La minaccia all’Europa

Trump: dazi del 100% su beni Paesi che impongono tassa su servizi digitali

Non si è fatta attendere la replica dell’Unione europea, principale oggetto della minaccia Usa: «L’Ue e i suoi Stati membri hanno il diritto sovrano di regolamentare le attività economiche sul proprio territorio»

Il presidente Donald Trump  APN

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Donald Trump minaccia di imporre dazi del 100% ai Paesi che introdurranno la Digital Tax per le aziende Usa. «Numerosi Paesi europei stanno discutendo dell’imminente introduzione di un’imposta sui servizi digitali a carico delle aziende americane. Alcuni di questi Paesi sono ormai prossimi a tale decisione. La presente dichiarazione serve a chiarire che qualsiasi Paese dovesse imporre una simile tassa si vedrà immediatamente applicare un dazio del 100% su tutti i beni esportati verso gli Stati Uniti d’America», minaccia il presidente americano su Truth. «Tale dazio prevarrà su qualsiasi accordo commerciale stipulato con il Paese in questione, a prescindere dal fatto che sia stato attuato o semplicemente firmato. Inoltre, qualora dovessero procedere, il dazio del 100% sarà applicato con effetto immediato», aggiunge Trump.

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Trump aveva già promesso ritorsioni contro i Paesi che impongono tasse sui servizi digitali, sostenendo che queste colpiscono ingiustamente i giganti tecnologici statunitensi. L’anno scorso il presidente Usa aveva minacciato di interrompere tutti i negoziati commerciali con il Canada, a causa della proposta di una tassa simile. Ottawa ha poi ritirato la tassa poco prima della sua entrata in vigore. Queste tasse sono generalmente strutturate per applicarsi solo alle più grandi e consolidate aziende tecnologiche del mondo, come Meta, Alphabet e Amazon, che sono aziende statunitensi.

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Non si è fatta attendere troppo la risposta europea, arrivata per bocca di un portavoce della Commissione, secondo cui l’Ue e i suoi Stati membri «hanno il diritto sovrano di regolamentare le attività economiche sul proprio territorio, in linea con i nostri valori democratici e gli impegni internazionali. Le imposte sono per loro natura non discriminatorie e si applicano in modo uguale a tutte le grandi imprese, indipendentemente dalla loro origine». «Le misure unilaterali rivolte contro tali politiche legittime sono ingiustificate. Se adottate, l’Ue reagirà in modo rapido e deciso», ha avvertito il funzionario europeo.

Gli altri fronti di Trump

Sempre nella giornata di oggi, il presidente Usa ha denunciato la violazione del cessate il fuoco da parte di Teheran: «L’Iran ha lanciato almeno quattro droni d’attacco unidirezionali contro navi in transito nello Stretto di Hormuz. Uno dei droni ha colpito in pieno il ponte superiore di una grande e costosissima nave da carico. Sono stati riportati danni, ma la nave ha potuto proseguire la navigazione. Noi abbiamo abbattuto altri tre droni. Si tratta, ovviamente, di una folle violazione del nostro accordo di cessate il fuoco», ha scritto Trump.

Infine, sempre sul suo social, il presidente americano, il giorno dopo una sentenza favorevole della Corte Suprema, ha rivendicato i suoi numeri record su arresti ed espulsioni di migranti. «L’amministrazione Trump registra, di gran lunga, il tasso medio giornaliero di arresti più alto da parte di Ice e polizia di frontera rispetto a qualsiasi altra! L’esecuzione degli ordini definitivi di espulsione sta subendo gravi ritardi da parte dei tribunali, ma anche questo rappresenta un record», scrive il presidente americano. «Trump detiene il primato assoluto per il maggior numero di espulsioni in un periodo di 12 mesi, superando nettamente ogni altro presidente. Allo stesso modo, la media giornaliera di fermi e rimpatri è, di gran lunga, la più alta sotto la presidenza Trump», insiste il tycoon, attaccando al contempo i critici.

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