Trump aumenta del 10% i dazi alla Cina e va avanti contro Messico e Canada
Dalla Casa Bianca nuovo attacco all’Europa: «Non ci piace come ci tratta la Ue, mettono restrizioni ai nostri prodotti sotto forma di Iva, da aprile avremo tariffe reciproche»
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Donald Trump insiste nella guerra dei dazi contro il mondo. Dopo avere assicurato che colpirà «presto l’Europa con tariffe del 25%», dopo le misure restrittive su acciaio e alluminio, il presidente Usa ha ribadito ieri l’attacco contro Messico e Canada e ha dichiarato che alzerà ulteriormente le barriere commerciali sulle importazioni dalla Cina. Mentre è sempre più concreta la minaccia di «dazi reciproci» contro l’Europa e tutti i Paesi che - a dire del presidente - stanno ostacolando le esportazioni dagli Stati Uniti.
Trump ha spiegato che le tariffe serviranno a punire i due Paesi confinanti e la Cina, perché non fanno abbastanza per frenare i traffici di droghe sintetiche verso gli Usa. L’aggravio del 25% sui prodotti messicani e canadesi entrerà in vigore il 4 marzo. Dalla stessa data - ha chiarito ieri con un messaggio sul suo social Truth - le importazioni dalla Cina verranno invece appesantite da un ulteriore 10%, da aggiungere ai dazi del 10% già in vigore dal 4 febbraio.
«Le droghe e in particolare il fentanyl, stanno ancora arrivando negli Stati Uniti a livelli molto alti e inaccettabili», ha affermato il presidente. «Non possiamo permettere - ha scritto sui social - che questo flagello continui a danneggiare gli Usa e quindi, finché non si fermerà o non sarà seriamente limitato, i DAZI proposti, la cui entrata in vigore è prevista per il 4 MARZO, entreranno effettivamente in vigore, come previsto. Alla Cina verrà addebitata una tariffa aggiuntiva del 10% in quella data».
Trump ha dunque deciso di aggiungere dazi extra alla Cina e di rispettare la scadenza di martedì per Canada e Messico: troppo limitati - secondo l’amministrazione repubblicana - i progressi sui traffici di fentanyl, la droga sintetica che negli Usa, secondo i dati dei Centers for disease control, uccide più di 70mila persone all’anno. «Ci sono discussioni in corso con Cina, Messico e Canada. Stiamo gestendo bene la questione dell’immigrazione, ma ci sono ancora preoccupazioni sui decessi per fentanyl», ha spiegato un funzionario della Casa Bianca.
Messico e Canada stanno cercando di arginare una guerra commerciale che provocherebbe danni enormi alle economie del Nord America fortemente integrate in settori chiave come l’automotive: secondo i dati del dipartimento del Commercio Usa, l’interscambio totale con il Canada vale 920 miliardi di dollari all’anno, quello con il Messico quasi 900 miliardi di dollari.









