Guerra commerciale

Trump avverte Canada e Ue: «Nuovi dazi se vi alleate»

Il presidente statunitense ha annunciato tariffe del 25% sulle auto importate dal 2 aprile e minaccia ulteriori aumenti in caso di risposte coordinate

REUTERS/Kevin Lamarque/File Photo

3' di lettura

3' di lettura

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato giovedì che potrebbero essere imposti dazi ancora più elevati sull’Unione Europea e sul Canada se questi ultimi collaborassero per arrecare danni economici agli Stati Uniti.

«Se l’Unione Europea lavora con il Canada per danneggiare economicamente gli Stati Uniti, verranno imposti dazi su larga scala, ben più elevati di quelli attualmente previsti, per proteggere il miglior amico che entrambi questi Paesi abbiano mai avuto», ha scritto Trump in un post su Truth Social.

Loading...

Mercoledì, il presidente ha annunciato un dazio del 25% su tutte le auto e i veicoli leggeri importati negli Stati Uniti, un provvedimento che segna un’ulteriore escalation della guerra commerciale globale. La decisione ha scatenato critiche e minacce di ritorsioni da parte degli alleati commerciali americani, preoccupati per le conseguenze economiche del provvedimento.

I nuovi dazi entreranno in vigore il 3 aprile, un giorno dopo che Trump prevede di annunciare ulteriori tariffe di reciprocità contro i Paesi responsabili della maggior parte del deficit commerciale statunitense. Questo nuovo giro di sanzioni si aggiunge a quelli già in vigore su acciaio, alluminio e una serie di altri beni importati da Messico, Canada e Cina.

La presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha definito la mossa di Trump «negativa per le imprese e ancor peggio per i consumatori», sottolineando il rischio di una guerra commerciale che potrebbe colpire duramente entrambe le economie. Il primo ministro canadese Mark Carney ha definito i dazi «un attacco diretto» ai lavoratori canadesi e ha annunciato che il Canada sta valutando contromisure adeguate.

L’Unione Europea ha dichiarato che posticiperà l’attuazione delle sue prime contromisure fino a metà aprile, che potrebbero includere un dazio del 50% sul bourbon americano. In risposta, Trump ha minacciato un’imposizione tariffaria del 200% su tutti i vini e altri prodotti alcolici provenienti dall’Ue. Questo scambio di minacce potrebbe avere conseguenze devastanti per le esportazioni di entrambe le parti, aumentando ulteriormente la tensione sui mercati globali.

L’industria automobilistica europea e canadese si trova ora sotto pressione. L’Associazione Europea dei Costruttori di Automobili (ACEA) ha espresso forte preoccupazione per l’impatto negativo delle nuove tariffe, sottolineando che il provvedimento potrebbe danneggiare non solo le case automobilistiche europee, ma anche alcuni produttori americani, come Tesla, che dipendono dalle catene di fornitura globali.

Il ministro dell’Economia tedesco, Robert Habeck, ha sottolineato la necessità di una risposta unitaria da parte dell’Unione Europea. Anche la Francia e l’Italia hanno espresso la loro preoccupazione per le nuove misure protezionistiche statunitensi, chiedendo una strategia comune per difendere le industrie europee dalle ripercussioni economiche dei dazi americani.

Oltre all’industria automobilistica, altri settori potrebbero essere colpiti dall’escalation tariffaria. Il settore agricolo statunitense, già penalizzato dai dazi cinesi e messicani, potrebbe subire un ulteriore contraccolpo se l’Unione Europea e il Canada decidessero di adottare misure di ritorsione. Alcuni economisti avvertono che queste tensioni potrebbero rallentare la crescita economica globale e causare una contrazione del commercio internazionale.

L’introduzione di questi dazi rappresenta un ulteriore passo nell’inasprimento delle tensioni commerciali tra gli Stati Uniti e i suoi principali partner economici. Se l’Unione Europea e il Canada decideranno di adottare misure di ritorsione, il rischio di una guerra commerciale su larga scala diventerà sempre più concreto. In tal caso, le economie coinvolte potrebbero affrontare ripercussioni significative, con un possibile aumento dell’inflazione e una riduzione della competitività sui mercati internazionali.

Al momento, le diplomazie di Bruxelles e Ottawa stanno lavorando per trovare una soluzione negoziata, ma l’amministrazione Trump sembra intenzionata a proseguire sulla linea dura. La possibilità di un accordo resta dunque incerta e le prossime settimane saranno cruciali per determinare l’andamento delle relazioni commerciali tra le grandi economie del mondo.

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti