Cessate il fuoco

Trump annuncia un’intesa tra Israele e Hamas. Ecco i prossimi passi

Il gruppo armato palestinese libererà subito tutti gli ostaggi israeliani. Il governo Netanyahu dovrà ritirare le forze militari dalla Striscia

di Luca Veronese

La festa degli israeliani nella “Piazza degli ostaggi” di Tel Aviv dopo l’annuncio dell’accordo raggiunto

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New York - Dal nostro inviato

Israele e Hamas hanno accettato la prima fase del piano di Donald Trump per Gaza: il cessate il fuoco immediato e la liberazione degli ostaggi israeliani sono i primi passi concreti di una svolta che potrebbe arrivare a mettere fine alla guerra che da due anni ha sconvolto il Medio Oriente.

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L’annuncio è stato dato dallo stesso presidente americano. «Sono molto orgoglioso di annunciare che Israele e Hamas hanno entrambi firmato la prima fase del nostro piano di pace», ha scritto Trump, spiegando che la firma ufficiale sull’intesa avverrà nelle prossime ore.

Due anni di guerra a Gaza

Sono passati due anni dall’attacco ai kibbutz nel quale i terroristi di Hamas, il 7 ottobre del 2023, uccisero 1.200 israeliani e presero in ostaggio 251 persone, 48 dei quali ancora prigionieri, e 20 ritenuti ancora in vita. Due anni nei quali, come risposta, le forze militari israeliane hanno devastato la Striscia e annientato il popolo palestinese con bombardamenti che hanno ucciso oltre 67mila persone, in gran parte civili, come hanno calcolato le autorità di Gaza, controllate da Hamas, e come hanno confermato anche i media internazionali più autorevoli.

Numerosi esperti di diritti umani, studiosi e un’indagine delle Nazioni Unite affermano che l’azione militare di Israele equivale a genocidio. Per il governo di Benjamin Netanyahu si tratta di diritto di Israele alla difesa dopo l’attacco di Hamas del 2023.

Mentre a Gaza sono rimase solo macerie e una popolazione affamata e in continua fuga, i colloqui indiretti in Egitto - con le pressioni fortissime degli Usa e le richieste incalzanti delle famiglie degli ostaggi a Netanyahu - hanno prodotto un accordo sulla fase iniziale del piano in 20 punti di Trump per portare la pace nell’enclave palestinese.

L’accordo: il cessate il fuoco e gli ostaggi

L’accordo, se pienamente attuato, avvicinerebbe le due parti più di qualsiasi precedente tentativo di fermare una guerra che si è trasformata in un conflitto regionale, coinvolgendo anche Iran, Yemen e Libano. E aggravando l’isolamento internazionale di Israele: in tutte le città del mondo si sono svolte manifestazioni per la pace, di condanna della guerra portata avanti da Israele e di sostegno al popolo palestinese.

Ma perché l’accordo annunciato da Trump porti a una pace duratura - che sarebbe anche un indubbio, enorme successo personale per il presidente americano - mancano ancora dettagli decisivi e sono molte le questioni irrisolte che potrebbero portare al fallimento dei negoziati, come già accaduto nei mesi passati.

Trump ha comunque dichiarato che «tutti gli ostaggi saranno rilasciati molto presto e Israele ritirerà le sue truppe secondo una linea concordata, come primo passo verso una pace forte e duratura». E in precedenza aveva esultato: «Questo è un grande giorno per il mondo arabo e musulmano, Israele, tutte le nazioni circostanti e gli Stati Uniti d’America, e ringraziamo i mediatori di Qatar, Egitto e Turchia, che hanno collaborato con noi per rendere possibile questo evento storico e senza precedenti».

Ai colloqui Trump aveva inviato il genero Jared Kushner e l’inviato speciale Steve Witkoff, mentre Israele era rappresentato dal ministro israeliano per gli Affari Strategici Ron Dermer, stretto confidente del premier Benjamin Netanyahu.

Conferme e nuovi dubbi sul piano

Dopo avere convocato una riunione straordinaria del governo, Netanyahu, riferendosi agli ostaggi detenuti da Hamas, ha dichiarato: «Con l’aiuto di Dio li riporteremo tutti a casa».

Hamas ha confermato di aver raggiunto un accordo per porre fine alla guerra, affermando che l’accordo include il ritiro israeliano dalla Striscia e uno scambio di ostaggi. Ma il gruppo islamista ha invitato Trump e gli Stati mediatori a «garantire che Israele attui pienamente il cessate il fuoco». Una fonte di Hamas ha affermato che gli ostaggi vivi saranno consegnati entro 72 ore dall’approvazione dell’accordo da parte del governo israeliano.

I punti critici dell’accordo riguardano la lista di prigionieri palestinesi che Israele accetterà di scarcerare in cambio degli ostaggi. Ma anche il disarmo di Hamas e il parallelo ritiro delle forze israeliane da Gaza. Anche ieri nei raid israeliani sono morti almeno otto palestinesi.

I prossimi passi e la crisi umanitaria

La fase successiva del piano di Trump prevede un organismo internazionale guidato dagli Usa che includa l’ex primo ministro britannico Tony Blair, e svolga un ruolo nell’amministrazione postbellica di Gaza. I Paesi arabi che sostengono il piano affermano che deve portare all’indipendenza di uno Stato palestinese, cosa che, secondo Netanyahu, non accadrà mai.

Non c’è una chiara indicazione su chi governerà Gaza quando la guerra finirà. Netanyahu, Trump, gli Stati occidentali e arabi hanno escluso un ruolo per Hamas, che governa Gaza dal 2007.

Hamas ha affermato che avrebbe ceduto il governo di Gaza solo a un governo tecnico palestinese, supervisionato dall’Autorità nazionale palestinese e sostenuto da Paesi arabi e musulmani. Hamas rifiuta però qualsiasi ruolo per Blair o un governo straniero su Gaza.

Il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha chiesto a tutte le parti di rispettare pienamente i termini dell’accordo. «Deve essere garantito l’ingresso immediato e senza ostacoli di aiuti umanitari e materiali commerciali essenziali a Gaza. La sofferenza deve finire», ha dichiarato.

Trump in missione in Israele

Donald Trump è intenzionato ad accogliere l’invito del primo ministro israeliano Netanyahu a intervenire alla Knesset. «Si prevede che arriverò in Israele nei prossimi giorni. Questo è un grande giorno per Israele e per il mondo. Vogliono che parli alla Knesset e lo farò sicuramente se lo vorranno», ha detto.

Quanto alla telefonata con Netanyahu dopo il raggiungimento dell’accordo tra Israele e Hamas, Trump ha detto: «La mia conversazione con Bibi è stata fantastica. È felice, e giustamente. È un grande risultato. Il mondo intero si è unito per raggiungere questo accordo, compresi i Paesi che un tempo erano nemici».

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