzo Chigi finisce anche l’ultimo report stilato dai vertici della Difesa e chiesto dal ministro Guido Crosetto anche alla luce dell’attacco alla base saudita di Ta’if con la distruzione di un caccia italiano.
Dopo il summit a cui hanno partecipato l’intelligence, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e le massime autorità della Difesa, la decisione potrebbe portare a una “movimentazione di militari” verso territori più sicuri: ipotesi ritenuta più probabile rispetto alla riduzione tout court del contingente. Non si può escludere al momento che i militari si spostino all’interno dello stesso territorio saudita, pur ricordando che sul fronte mediorientale il nostro Paese è impegnato anche negli Emirati Arabi Uniti, in Kuwait e in Bahrein, dove sono stati schierati anche contingenti dell’Esercito per la task force land Cerbero (sarebbero almeno un centinaio le unità impiegate). Del resto, secondo le norme è possibile ridislocare i militari italiani in ogni momento. Gli attacchi dei ribelli yemeniti non arrivano solo internamente e da difendere c’è anche il Mar Rosso e il passaggio in sicurezza delle navi mercantili italiane, come ribadito giorni fa dallo stesso Crosetto.
21 settembre 2026
Yemen, leader Houthi: stop all’aggressione e al blocco sauditi
Il leader dei ribelli Houthi, sostenuti dall’Iran, ha approfittato dell’anniversario del rovesciamento del governo dello Yemen da parte del suo gruppo per sferrare un duro attacco contro l’Arabia Saudita. In un discorso preregistrato trasmesso in tv, Abdul Malik al-Houthi ha affermato che le richieste del suo gruppo includono la fine di quella che ha definito “aggressione” saudita e del blocco che la coalizione guidata dall’Arabia Saudita ha imposto ai ribelli da oltre dieci anni. “Fermate l’aggressione e ponete fine al blocco. Le nostre richieste rappresentano i diritti legittimi del nostro popolo”, ha detto nel discorso trasmesso dal canale al-Masirah, gestito dagli Houthi.
Gli Houthi scesero dalla loro roccaforte nel nord dello Yemen, conquistando la capitale Sana’a nel settembre 2014 e costringendo il governo del Paese all’esilio in Arabia Saudita. L’anno successivo, l’Arabia Saudita ha guidato una coalizione multinazionale che è entrata in guerra nel tentativo di ripristinare il governo.
Nell’ambito delle sue operazioni belliche, la coalizione ha imposto un blocco aereo e marittimo sulle aree controllate dagli Houthi.
21 settembre 2026
Rubio: Italia un grande partner degli Stati Uniti
“L’Italia è un grande partner degli Stati Uniti, siamo felici di collaborare in questo settore”. Lo ha detto il segretario di Stato americano Marco Rubio alla firma a New York del memorandum d’intesa sui minerali critici con il ministro degli Esteri Antonio Tajani. “Oggi compiamo con gli Stati Uniti un passo importante”, ha detto il titolare della Farnesina.
21 settembre 2026
A Palazzo Chigi Chigi vertice su rimodulazione contingenti nel Golfo, anche ipotesi riduzione
Al vertice di Palazzo Chigi che si è svolto oggi è stata fatta una valutazione dei rischi riguardo all’impegno dei militari italiani in alcuni territori del Golfo, che prevederà una rimodulazione degli stessi contingenti: sulla base dei numeri in campo, le ipotesi sono la movimentazione di militari verso territori più sicuri oppure la riduzione del contingente. Alla riunione è stata anche affrontata la situazione dello Stretto di Babel el-Mandeb, alla luce delle dichiarazioni dell’Alta rappresentante Ue per la politica estera, Kaja Kallas, sul potenziamento della missione Aspides. Lo si apprende da fonti informate.
21 settembre 2026
Iran: Tajani, a New York incontrerò Araghchi, bisogna mantenere aperto dialogo
A margine dei lavori dell’Assemblea Generale dell’Onu, Antonio Tajani incontrerà domani il suo omologo iraniano, Abbas Araghchi. Lo ha riferito lo stesso ministro degli Esteri, in un punto stampa con i giornalisti a New York, secondo il materiale diffuso dalla Farnesina. “Pur non condividendo la politica dell’Iran sull’atomica, riteniamo che si debba tenere aperto un dialogo. L’obiettivo è quello di far liberare lo stretto di Hormuz”, ha detto Tajani.
21 settembre 2026
Media, oltre 120.000 sfollati per la guerra in Yemen, 3.000 a Gibuti
Oltre 120.000 persone sono sfollate a causa dell’escalation bellica in Yemen, che vede contrapposti i ribelli Houthi filo-Iran alle forze governative supportate da Riad: lo riporta la Bbc, citando dati delle Nazioni Unite, e aggiungendo che si calcola che circa 3.000 di questi rifugiati siano fuggiti su imbarcazioni a Gibuti, sulla sponda occidentale dello stretto di Bab-el-Mandeb che è uno dei principali punti di tensione. Nello Stato africano, molte di queste persone hanno trovato una sistemazione in spazi gestiti dall’Unhcr. In un reportage dedicato proprio agli sfollati a Gibuti, l’emittente britannica sottolinea come molte di queste persone siano rimaste terrorizzate dalla rapida accelerazione della spirale di guerra nelle aree in cui abitano, cioè le aree occidentali dello Yemen dove gli Houthi hanno lanciato una rapida avanzata per ottenere il controllo della costa. “Non ci importa quale delle due parti stia attaccando”, è il concetto espresso, secondo la stessa Bbc, da molti dei rifugiati yemeniti, “sono le bombe che cadono tutt’intorno a noi ad averci costretto a fuggire”.

Una foto aerea scattata con un drone mostra gli sfollati in un campo di fortuna per sfollati interni (IDP) nella città portuale meridionale di Aden, nello Yemen, il 17 settembre 2026. Secondo l’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (OCHA), almeno 125.000 yemeniti sono stati sfollati nelle ultime due settimane a causa della ripresa dei combattimenti nel Paese tra le forze Houthi e quelle governative sostenute dall’Arabia Saudita. EPA/NAJEEB MOHAMED
21 settembre 2026
Houthi a Bab el-Mandeb, Crosetto chiede più navi: ecco cosa rischia l’Italia

Una nave partita dall’Asia e diretta in Italia ha davanti due strade. La prima attraversa Bab el-Mandeb, risale il Mar Rosso, passa Suez ed entra nel Mediterraneo. La seconda gira intorno all’Africa, doppia il Capo di Buona Speranza, risale l’Atlantico e rientra da Gibilterra. Tra le due rotte ci sono migliaia di miglia nautiche, giorni di navigazione, carburante, noli e premi assicurativi.
Giovedì 17 settembre il ministro della Difesa Guido Crosetto ha annunciato che Roma sta preparando una possibile iniziativa navale per proteggere il traffico mercantile italiano. Venerdì ha chiesto di rafforzare la presenza nel Mar Rosso. Il governo non ha ancora indicato quante navi potrebbe impiegare né quale forma assumerà l’eventuale missione. Crosetto ha però detto che Roma è pronta ad agire senza aspettare una nuova risposta europea. «Servono più navi», ha spiegato a Reuters.
21 settembre 2026
Media Gaza: una donna ferita a morte da spari dell’Idf nel centro della Striscia
I media di Gaza riferiscono su X che una donna di 31 anni è rimasta gravemente ferita e poi è deceduta per spari dell’Idf a est del campo di al Bureij, nel centro della Striscia. Nessun dettaglio è stato fornito sulla sparatoria dai media dell’enclave che intanto riportano di un attacco israeliano con un drone a Khan Younis che ha provocato la morte di un uomo.
