USA

Trump aumenta del 10% i dazi alla Cina e va avanti contro Messico e Canada

Dalla Casa Bianca nuovo attacco all’Europa: «Non ci piace come ci tratta la Ue, mettono restrizioni ai nostri prodotti sotto forma di Iva, da aprile avremo tariffe reciproche»

di Luca Veronese

Il presidente Donald Trump, con cappellino Maga, mentre sale sull’Air Force One, nel Maryland, per tornare in Florida

3' di lettura

3' di lettura

Donald Trump insiste nella guerra dei dazi contro il mondo. Dopo avere assicurato che colpirà «presto l’Europa con tariffe del 25%», dopo le misure restrittive su acciaio e alluminio, il presidente Usa ha ribadito ieri l’attacco contro Messico e Canada e ha dichiarato che alzerà ulteriormente le barriere commerciali sulle importazioni dalla Cina. Mentre è sempre più concreta la minaccia di «dazi reciproci» contro l’Europa e tutti i Paesi che - a dire del presidente - stanno ostacolando le esportazioni dagli Stati Uniti.

Trump ha spiegato che le tariffe serviranno a punire i due Paesi confinanti e la Cina, perché non fanno abbastanza per frenare i traffici di droghe sintetiche verso gli Usa. L’aggravio del 25% sui prodotti messicani e canadesi entrerà in vigore il 4 marzo. Dalla stessa data - ha chiarito ieri con un messaggio sul suo social Truth - le importazioni dalla Cina verranno invece appesantite da un ulteriore 10%, da aggiungere ai dazi del 10% già in vigore dal 4 febbraio.

Loading...

«Le droghe e in particolare il fentanyl, stanno ancora arrivando negli Stati Uniti a livelli molto alti e inaccettabili», ha affermato il presidente. «Non possiamo permettere - ha scritto sui social - che questo flagello continui a danneggiare gli Usa e quindi, finché non si fermerà o non sarà seriamente limitato, i DAZI proposti, la cui entrata in vigore è prevista per il 4 MARZO, entreranno effettivamente in vigore, come previsto. Alla Cina verrà addebitata una tariffa aggiuntiva del 10% in quella data».

Trump ha dunque deciso di aggiungere dazi extra alla Cina e di rispettare la scadenza di martedì per Canada e Messico: troppo limitati - secondo l’amministrazione repubblicana - i progressi sui traffici di fentanyl, la droga sintetica che negli Usa, secondo i dati dei Centers for disease control, uccide più di 70mila persone all’anno. «Ci sono discussioni in corso con Cina, Messico e Canada. Stiamo gestendo bene la questione dell’immigrazione, ma ci sono ancora preoccupazioni sui decessi per fentanyl», ha spiegato un funzionario della Casa Bianca.

Messico e Canada stanno cercando di arginare una guerra commerciale che provocherebbe danni enormi alle economie del Nord America fortemente integrate in settori chiave come l’automotive: secondo i dati del dipartimento del Commercio Usa, l’interscambio totale con il Canada vale 920 miliardi di dollari all’anno, quello con il Messico quasi 900 miliardi di dollari.

Le nuove tensioni sul commercio - secondo molti economisti - sono destinate a generare inflazione e avranno un impatto negativo sulla crescita economica. Con la Cina lo scontro era già iniziato durante il primo mandato di Trump (ed era proseguito con minore intensità con Joe Biden alla Casa Bianca). Pechino per il momento ha scelto un approccio morbido: in una lettera indirizzata a Jamieson Greer, il governo cinese ha esortato al dialogo in ambito economico e commerciale. Lo stesso presidente cinese, Xi Jinping, ha sottolineato la necessità di «gestire con attenzione le sfide globali».

Il presidente Usa è tornato ad attaccare l’Europa, parlando ieri in serata dallo Studio Ovale, prima di incontrare il premier britannico Keir Starmer. «Abbiamo problemi con la Ue perché ci mettono dazi sotto forma di imposta sul valore aggiunto, che è circa il 20%, e con molte altre tasse», ha detto Trump. «Gli europei - ha aggiunto - fanno causa alle nostre aziende, hanno fatto causa ad Apple per 16 e 17 miliardi, che è completamente ridicolo. Hanno fatto causa a Google. Non ci piace come ci tratta la Ue».

Le «tariffe reciproche» potranno scattare dal 2 aprile, contro i Paesi che con dazi o altre restrizioni colpiscono il made in Usa: lo hanno spiegato i collaboratori del tycoon confermando come l’Iva dei Paesi europei sia da considerarsi equivalente a una tariffa. Kevin Hassett, il principale consigliere economico della Casa Bianca, ha detto giovedì che «l’amministrazione determinerà la misura dei dazi reciproci dopo il primo aprile, quando il report sugli scambi commerciali Usa sarà completato».

Trump non ha dubbi sulla sua battaglia commerciale, contro Messico e Canada, contro la Cina, e anche contro i tradizionali alleati europei: «Avremo - ha detto - dazi reciproci: tasseremo quanto tassano noi».

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti