Giudice blocca congelamento fondi federali da parte di Trump. Washington, arrestato un uomo: «Volevo uccidere il capo del Pentagono»
a cura di Redazione OnLine
I punti chiave
Giudice blocca congelamento fondi federali da parte di Trump
Un giudice federale - secondo quanto riporta la Reuters - ha sospeso l’ordine del presidente Usa Donald Trump di congelare i fondi. L’iniziativa del giudica arriva dopo che California, New York e altri 23 Stati Usa hanno costituito una “coalizione” per avviare una causa per bloccare l’attuazione del provvedimento dell’Office of Management and Budget (OMB) che minaccia di congelare fino a 3mila miliardi di dollari nel finanziamento dell’assistenza federale. Lo comunica il Dipartimento di Giustizia della California.
“I procuratori generali - spiega il Dipartimento in una nota - stanno lavorando a un ordine restrittivo temporaneo per impedire che la nota abbia effetto, citando danni immediati ai loro Stati, che rischiano di perdere miliardi in finanziamenti essenziali per l’amministrazione di programmi vitali che supportano la salute e la sicurezza dei loro residenti. L’ordinanza ha già gettato i programmi statali nel caos e creato incertezza attorno alla loro amministrazione. I programmi interessati includono i finanziamenti per i soccorsi in caso di calamità necessari per il recupero di Los Angeles dai recenti incendi, nonché programmi per la sanità pubblica, l’istruzione, la sicurezza pubblica e il governo”.
“L’amministrazione Trump sta sconsideratamente ignorando la salute, il benessere e la sicurezza pubblica delle persone che dovrebbe servire - ha affermato il procuratore generale della California Rob Bonta -. Questa direttiva ha una portata senza precedenti e sarebbe devastante se attuata. Ha già creato caos e confusione tra i nostri residenti. Non starò a guardare mentre il Presidente tenta di interrompere programmi vitali che danno da mangiare ai nostri figli, forniscono assistenza medica alle nostre famiglie e sostengono l’edilizia abitativa e l’istruzione nelle nostre comunità. Invece di imparare dalle sconfitte della sua prima amministrazione, il presidente Trump sta ancora una volta portando avanti un’agenda dannosa e, soprattutto, illegale. Sono orgoglioso di co-guidare una coalizione di procuratori generali nel portarlo in tribunale”.
Molti Stati, secondo il Dipartimento, potrebbero trovarsi ad affrontare carenze di liquidità immediate, rendendo difficile amministrare programmi di base come i finanziamenti per l’assistenza sanitaria e il cibo per i bambini e affrontare le emergenze più urgenti.
«Volevo uccidere il capo del Pentagono», arrestato a Washington
Un uomo è stato arrestato ieri a Washington, nella zona di Capitol Hill, con l’accusa di voler uccidere lo speaker della Camera Mike Johnson, il capo del Pentagono Pete Hegseth e il segretario al Tesoro Scott Bessent. Lo riporta il Guardian. Ryan English si è consegnato alla polizia vicino all’ingresso del Congresso e quando stato perquisito è stato trovato in possesso di un coltellino e una bomba molotov. Un’altra bomba è stata trovata nella sua auto. L’uomo ha poi confessato di essere partito dal Massachusetts con l’intenzione di uccidere Johnson, Bessent e Hegseth che ha definito un “nazista”.
Casa Bianca: «Lo Ius soli è incostituzionale»
L’opinione legale di questa amministrazione e’ che lo ius soli “sia incostituzionale”: lo ha detto la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt nel suo primo briefing con la stampa, assicurando che la presidenza Trump e’ pronta a difendere la sua battaglia per annullare lo ius soli davanti alla corte suprema.
Trump ai clandestini: «Ripensateci prima di venire in Usa»
“Ai cittadini stranieri che stanno pensando di provare a entrare illegalmente negli Stati Uniti, dico: Ripensateci”. Lo ha detto Karoline Leavitt, la piu’ giovane portavoce della Casa Bianca nella storia Usa, nel suo primo, affollatissimo briefing con la stampa. Leavitt ha aperto il suo intervento ricordando i primi ordini esecutivi di Donald Trump, sottolineando le sue azioni in materia di immigrazione.
Trump, «molto presto incontro con Netanyahu a Washington» ma il Senato blocca il Salva-Bibi
Benjamin Netanyahu andrà a Washington “molto presto” per incontrare Donald Trump. Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti parlando con i giornalisti a bordo dell’Air Force One, aggiungendo che intende parlare con il primo ministro israeliano, senza tuttavia comunicare la data esatta dell’incontro.
Tuttavia, sempre oggi, il Senato ha bloccato un decreto che avrebbe imposto sanzioni alla Corte Penale Internazionale, il tribunale che ha imposto un mandato di cattura su Netanyahu per le supposte atrocità commesse a Gaza.
Dombrovskis, implicazioni negative dazi Usa per Ue. Tajani: ricognizione entro 1 aprile
L’introduzione di dazi Usa con la conseguente “frammentazione economica globale” avrà “implicazioni negative non solo per l’economia dell’Ue, ma anche per l’economia mondiale in generale e per l’economia statunitense stessa”. Lo ha detto il commissario Ue all’Economia Valdis Dombrovskis ricordando la stima di un impatto pari al 7% del Pil globale “E’ come il Pil di Germania e Francia messi insieme”. “Può esserci una seria implicazione macroeconomica”. “Ci stiamo impegnando con la nuova amministrazione Trump e stiamo cercando una cooperazione costruttiva per evitare questo scenario. D’altro canto, ovviamente, dobbiamo restare agili”.
L’Italia intanto cerca di giocare d’anticipo. “Le prime decisioni del presidente Trump non introducono nuovi dazi ma prevedono una ricognizione entro il 1 aprile su molti aspetti della politica commerciale americana”. Lo sottolinea la Farnesina dopo la riunione presieduta dal ministro Antonio Tajani con alcuni rappresentanti del tessuto produttivo italiano per fare il punto sull’andamento del commercio estero e sulle prospettive dell’export anche con la nuova amministrazione Usa. Tajani “ha indicato l’intenzione di mettersi al lavoro con un approccio pragmatico, preparando azioni e reazioni ad ogni possibile modifica del quadro commerciale internazionale”.Vedi anche Con i dazi al 10% di Trump il conto per l’Italia salirebbe da 2 fino a 9 miliardi $
Usa sostengono mossa Israele di tagliare legami con Unrwa
Gli Stati Uniti “sostengono” la decisione di Israele di tagliare i legami con l’Unrwa. Lo ha detto la vice ambasciatrice americana all’Onu Dorothy Shea. In Consiglio di Sicurezza ha poi suggerito che i funzionari dell’agenzia Onu per i rifugiati palestinesi stanno “esagerando gli effetti delle leggi”. Precedentemente Israele ha annunciato che interromperà ogni contatto con l’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unrwa) e “chiunque agisca per suo conto” a partire dal 30 gennaio: lo ha reso noto l’ambasciatore israeliano all’Onu, ribadendo che l’agenzia avrebbe dovuto lasciare Gerusalemme entro quella data. “Questa decisione non è stata presa alla leggera, né in fretta. Non è una decisione politica. È una decisione necessaria”, ha detto Danny Danon ai giornalisti parlando della decisione di bandire l’Unrwa adottata dal parlamento israeliano lo scorso ottobre. Israele accusa l’agenzia di sostenere la violenza di Hamas a Gaza.
Vedi anche: Unrwa, che cos’è e quali paesi hanno sospeso i fondi dopo le accuse all’agenzia Onu
Casa Bianca: Stop a prestiti e sovvenzioni non in linea con Trump
La Casa Bianca sospenderà tutte le sovvenzioni e i prestiti concessi dal governo a partire da martedì alle 17, ora locale di Washington, in attesa di una revisione dei programmi finanziati per verificare la conformità all’agenda del presidente Donald Trump.
La drastica decisione è stata annunciata da Matthew Vaeth, direttore ad interim dell’Office of Management and Budget. Il congelamento dei finanziamenti potrebbe causare interruzioni a ricerca sanitaria, programmi educativi e iniziative di protezione dell’ambiente. Nella nota di Vaeth si precisa che anche le sovvenzioni che sono state assegnate ma che non sono state spese saranno congelate.
“L’uso delle risorse federali per promuovere l’equità marxista, il transgenderismo e le politiche di ingegneria sociale del Green New Deal è uno spreco di denaro dei contribuenti che non migliora la vita quotidiana di coloro che serviamo”, si legge ancora nella nota della Casa Bianca, dove si sottolinea che tutte le spese del governo dovranno essere conformi agli ordini esecutivi firmati dal presidente Trump che non prevedono di sostenere diritti dei transgender, dell’ambiente e di equità e inclusione.
La nomina di Rfk Jr a rischio al Senato Usa
Tra gli alleati di Robert F. Kennedy Jr serpeggia il timore che non ci siano abbastanza voti per confermarlo a segretario alla Sanità al Senato, dove domani e dopodomani sono in programma le audizioni in due differenti commissioni. Alla base dell’opposizione di alcuni repubblicani ci sono probabilmente il supporto al diritto all’aborto e la volontà di rivoluzionare i finanziamenti alla ricerca biomedica e il settore alimentare (con la messa al bando dello sciroppo di mais ricco di zuccheri che agita i senatori di Stati orientati all’agricoltura). Contro Rfk Jr si sono schierati premi Nobel, medici e conservatori. Oltre 25 mila professionisti dell’American Public Health Association hanno bocciato la sua nomina per via del “disprezzo costante delle prove scientifiche”. Circa 15 mila medici hanno firmato una lettera diffusa dal Committee to Protect Health Care criticando la scelta “sconsiderata” di Trump. Contro il nipote del 35mo presidente John F Kennedy, si sono espressi anche il board editoriale del Wall Street Journal e Americans Advancing Freedom, un gruppo conservatore co-fondato dall’ex vicepresidente Mike Pence. Pronti a votare no alla sua nomina appaiono i senatori del Gop Mitch McConnell, Susan Collins e Lisa Murkowski, gli stessi che hanno già votato contro Pete Hegseth, diventato segretario alla Difesa grazie al voto decisivo del vicepresidente JD Vance. Se si aggiunge un altro no, e i dem votano compatti, la nomina rischia di affondare. Alcuni senatori repubblicani chiedono il chiarimento delle posizioni di Rfk Jr prima di esprimersi, anche sulla sicurezza e l’efficacia dei vaccini. Ad occuparsi della nomina saranno due commissioni al Senato: domani quella delle Finanze e giovedì quella preposta a Istruzione, Lavoro e Pensioni.
Vedi anche Usa, 75 premi Nobel contro la conferma di Bob Kennedy Junior a ministro della sanità
Iniziano le retate contro i migranti a New York dopo Chicago
Le prime retate contro i migranti a New York sono iniziate. La segretaria agli interni Kristi Noem ha postato un video dalla Grande Mela nel quale ha annunciato l’arresto di un migrante accusato di vari reati. L’arresto sarebbe avvenuto nel Bronx.
I raid sono partiti da Chicago, in applicazione della nuova politica di rimpatri forzati varata dal presidente Donald Trump negli Stati Uniti. Ad annunciarlo è stato l’Us Immigration and Customs Enforcement, il temutissimo Ice, che, in un comunicato, ha parlato di collaborazione con altre agenzie federali - tra le quali Fbi e la Dea - per “operazioni mirate rafforzate” tese a “proteggere la sicurezza pubblica e nazionale tenendo stranieri criminali potenzialmente pericolosi fuori dalle nostre città”. A supervisionare i raid sono arrivati nella città a guida democratica Tom Honan, lo zar del confine a cui Trump ha affidato la gestione di quella che ha promesso come “una deportazione di massa” di milioni di migranti.Tre giorni fa, le associazioni per la tutela dei diritti dei migranti avevano presentato in extremis una ricorso contro i già da giorni annunciati raid a Chicago, sostenendo che con questa azione l’intenzione è quella di “fare della città un esempio per schiacciare il movimento delle città santuario”, violando il primo e il quarto emendamento della Costituzione.
Just now.
— Secretary Kristi Noem (@Sec_Noem) January 28, 2025
Enforcement operation in NYC. Criminal alien with kidnapping, assault & burglary charges is now in custody - thanks to @ICE.
Dirtbags like this will continue to be removed from our streets. pic.twitter.com/fRpJBdmqSlKaroline Leavitt, la più giovane addetta stampa della Casa Bianca, farà il suo debutto in sala stampa
La persona più giovane a ricoprire il ruolo di addetto stampa della Casa Bianca sta per fare il suo debutto nella sala riunioni. Il primo briefing di Karoline Leavitt è previsto per questo pomeriggio. Non è chiaro con quale frequenza la 27enne Leavitt intenda tenere i briefing. Il Presidente Donald Trump ha avuto quattro segretari stampa durante la sua prima amministrazione, e il terzo non ha mai tenuto un briefing durante i nove mesi di lavoro. La sala stampa James S. Brady è stata teatro di scontri tra portavoce e giornalisti durante il primo mandato di Trump. Il repubblicano vi ha anche fatto delle apparizioni. In precedenza, il più giovane addetto stampa era Ronald Ziegler, che aveva 29 anni quando assunse l’incarico nel 1969 nell’amministrazione di Richard Nixon.
Leavitt è stata portavoce della campagna elettorale e della transizione di Trump, che ha detto che ha fatto “un lavoro fenomenale” quando a novembre ha annunciato che sarebbe stata la sua addetta stampa alla Casa Bianca.
“Karoline è intelligente, tenace e ha dimostrato di essere una comunicatrice molto efficace”, ha dichiarato allora in un comunicato. “Ho la massima fiducia che eccellerà sul podio e che ci aiuterà a trasmettere il nostro messaggio al popolo americano per rendere l’America di nuovo grande”.
In precedenza, il più giovane addetto stampa era Ronald Ziegler, che aveva 29 anni quando assunse l’incarico nel 1969 nell’amministrazione di Richard Nixon.
La segretaria stampa della Casa Bianca Karoline Leavitt parla con i giornalisti nel viale d’ingresso dell’ala ovest della Casa Bianca a Washington, Stati Uniti, 22 gennaio 2025. REUTERS/Kevin Lamarque
La Grisham è stata probabilmente l’addetto stampa meno visibile della storia moderna, non avendo tenuto alcun briefing con la stampa durante i nove mesi di lavoro. Pur facendo apparizioni occasionali su Fox News Channel, preferiva registrare le sue interviste in studio per evitare di dover parlare con i giornalisti che si riuniscono sul vialetto della Casa Bianca per intervistare i funzionari dopo le loro apparizioni televisive attraverso le telecamere installate all’esterno della residenza esecutiva.
L’addetto stampa della Casa Bianca è di solito il volto pubblico dell’amministrazione e storicamente ha tenuto briefing quotidiani per la stampa.
Trump ha stravolto queste norme durante il suo primo mandato, preferendo essere il suo portavoce principale. Quando è stato presidente dal 2017 al 2021, ha spesso preferito confrontarsi direttamente con il pubblico, attraverso i suoi comizi, i post sui social media e i suoi briefing. In una conferenza stampa dello scorso agosto, a Trump è stato chiesto se avrebbe tenuto regolari briefing con la stampa nella sua nuova amministrazione. Ha risposto ai giornalisti: “Vi darò accesso totale e avrete molte riunioni con la stampa, e avrete... da me”. Quando si è parlato di un addetto stampa, ha detto: “Probabilmente faranno qualcosa. Se non è quotidiano, sarà molto. Avrete più di quanto volete”.
Trump deciso a bloccare la fornitura di farmaci contro l’Hiv e la malaria ai Paesi poveri
L’amministrazione Trump ha deciso di bloccare la fornitura di farmaci salvavita contro l’HIV, la malaria e la tubercolosi, nonché di forniture mediche per i neonati, nei Paesi sostenuti da USAID in tutto il mondo, come risulta da una fonte interpellata da Reuters. Martedì scorso, gli appaltatori e i partner che collaborano con l’Agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale (USAID) hanno iniziato a ricevere tali promemoria con l’invito a interrompere immediatamente il lavoro, secondo le fonti. La mossa fa parte di un più ampio congelamento degli aiuti e dei finanziamenti statunitensi messo in atto da quando Trump si è insediato il 20 gennaio, mentre i programmi vengono rivisti.
Una di queste note è stata inviata a Chemonics, una grande società di consulenza statunitense che collabora con l’USAID per la fornitura di farmaci per una serie di patologie in tutto il mondo. Una fonte dell’USAID e un ex funzionario dell’USAID hanno riferito alla Reuters che la nota riguarda il lavoro dell’azienda su HIV, malaria e tubercolosi, oltre che sulla contraccezione e sulle forniture per la salute materna e infantile. “È una catastrofe”, ha dichiarato Atul Gawande, ex responsabile della salute globale dell’USAID che ha lasciato l’agenzia questo mese. “Le forniture di farmaci donati tengono in vita 20 milioni di persone affette da HIV. Oggi tutto questo finisce”.
Trump sospende oltre 50 funzionari Usaid: “Tentato di aggirare stop a aiuti all’estero”
Ancora la scure di Donald Trump su dipendenti federali accusati di non essere allineati alla sua politica: oltre 50 alti funzionari di carriera dell’Usaid, la Cooperazione americana, sono stati sospesi, dopo che i vertici amministrativi dell’agenzia sono stati accusati di aver tentato di “aggirare” il decreto esecutivo con cui il presidente ha congelato tutti gli aiuti all’estero. La misura interessa anche il vice amministratore dell’agenzia e i suoi assistenti.
“Abbiamo identificato diverse azioni all’interno dell’Usaid che appaiono designate ad aggirare gli ordini del presidente e il mandato del popolo americano”, si legge in una mail inviata dall’amministratore ad interim dell’agenzia, ottenuta dal Washington Post, in cui si comunicano le sospensioni “con salario pieno e benefit fino ad ulteriore notifica”. Poche ore prima era arrivata un’altra direttiva in cui si intimava ai 10mila dipendenti dell’agenzia di non avere “comunicazioni con l’esterno”, in particolare media ma anche lo stesso dipartimento di Stato, minacciando “azioni disciplinari”, secondo quanto rivela il Post.
Le minacce ai dipendenti federali sono arrivate dopo che Trump, che ha sempre criticato come eccessivi gli aiuti americani che troppo spesso, nella sua visione, vanno a Paesi che non rispettano gli Stati Uniti, venerdì ha firmato un ordine esecutivo per congelare per 90 giorni i 60 miliardi di aiuti all’estero del bilancio annuale, con l’eccezione di quelli per Israele e Egitto.
Dal mondo della cooperazione si denuncia la mossa come distruttiva non solo per le persone le cui vite dipendono da questi programmi ma anche per la credibilità internazionale degli Usa, una mossa che potrà dare alla Cina un’ulteriore possibilità di dimostrarsi come un partner affidabile nel mondo in via di sviluppo. “Quando fermi tutte le attività globali e nello stesso tempo cacci la leadership dell’intelligenza Usa in materia di aiuto all’estero, è difficile non leggere la mossa come distruttiva”, ha dichiarato Jeremy Konyndyk, di presidente Refugees International. Mentre coperti dall’anonimato, i funzionari di Usaid parlano di un clima di terrore all’interno dell’agenzia: “c’e’ un’atmosfera molto tesa, non possiamo fare nulla, aspettiamo solo di venir messi in aspettativa non pagata o di venir licenziati”.
Con presidenza Trump aumentano vendite petrolio e gas all’Unione europea
Con la presidenza americana di Donald Trump, aumenterà la spinta a vendere più petrolio e gas degli Usa all’Europa, che già nel corso degli ultimi anni ha aumentato le importazioni di Gnl dagli Stati Uniti. E’ quanto emerge dalla sesta edizione dell’analisi Med & Italian Energy Report, realizzato con il sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo e frutto della sinergia scientifica tra Srm, centro studi collegato al gruppo Intesa Sanpaolo, e Politecnico di Torino. Se nel 2021 pesavano per il 27%, la quota è cresciuta al 41% l’anno successivo, arrivando al 48% sul totale del Gnl importato dall’Europa nei primi mesi del 2024. La politica energetica di Trump, secondo l’analisi, ed il suo ritorno al fossile, laddove verrà attuata, avrà impatti “rilevanti sulla geografia energetica e sugli equilibri geopolitici legati al commercio delle commodity energetiche. L’espansione della produzione americana di idrocarburi è un modo per ridurre i costi dell’energia e guadagnare competitività, soprattutto nei confronti della Cina”.
Cosa ci dice dell’America di Donald Trump un processo del 1925
Le tensioni geopolitiche degli ultimi anni, inoltre, in particolare il conflitto Russia Ucraina e la crisi del Medio Oriente, hanno influenzato il commercio mondiale di energia. Il flusso di Gnl diretto verso le coste settentrionali del Mediterraneo, attraverso il Canale di Suez, si è interrotto dal febbraio 2024. Di conseguenza la percentuale di greggio importato attraverso il Mar Rosso è diminuita da oltre il 16% del totale delle importazioni di greggio nell’ottobre 2023 a circa il 4% nel febbraio 2024, per poi rimanere sempre al di sotto del 5%. Ora gli annunci delle tregue e delle trattative “lasciano intravedere migliori prospettive”, spiegano gli autori della ricerca.
Vedi anche: Petrolio, Usa mai così forti: l’import ai minimi dal 1971 libera le mani
Cancelliere Scholz agli Usa: “I confini non devono essere spostati con la forza”
“I confini non devono essere spostati con la forza, per chiunque possa essere interessato”. A dichiararlo è stato il cancelliere tedesco Olaf Scholz prima dei colloqui con la premier danese Mette Frederiksen a Berlino. Senza citare direttamente Donald Trump e le sue sbandierate ambizioni espansioniste - dalla Groenlandia al Canale di Panama passando per il Canada - Scholz ha ribadito che “l’inviolabilità dei confini è un principio fondamentale del diritto internazionale. Un principio che deve essere valido per tutti”.
Fr U.S. President Donald Trump makes a campaign stop at manufacturer FALK Production in Walker, Michigan, U.S. September 27, 2024. REUTERS/Brian Snyder/File Photo
L’amministrazione Trump ordina il congelamento degli aiuti federali
Ad una settimana dall’inizio del suo mandato, l’amministrazione americana lavora ad un irrigidimento del controllo sui cordoni della borsa federale: ieri l’ufficio bilancio del presidente ha ordinato un congelamento totale di “tutta l’assistenza finanziaria federale” che potrebbe corrispondere ai criteri dei suoi precedenti ordini esecutivi sulla sospensione dei finanziamenti per un’ampia gamma di priorità, dalle infrastrutture nazionali ai progetti energetici ai programmi relativi alla diversità e agli aiuti esteri. In un promemoria di due pagine citato da Politico, l’Office of Management and Budget annuncia che tutte le agenzie federali dovranno sospendere i pagamenti, ad eccezione della previdenza sociale e di Medicare. “L’uso di risorse federali per promuovere l’equità marxista, il transgenderismo e le politiche di ingegneria sociale del Green New Deal è uno spreco di denaro dei contribuenti che non migliora la vita quotidiana di coloro che serviamo”, secondo il promemoria. Il nuovo ordine potrebbe influenzare miliardi di dollari in sovvenzioni ai governi statali e locali, causando al contempo interruzioni nei programmi che avvantaggiano molte famiglie.
Se il promemoria afferma che la sospensione dei finanziamenti non include l’assistenza “fornita direttamente ai singoli”, ad esempio, non chiarisce se ciò include denaro inviato prima agli stati o alle organizzazioni e poi fornito alle famiglie. Il breve promemoria non specifica inoltre tutti i pagamenti che saranno sospesi. Tuttavia, in linea di massima ordina alle agenzie federali di interrompere “temporaneamente” l’invio di assistenza finanziaria federale che potrebbe rientrare negli ordini esecutivi di Trump, quali quelli riguardanti il congelamento di tutti i finanziamenti a partire dalla legge sul clima e di spesa dei Democratici, l’Inflation Reduction Act e il pacchetto infrastrutturale bipartisan emanato nel 2021. Impone inoltre un congelamento di 90 giorni sugli aiuti esteri. Il leader della minoranza al Senato Chuck Schumer ha criticato l’annuncio come un esempio di “grande illegalità e caos in America mentre l’amministrazione di Donald Trump ignora palesemente la legge bloccando praticamente tutti i fondi vitali che supportano i programmi in ogni comunità del paese”.
Araghchi, “Trump trasferisca israeliani in Groenlandia”
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump dovrebbe trasferire gli israeliani in Groenlandia, invece di spostare 1,5 milioni di palestinesi dalla Striscia di Gaza alla Giordania e all’Egitto. E’ la proposta provocatoria formulata dal ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi nel corso di una intervista rilasciata a Sky News. Contestando il piano di Trump sui palestinesi a Gaza, il capo della diplomazia iraniana ha affermato che “il mio suggerimento è un altro. Invece dei palestinesi, cercate di espellere gli israeliani, portateli in Groenlandia così possono prendere due piccioni con una fava”.
Vedi anche: Dal Canada alla Groenlandia, le ambizioni imperiali di Donald Trump
Wsj: sospensione aiuti esteri Trump bloccherà armi per Kiev e Taiwan
L’ordine esecutivo del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di sospendere gli aiuti esteri probabilmente bloccherà i finanziamenti destinati all’acquisto di armi americane da parte di Ucraina e Taiwan, ha riferito il Wall Street Journal. Lunedì Trump ha firmato l’ordine esecutivo che sospende gli aiuti allo sviluppo esteri per 90 giorni per valutare se questi programmi siano in linea con gli obiettivi di politica estera degli Stati Uniti. Il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha immediatamente sospeso tutti gli aiuti esteri finanziati dal o tramite il Dipartimento di Stato.
Il ruolo del Dipartimento di Stato nella supervisione dei trasferimenti di armi dovrebbe indurlo a congelare i finanziamenti assegnati a Taiwan e Ucraina per l’acquisto di armamenti americani, ha riferito lunedì il WSJ, aggiungendo che gli Stati Uniti non erano l’unica fonte di equipaggiamento militare per entrambe le nazioni. Il Financial Times ha riferito all’inizio di questa settimana, citando documenti e fonti, che i diplomatici statunitensi avevano chiesto al Dipartimento di Stato di escludere i programmi relativi all’Ucraina dalla sospensione di 90 giorni degli aiuti esteri.
Vedi anche: Difesa, l’Europa risponde a Trump. Polonia, Lituania, Grecia: aumentare spese
Kiev vuole confrontarsi con gli Usa prima dei colloqui Putin-Trump
Kiev sa che Washington sta preparando una telefonata tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il presidente russo Vladimir Putin e vuole confrontarsi con gli Stati Uniti su possibili negoziati, ha riferito il sito web di notizie Ukrainska Pravda. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky preferirebbe concordare una visione comune del processo di negoziazione con gli Stati Uniti prima dell’inizio dei colloqui, ha riferito il sito web, citando fonti nella presidenza ucraina. Kiev sta aspettando l’inviato speciale di Trump Keith Kellogg, la cui visita è stata posticipata. Non è chiaro chi rappresenterà l’Ucraina ai colloqui con Kellogg.
Il capo dello staff di Zelensky, Andriy Yermak, è stato la figura chiave nei contatti con la Casa Bianca e ha parlato spesso con il consigliere per la sicurezza nazionale di Joe Biden, Jake Sullivan, ma ha ricevuto un’accoglienza fredda dal team di Trump durante il suo ultimo viaggio negli Stati Uniti a dicembre, ha riferito Ukrainska Pravda.
Nel giugno 2024, il presidente russo Vladimir Putin ha stabilito i termini per un accordo di pace in Ucraina, che all’epoca includeva il ritiro delle truppe ucraine dalle nuove regioni della Russia e garanzie da parte di Kiev che avrebbe abbandonato i piani di adesione alla NATO. Il presidente russo ha anche menzionato la revoca delle sanzioni contro la Russia.
Dopo che le truppe ucraine hanno attaccato la regione russa di Kursk nell’agosto 2024, Putin ha definito impossibile la prospettiva di negoziati con Kiev. L’assistente del Cremlino Yuri Ushakov ha affermato che le proposte di pace di Mosca non erano state annullate, ma la Russia non si sarebbe impegnata con l’Ucraina a questo punto. Nell’ottobre 2022, Zelensky ha firmato un decreto che vieta i colloqui di pace con la Russia finché Putin fosse rimasto al potere. Ma a metà gennaio, Zelensky ha dichiarato, dopo le pressioni dell’amministrazione Trump, di non essere soggetto a questa legge che vieta i negoziati con Mosca.
Rubio condanna offensiva ribelli in Repubblica democratica Congo
Il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha ribadito il suo sostegno alla sovranità della Repubblica Democratica del Congo (RDC) e ha condannato l’assalto degli insorti del Movimento 23 Marzo (M23) alla Repubblica Democratica del Congo nella città di Goma. “Il Segretario di Stato Marco Rubio ha telefonato oggi (lunedì) al Presidente della Repubblica Democratica del Congo (RDC) Félix Tshisekedi per discutere delle relazioni bilaterali e continuare a rafforzare i nostri legami”, ha affermato la portavoce diplomatica statunitense Tammy Bruce.
Secondo Bruce, “Rubio ha condannato l’assalto a Goma da parte dell’M23 sostenuto dal Ruanda e ha ribadito il rispetto degli Stati Uniti per la sovranità della RDC”. Entrambe le parti hanno convenuto “sull’importanza di portare avanti il processo di Luanda e sugli sforzi del presidente angolano João Lourenço per riprendere i colloqui tra la RDC e il Ruanda il prima possibile”, ha aggiunto la portavoce.
Vedi anche: Repubblica democratica del Congo, i ribelli M23 prendono Goma. Scontri a fuoco fra eserciti
Iran, Araghchi: Israele-Usa sarebbero “pazzi” a colpire siti nucleari
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha messo in guardia Israele e gli Stati Uniti dall’attaccare le strutture nucleari dell’Iran, in un’intervista con Sky News andata in onda questa mattina. “Abbiamo chiarito che qualsiasi attacco alle nostre strutture nucleari sarebbe affrontato con una risposta immediata e decisiva”, ha affermato Araghchi, che ha espresso dubbi sul fatto che Israele e gli Stati Uniti “faranno davvero quella cosa folle”. Donald Trump ha segnalato ha auspicato di poter affrontare il programma nucleare di Teheran attraverso la diplomazia, piuttosto che militarmente, dicendo che “sarebbe davvero bello” risolvere le cose senza la forza militare.
Vedi anche: Iran: Aiea, depositi uranio arricchito 32 volte sopra i limiti autorizzati
Trump, migranti in catene? «Sono assassini e signori della droga»
“Sono assassini, signori della droga e membri di bande”, per questo erano in catene. Così il presidente americano Donald Trump ha giustificato il trattamento riservato ai migranti che sono stati rimpatriati nei loro Paesi di origine. E ha celebrato il ’passo indietro’ della Colombia, costretta a riprendersi i migranti dopo che Trump ha imposto dazi sulle sue merci. “In Colombia - ha detto parlando a un evento repubblicano in Florida - sono stati d’accordo con noi quasi subito. Io e il segretario di Stato Marc Rubio abbiamo lavorato insieme. Ha fatto un ottimo lavoro. E (il consigliere per la sicurezza nazionale) Mike Waltz. Abbiamo un grande gruppo di persone”.
Poi il presidente si è difeso dalle critiche sul trattamento dei migranti, mostrati con le catene ai polsi, sottolineando che “si tratta di assassini, signori della droga, membri di bande, le persone più dure che abbiate mai incontrato o visto”. “Ci rimproveravano perché li avevamo incatenati su un aereo. E lui (il presidente colombiano Gustavo Petro) ha detto: ’Non è questo il modo di trattare le persone’. Ti piacerebbe essere il pilota di un aereo? Ci sono 300 persone sedute su un aereo, ognuna delle quali è un assassino, un signore della droga, un boss di qualche tipo, un capo mafia o un membro di una gang. E voi pilotate quell’aereo. Non finirà bene”, ha affermato Trump.
Migranti scortati attraverso il ponte di confine internazionale Hidalgo mentre vengono espulsi in base al Titolo 8, una legge che consente l’espulsione immediata dopo aver attraversato gli Stati Uniti senza autorizzazione, a McAllen, Texas, Stati Uniti, 27 gennaio 2025. REUTERS/Daniel Becerril
Trump ordina reintegro soldati che rifiutarono vaccino anti Covid
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha firmato nella notte italiana un ordine esecutivo per il reintegro dei militari che si sono allontanati volontariamente o che sono stati allontanati per aver rifiutato i vaccini anti Covid-19. Almeno 8.200 soldati furono espulsi dalle forze armate nel 2021 per aver rifiutato di obbedire all’obbligo vaccinale. Nel 2023 sono stati inviati avvisi per il reintegro, ma solo 113 si sono arruolati nuovamente. Il processo di reintegrazione per coloro che ora vogliono tornare prevede soltanto che i soldati non vaccinati soddisfino gli standard di ingresso nell’esercito.
Trump: non sono sicuro di potermi ricandidare nel 2028
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha detto di aver già raccolto molti fondi per la prossima corsa alla Casa Bianca ma di non essere sicuro al 100% di potersi ricandidare alle elezioni presidenziali degli Stati Uniti nel 2028. Rivolgendosi personalmente ai membri del GOP del Congresso degli Stati Uniti e in particolare al presidente della Camera Mike Johnson il presidente Usa ha detto: “Ho raccolto un sacco di soldi per la prossima corsa ma presumo di non poterli usare per me stesso, anche se non ne sono sicuro al 100%, perché penso che non mi sarà permesso ricandidarmi. Non sono sicuro, mi è permesso ricandidarmi? Mike, è meglio che non ti coinvolga in questa discussione”.
Trump: “Vorrei palestinesi vivessero in zona tranquilla, presto vedrò Netanyahu”
Donald Trump vorrebbe che i palestinesi della Striscia di Gaza vivessero ’’in un’area senza disagi, rivoluzioni e violenze’’. Così il presidente americano è tornato a spiegare il suo piano per sfollare 1,5 milioni di palestinesi dalla Striscia di Gaza alla Giordania e all’Egitto. Parlando a bordo dell’Air Force One, Trump ha riferito di aver illustrato il piano al presidente giordano re Abdallah II di Giordania e all’egiziano Abdel Fattah al-Sisi. A proposito di quest’ultimo, Trump ha detto: ’’Vorrei che ne prendesse un po’, noi lo aiuteremo molto. E’ dura, ma penso possa farcela’’. Intanto, ’’in un futuro non troppo lontano’’, Trump ha annunciato di voler parlare con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu della soluzione a due stati per israeliani e palestinesi. Netanyahu ’’verrà qui’’ e lo farà ’’molto presto’’, ha detto Trump senza indicare una data dell’incontro.
Trump, Microsoft in trattative per TikTok
Il presidente Donald Trump ha detto che Microsoft è tra le aziende statunitensi che cercano di prendere il controllo di TikTok per aiutare la popolare App a evitare un divieto effettivo che potrebbe entrare in vigore ad aprile. Quando gli è stato chiesto se Microsoft fosse una delle aziende interessate ad aiutare a creare una nuova proprietà di TikTok, Trump ha detto che “avrebbe detto di sì”. Trump ha aggiunto che anche altre aziende erano interessate ad acquistare TikTok, ma non ha fornito un elenco. In uno dei suoi primi atti in carica, Trump ha prorogato di 75 giorni la scadenza per TikTok per trovare una nuova proprietà che soddisfi il governo, dal 19 gennaio all’inizio di aprile.
Trump ai Repubblicani, fondi per completare il muro con il Messico
Il presidente Donald Trump ha detto ai repubblicani della Camera che sperava che approvassero una legge che finanziasse il completamento del muro di confine con il Messico e intensificassero gli sforzi di deportazione come parte di un ambizioso programma che include l’estensione dei suoi tagli fiscali e l’abilitazione di una maggiore produzione di petrolio e gas. Lo riportano i media americani.
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Questa foto fornita dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti mostra i Marines statunitensi del 1st Combat Engineer Battalion, 1st Marine Division, mentre installano filo spinato lungo il confine meridionale con il Messico vicino a San Ysidro, in California, il 25 gennaio 2025. (Foto di Kyle Chan / Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti / AFP) / RISERVATO ALL’USO EDITORIALE - CREDITO OBBLIGATORIO “AFP PHOTO / Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti / Sgt. Kyle Chan”
Ordine esecutivo, dipendenti Cdc Usa non collaborino con Oms
Al personale dei Centers for Disease Control and Prevention è stato ordinato di interrompere tutte le comunicazioni con l’Organizzazione mondiale della sanità, hanno confermato alla Cbs News diversi funzionari sanitari federali, per ottemperare all’ordine esecutivo del presidente Usa Donald Trump della scorsa settimana.
Oltre a chiedere agli Stati Uniti di iniziare il processo annuale per ritirarsi formalmente dal finanziamento dell’agenzia sanitaria delle Nazioni Unite, l’ordine esecutivo di Trump aveva anche ordinato alle agenzie federali di “richiamare e riassegnare” qualsiasi personale del governo statunitense che lavorasse con l’Oms.
La direttiva radicale per implementare l’ordine è stata emessa dal vicedirettore per la salute globale del Cdc John Nkengasong in un’e-mail di lunedì, ha affermato un funzionario, in attesa di ulteriori indicazioni su quando e come potrebbero essere previste delle eccezioni.
Anche al personale del Cdc assegnato a lavorare per l’Oms è stato detto di non recarsi in ufficio, si legge nell’e-mail, in attesa di ulteriori indicazioni dalla dirigenza.
Vedi anche: Guerra fredda alla Cina e Covid: ecco perché Trump dice addio all’Oms e tutti gli effetti
Il Senato Usa conferma Scott Bessent come segretario del Tesoro
Il Senato Usa ha confermato Scott Bessent, designato da Trump, nella posizione di segretario del Tesoro. Il suo programma si incentra su tagli alle tasse e dazi. Bessent è un milionario 62enne del South Carolina che ha fondato la società di investimento Key Square Capital Management ed è stato uno dei dirigenti della Soros Fund Management.
Trump annuncia dazi universali su import Usa “molto più grandi” del 2,5%
Il presidente Donald Trump ha detto che vuole emanare dazi universali che siano “molto più grandi” del 2,5%, l’ultimo di una serie di importanti segnali lunedì che sta preparando imposte diffuse per rimodellare le catene di approvvigionamento degli Stati Uniti. “Ho in mente cosa sarà, ma non lo stabilirò ancora, ma sarà sufficiente per proteggere il nostro paese”, ha detto Trump ai giornalisti lunedì sera, riferisce The Economic Times. Interrogato su un rapporto secondo cui il nuovo Segretario del Tesoro Scott Bessent avrebbe favorito l’inizio con un tasso globale del 2,5%, Trump ha detto di non pensare che Bessent lo sostenesse e che non lo avrebbe sostenuto lui stesso. Ha detto che voleva un tasso “molto più grande” del 2,5%.
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L’investitore e gestore di hedge fund statunitense Scott Bessent testimonia davanti alla Commissione finanziaria del Senato sulla sua nomina a Segretario del Tesoro, a Capitol Hill a Washington, DC, il 16 gennaio 2025 (Foto di ANDREW CABALLERO-REYNOLDS / AFP)
Licenziati i dipendenti federali che parteciparono a procedimenti legali contro Trump
Oltre una dozzina di procuratori del Dipartimento della Giustizia sono stati licenziati dal dipartimento stesso: sono i dipendenti che hanno partecipato ai procedimenti legali nei controndi di Donald Trump, presidente Usa. Il licenziamento dei procuratori di carriera che lavoravano nel team del procuratore speciale Jack Smith è l’ultimo segnale di sconvolgimento all’interno del Dipartimento di Giustizia ed è coerente con la determinazione dell’amministrazione di epurare il governo dai lavoratori che percepisce come ’sleali’ nei confronti del Presidente.
“Oggi, il procuratore generale facente funzione James McHenry ha licenziato diversi funzionari del Dipartimento di Giustizia che hanno avuto un ruolo significativo nel perseguire il Presidente Trump”, ha affermato una dichiarazione di un funzionario del Dipartimento di Giustizia. “Alla luce delle loro azioni, il procuratore generale facente funzione non si fida di questi funzionari per assistere nell’attuazione fedele dell’agenda del Presidente. Questa azione è coerente con la missione di porre fine alla militarizzazione del governo”.
Usa, Trump firma decreto contro “ideologia transgender” in esercito
Il presidente degli Stati uniti Donald Trump ha firmato ieri un ordine esecutivo per vietare quella che ha definito “l’ideologia transgender” nell’esercito statunitense. “Per garantire di avere la forza di combattimento più letale al mondo, libereremo il nostro esercito dall’ideologia transgender”, ha detto il presidente americano ad esponenti del Partito repubblicano riuniti in Florida.
Durante l’amministrazione del suo predecessore Joe Biden, alle persone transgender è stato consentito di prestare servizio nell’esercito. Durante la campagna presidenziale, il candidato repubblicano aveva promesso di limitare i diritti delle persone transgender negli Stati Uniti, avvertendo in particolare che avrebbe posto fine “dal primo giorno” e con un “semplice colpo di penna” a ciò che aveva definito il “delirio transgender”. Si stima che il numero di persone transgender nell’esercito statunitense sia di circa 15.000 su circa due milioni di militari in servizio.
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