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Trevi ben comprata dopo i conti, titolo supera il prezzo dell'Opa Webuild

Confermata la guidance. Per gli analisti numeri complessivamente positivi

 IMAGOECONOMICA

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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Acquisiti su Trevi Fin Ind con il titolo che si porta sopra il valore dell’Opa lanciata da Webuild , che prevede un corrispettivo cash di 4,5 euro per azione e ben superiore all’offerta di Icop che valuta il titolo a 4,163 euro.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

I numeri dei primi sei mesi del 2026

La società ha chiuso il primo semestre con ricavi totali a circa 270,9 milioni di euro (-13,2%), l’ebitda ricorrente è di 40 milioni (44,3 milioni in 2025), l’utile netto sale del 18,6% a 7,2 milioni e la posizione finanziaria netta del gruppo al 30 giugno 2026 risulta pari a 92,1 milioni, in significativo miglioramento rispetto al 31 dicembre 2025 (187,4 milioni). Il gruppo ha anche confermato le guidance per il 2026: ricavi compresi tra 640 milioni e 670 milioni di euro; l'ebitda ricorrente è atteso tra 70 e 80 milioni e la posizione finanziaria netta attesa tra 90 e 100 milioni.

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Sul fronte geografico, nel corso della conference call, l'ad Giuseppe Caselli ha precisato che «continuiamo a vedere opportunità interessanti in Indonesia e nelle Filippine, dove sono in fase di sviluppo nuovi progetti che potrebbero trasformarsi in commesse nel corso del 2027». Anche l'Europa «continua a contribuire in modo molto significativo al portafoglio ordini. Questo dimostra come il backlog sia ben distribuito dal punto di vista geografico, confermando l'efficacia della nostra strategia commerciale», ha aggiunto. Secondo il top manager «l'Africa rimane un mercato di particolare interesse, soprattutto in Nigeria e Algeria». In quest'ultima «abbiamo recentemente completato un importante progetto relativo alla metropolitana e stiamo già lavorando allo sviluppo di ulteriori opportunità che potrebbero tradursi in nuove commesse». Contesto positivo anche per il Nord America, Medio Oriente e «nell'area Asia-Pacifico siamo riusciti ad aggiudicarci uno dei progetti che seguivamo da molto tempo» in particolare «un'importante commessa in Papua Nuova Guinea, considerata uno dei progetti chiave della nostra pipeline commerciale. Si tratta di un progetto estremamente complesso, sia dal punto di vista operativo sia sotto il profilo logistico ed esecutivo».

Gli analisti di Banca Akros evidenziano che Trevi ha riportato nel primo semestre 2026 ricavi «inferiori alla nostra stima di 309,8 milioni di euro, riflettendo la prevista tempistica di avanzamento dei progetti. L'ebitda rettificato - dicono - ha invece superato del 3,1% la nostra previsione, con un margine del 14,8% rispetto al 12,5% da noi stimato. Anche l’ebit è ben al di sopra della nostra previsione di 16,2 milioni di euro, mentre l'utile netto è stato pari a 5,8 milioni di euro, a fronte della perdita da noi stimata. L'indebitamento finanziario netto è sceso a 92,1 milioni di euro, meglio della nostra previsione di 99,6 milioni di euro». Gli esperti sottolineano che «nonostante il calo dei ricavi, la redditività si è dimostrata superiore alle attese, sostenuta da un mix di commesse più favorevole e da un impatto inferiore al previsto di componenti non ricorrenti e fiscali. La dinamica commerciale è rimasta molto solida, con nuovi ordini per 424 milioni di euro (+21% a/a), un book-to-bill di 1,6x e un portafoglio ordini record di 928 milioni di euro (+24% rispetto a fine 2025), che garantisce un'elevata visibilità sull'attesa accelerazione della crescita nella seconda metà dell'anno». Pertanto «i risultati del primo semestre sono stati complessivamente migliori delle attese, nonostante ricavi inferiori alle previsioni, grazie a una redditività superiore al previsto, a un portafoglio ordini record e alla conferma della guidance per il 2026. Manteniamo il giudizio Rating Suspended, alla luce delle offerte pubbliche di acquisto concorrenti attualmente in corso».

Le due offerte al vaglio

E proprio sull’offerta di Webuild il cda, spiega la nota dei conti, «ha preso atto e avviato le attività di propria competenza in relazione all’offerta pubblica di acquisto volontaria sulla totalità delle azioni ordinarie di Trevifin da parte di Webuild. Il Board, si legge nella nota dei conti, precisa che l'offerta Webuild non è stata in alcun modo sollecitata, né preventivamente discussa o concordata con l'offerente. L’offerta Webuild si configurerà quindi quale offerta concorrente, rispetto all’offerta pubblica di scambio volontaria totalitaria promossa da I.CO.P. sulla totalità delle azioni ordinarie dell’emittente. Trevifin si esprimerà sull'offerta Webuild e su quella di Icop con le tempistiche e secondo le modalità previste dalla legge».

Nella call l'ad ha aggiunto «al momento ci troviamo nel mezzo di due processi distinti e non conosciamo ancora quale sarà l'esito finale. Avremo un quadro più chiaro quando saranno pubblicati i documenti destinati alla Consob. Fino a quel momento il nostro approccio rimane completamente neutrale». In particolare Caselli ha evidenziato: «Continuiamo a gestire il business come sempre, senza che l'operatività del Gruppo sia influenzata dalle operazioni straordinarie in corso», ha aggiunto.

Secondo Equita il fatturato è in contrazione del -13% ed «è in linea alle attese anche a livello divisionale con la divisione Trevi che registra un calo del -14% e Soilmec del -11%. L’ebitda margin è migliore delle attese così come l’order intake con un book-to-bill di 1,57 volte. Il backlog a fine del primo semestre 2026 era pari a 928 milioni da 748 milioni a fine 2025. Segnaliamo che la posizione finanziaria netta beneficia della manovra finanziaria completata» a luglio «con un aumento di capitale da 100 milioni».

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