Powell è preoccupato per un nuovo aggravarsi della crisi sull'onda del coronavirus, davanti a indebolimenti di dati su spesa dei consumatori e occupazione. E i mercati, di sicuro, contano sulla leadership delle Fed per mantenere stabilità in una fase di elevata tensione politica oltre che economica. Se lo slogan delle proteste sociali della passata estate, Defund the Police, era stato criticato da alcuni per il timore che in prospettiva mettesse a rischio l'ordine pubblico, il Defund the Fed potrebbe cosi' presentare un rischio assai più immediato: compromettere la calma di piazze finanziarie e settori economici.
Programmi prolungati e cancellati
Mnuchin, più in dettaglio, ha esteso alcuni programmi di 90 giorni ma ne ha bocciati ben cinque: tra questi il supporto al corporate credit, la Municipal Liquidity Facility per le finanze locali e il Main Street Lending Program. I critici democratici hanno sottolineato come si tratti in massima parte di facility destinate all'economia reale piuttosto che a Wall Street. Il Tesoro ha aggiunto la richiesta di restituzione di 455 miliardi di dollari ad oggi non ancora utilizzati, indicando che il Congresso potrà utilizzarli altrove.
I programmi estesi di tre mesi oltre la fine dell'anno comprendono invece la Commercial Papere Funding Facility, la Primary Dealer Credit Facility, la Money Market Liquidity Facility e il Paycheck Protection Program Liquidity Facility.Congresso nell'impasse su nuovi aiutiIl Congresso, oltretutto, rimane ai ferri corti su qualunque nuovo piano di aiuti economici. I repubblicani si oppongono finora a varare ulteriori significativi soccorsi, fermi a ipotesi di forse 500 miliardi contro proposte democratiche di iniettare oltre duemila miliardi. I fondi adesso in questione fanno parte di 500 miliardi a garanzia di iniziative della Fed e stanziati dal pacchetto di soccorsi anti-crisi varato a marzo dal Congresso, il Cares Act da 2.200 miliardi.
Sconfitta confermata in Georgia, blitz sul Michigan
L'altra offensiva del presidente in carica, ancora più plateale, è stata squisitamente politica. Mentre il riconteggio dei voti in Georgia ha confermato la sua sconfitta di misura (49,5% di consensi per Biden contro il suo 49,3%, un margine che autorizzerebbe a chiedere un altro riconteggio), Trump ha convocato alla Casa Bianca i leader della maggioranza parlamentare repubblicana dello stato del Michigan: l'obiettivo appare fare pressione per ribaltare l'esito delle urne, dove Biden ha vinto di oltre 150.000 voti, chiedendo al Congresso locale di intervenire. Come? Denunciare l'esistenza di brogli (nonostante i ricorsi siano stati bocciati in tribunale), squalificando il voto di contee democratiche, anzitutto quella fortemente afro-americana di Detroit e nominando une delegazione al Collegio elettorale che esprime formalmente il vincitore delle elezioni favorevole a Trump anzichè a Biden. Il Presidente eletto ha reagito alzando il tiro delle critiche contro Trump e il suo ostruzionismo nella transizione, denunciando comportamenti “incredibilmente irresponsabili” per il Paese e la democrazia.
Shirley e Chatfield nello Studio Ovale
Gli invitati eccellenti al tavolo di Trump sono i due leader di Senato e Camera del Michigan, i repubblicani Mike Shirley e Lee Chatfield, attesi alla Casa Bianca entro la serata di venerdì 20 novembre. Avevano finora assicurato che il vincitore del voto popolare avrebbe ricevuto i 16 grandi elettori dello stato. Ma esponenti del team legale di Trump hanno suggerito scenari che vedono il parlamento locale nominare la delegazione al Collegio Elettorale. Questa ipotesi potrebbe emergere se la commissione bipartisan - due democratici e due repubblicani - che abitualmente certifica i risultati non riesce nel compito: la scadenza è lunedì per il Michigan.