21 settembre 2026
Bessent: «Compagnie aeree iraniane bloccate il 23 settembre».
Il segretario al Tesoro degli Stati Uniti Scott Bessent ha avvertito che, tra due giorni, le compagnie aeree iraniane avranno difficoltà a operare a livello globale a causa delle sanzioni americane, mentre l’amministrazione Trump cerca di mantenere alta la pressione su Teheran. Il 23 settembre “tutte le compagnie aeree iraniane saranno bloccate in tutto il mondo”, ha sottolineato Bessent alla Cnbc in un’intervista. “Se atterrano, non è possibile fornire loro carburante, né servizi di atterraggio, né vendere loro biglietti; altrimenti si verrà esclusi dal sistema del dollaro”, ha aggiunto.
21 settembre 2026
Onu: Usa negano visto a membri delegazione Pezeshkian
Gli Stati Uniti hanno negato il visto ad alcuni membri della delegazione del presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, che domani dovrebbe partire per New York per partecipare ai lavori dell’Assemblea Generale dell’Onu. Lo ha riferito l’agenzia di stampa ufficiale Irna, precisando che tra le persone a cui è stato negato il visto figurano alcuni membri dello staff della comunicazione del presidente. Un portavoce della presidenza ha confermato la notizia, definita dall’Irna una misura “ostile senza precedenti”.
21 settembre 2026
Ukmto, «colpita petroliera in transito a Hormuz, due feriti lievi»
Una petroliera in transito nello Stretto di Hormuz è stata colpita da un proiettile non identificato, causando lievi ferite a due membri dell’equipaggio: lo rende noto l’ente britannico per le operazioni di commercio marittimo Ukmto. La nave ha proseguito la navigazione verso il porto successivo con i propri mezzi, senza che si siano registrati impatti ambientali. Le autorità stanno indagando sull’incidente, ha aggiunto l’Ukmto.
21 settembre 2026
Iran, «negati i visti Usa al team di giornalisti a seguito di Pezeshkian all’Onu»
Il direttore delle relazioni pubbliche del presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha dichiarato che sono stati rifiutati i visti per gli Stati Uniti per la delegazione addetta alla stampa che aveva in programma di accompagnare il leader iraniano a New York in occasione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite. “Con una mossa ostile, in linea con il loro abituale ostruzionismo, gli americani hanno rifiutato di rilasciare i visti ai giornalisti che accompagnavano il presidente per seguire l’evento”, ha detto il direttore generale per le relazioni pubbliche dell’ufficio presidenziale, Habibollah Abbasi, confermando che Pezeshkian partirà domani per New York dove ha in programma di parlare all’Assemblea generale dell’Onu. “Il presidente sarà in viaggio da martedì a sabato e il suo rientro a Teheran è previsto per la notte di sabato, il viaggio durerà complessivamente cinque giorni, di cui due dedicati agli spostamenti di andata e ritorno”, ha aggiunto il funzionario, come riferisce Mehr.
21 settembre 2026
Wafa, «un bambino ucciso da colpi di arma da fuoco dell’Idf a Gaza»
L’agenzia di stampa palestinese Wafa riferisce che un bambino è morto nella zona di Al-Mawasi a Rafah, nel sud di Gaza, a causa delle ferite riportate dopo essere stato colpito da colpi d’arma da fuoco sparati dall’Idf. I media della Striscia su X riportano nove feriti, tra cui una donna, nel centro di Gaza. Non sono stati forniti ulteriori dettagli sugli scontri a fuoco. L’Idf non ha ancora rilasciato commenti.
21 settembre 2026
Media, raid israeliano nel distretto libanese di Tiro
L’esercito israeliano ha effettuato un attacco aereo contro la località di Zibqin, nel distretto di Tiro (nel Libano meridionale), secondo quanto riferisce l’agenzia di stampa statale National News Agency. L’agenzia ha inoltre segnalato che le forze israeliane hanno aperto il fuoco con l’artiglieria contro i centri di Al-Mansouri e Majdal Zoun e le valli adiacenti, e che alcune abitazioni ad Al-Mansouri sono state fatte saltare in aria. Già giovedì scorso le forze israeliane avevano bombardato entrambe le località nel corso di un’avanzata più ampia verso i centri di confine, provocando il ferimento di almeno due persone.
Guerra in Medio Oriente - 21 settembre
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21 settembre 2026
Pasdaran, «nuovo attacco cambierebbe portata della guerra»
Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane ha avvertito che qualsiasi nuovo attacco contro l’Iran spingerebbe Teheran a cambiare la “geografia” della guerra e i mezzi utilizzati per combatterla, secondo quanto riportato in una dichiarazione diffusa dai media statali iraniani. L’avvertimento è giunto in un clima di crescente tensione dopo che l’Iran ha affermato di essere in possesso di informazioni secondo cui gli Stati Uniti e i loro alleati si starebbero preparando per un nuovo attacco di vasta portata. Il comando centrale militare iraniano ha dichiarato ieri che un eventuale attacco di questo tipo scatenerebbe una rappresaglia prolungata contro le basi e gli interessi statunitensi e che gli alleati regionali di Washington sarebbero considerati parte del conflitto.
21 settembre 2026
Prezzo petrolio in calo, Wti scende sotto i 100 dollari
Prezzo del petrolio in calo questa mattina sui mercati delle materie prime: il Wti con consegna a ottobre scende sotto i 100 dollari e passa di mano a 98,45 dollari al barile con una flessione dell’1,84% mentre il Brent è scambiato a 102,09 dollari al barile con un calo dell’1,71%.
21 settembre 2026
Waltz: Trump continuerà con «massima pressione»
Il presidente Usa Donald Trump è determinato a impedire che l’Iran acquisisca un’arma nucleare e continuerà ad applicare la “massima pressione” su Teheran. Lo ha affermato l’ambasciatore Usa alle Nazioni unite Mike Waltz. In un messaggio su X, Waltz ha aggiunto che la porta resta aperta a un ritorno dell’Iran “al tavolo dei negoziati, se lo farà in buona fede”. Il diplomatico ha pubblicato anche un estratto di un suo intervento a un evento organizzato a New York da Al-Monitor, nel quale ha definito la guerra condotta da Stati uniti e Israele contro l’Iran come la prosecuzione di un conflitto che dura da 47 anni.
21 settembre 2026
Trump ha fermato all’ultimo momento raid contro Houthi (Nyt)
Il presidente Usa Donald Trump ha bloccato, almeno per il momento, una nuova campagna di attacchi contro gli Houthi in Yemen dopo avere ordinato al Pentagono di preparare i raid su richiesta dell’Arabia saudita. Lo riferisce il New York Times, citando funzionari dell’amministrazione. Secondo il quotidiano, per circa due settimane Trump ha valutato se accogliere le richieste saudite di un intervento americano contro il movimento yemenita sostenuto dall’Iran, che negli ultimi mesi ha ripreso gli attacchi contro il regno.
Giovedì il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman avrebbe chiamato Trump chiedendogli nuovamente di intervenire contro l’avanzata degli Houthi. Il giorno precedente il presidente aveva detto ai suoi consiglieri di non essere favorevole ai raid, ma dopo la telefonata avrebbe cambiato posizione ordinando al Pentagono di preparare gli attacchi.
21 settembre 2026
Trump, «pronto a incontrare Pezeshkian ma anche a far saltare tutto»
“Succederanno cose molto importanti. Sto prendendo delle decisioni. La mia domanda è se e quando farò saltare tutto in aria. Farebbero meglio a comportarsi bene”. Lo ha detto a Fox News il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aggiungendo di essere aperto alla possibilità di un incontro con il presidente iraniano Masoud Pezeshkian.






