Terre alte

Trentino, 460 alloggi inutilizzati pronti a essere reimmessi sul mercato

Ri-Val è il progetto promosso dalla Provincia autonoma contro lo spopolamento delle valli - 551 domande di reinsediamento arrivate

di Barbara Ganz

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Oltre 460 alloggi inutilizzati, individuati dai comuni trentini, pronti a essere reimmessi sul mercato della locazione a canone agevolato. Parte da qui Ri-Val, il progetto promosso dalla Provincia autonoma di Trento per contrastare lo spopolamento delle valli e sostenere la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente. L’obiettivo è realizzare circa 300 alloggi riqualificati, accessibili e sostenibili. Le prime consegne sono previste a fine 2026.

Il progetto

Il punto sull’iniziativa è stato fatto in un seminario ospitato dalla Fondazione Franco Demarchi, al quale hanno partecipato l’assessore provinciale alle politiche per la casa Simone Marchiori, il presidente del Consiglio delle Autonomie Locali, Michele Cereghini, di Fondazione Demarchi, Paolo Decarli, numerosi sindaci e amministratori locali, rappresentanti del mondo del credito ed esperti del settore.

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«Ri-Val rappresenta solo uno degli interventi messi in campo dalla Provincia autonoma di Trento per affrontare l’emergenza abitativa, uno dei più innovativi e di visione, in grado di dare risposte chiare e strutturali per quella fascia grigia che non riesce a stare sul libero mercato – ha evidenziato Marchiori –. Accanto agli strumenti tradizionali è fondamentale infatti immaginare nuovi modelli dell’abitare, capaci di rispondere a bisogni diversi e in continua evoluzione. In tal senso i primi dati evidenziano un significativo potenziale immobiliare inutilizzato da cui partire per aumentare l’offerta di alloggi e rispondere al fabbisogno abitativo senza consumo di nuovo suolo. Riqualificare ciò che esiste già, soprattutto nelle aree più periferiche, significa creare opportunità concrete per le comunità locali e contribuire alla loro vitalità».

Con Ri-Val «la Fondazione Franco Demarchi conferma il proprio ruolo centrale nello studio e nel supporto alle terre alte» ha detto Decarli.

La mappatura

La prima ricognizione effettuata da Provincia, Cassa del Trentino ed Euregio Plus SGR - incaricata di avviare le azioni necessarie e propedeutiche all’istituzione del Fondo immobiliare Ri-Val, che andrà a gestire l’iniziativa - ha permesso di individuare 467 alloggi potenzialmente valorizzabili, distribuiti sull’intero territorio provinciale. La mappatura tiene conto delle proprietà provinciali, di Patrimonio del Trentino e di Itea, oltre alle segnalazioni dei comuni che hanno indicato la disponibilità di 70 immobili per complessivi 313 alloggi.

I dati evidenziano una disponibilità significativa in alcune aree: la Val di Fiemme (86 alloggi), la Valsugana (75) e la Val di Non (64), seguite dalle Giudicarie (50) e dall’Alta Valsugana e Bersntol (45). Il modello Ri-Val prevede la costituzione di un fondo immobiliare in grado di attrarre risorse pubbliche e private - circa 60 milioni di euro complessivi - attraverso il quale gli immobili non più utilizzati vengono riqualificati e destinati prioritariamente a finalità abitative a canone moderato.

L’iniziativa si inserisce in un quadro più ampio di politiche provinciali per la casa e la rigenerazione territoriale.

Battere lo spopolamento

Tra queste è stato citato il bando per la rivitalizzazione delle aree a rischio spopolamento, che nelle due finestre del 2025 ha raccolto 551 domande, di cui 72 da fuori provincia , confermando l’interesse verso i territori trentini e le opportunità offerte dai percorsi di riqualificazione e reinsediamento, ma soprattutto la capacità di mantenere o far tornare i giovani nel proprio territorio di origine.

Secondo la tempistica illustrata, il fondo immobiliare Ri-Val dovrebbe essere operativo nella primavera. Dopo la consegna della proposta operativa, attesa a breve, le fasi successive prevedono una valutazione da parte della Provincia, con il supporto di Cassa del Trentino e Cassa Depositi e Prestiti, la condivisione del regolamento tra gli enti coinvolti e l’elaborazione della proposta operativa definitiva da parte di Euregio Plus SGR. Parallelamente, proseguirà il supporto ai Comuni nell’iter deliberativo per l’apporto degli immobili al fondo e la definizione dei criteri di concessione dei contributi. L’obiettivo è avviare concretamente gli interventi di riqualificazione entro l’estate 2026.

Guardando ai singoli comuni, il maggior numero di domande si concentra in alcune realtà dove la misura ha incontrato un interesse particolarmente significativo. In testa si colloca Novella con 55 richieste complessive, seguita da Rabbi (46), Bleggio Superiore (39), Mezzano (36) e Vermiglio (34). Una domanda anche per il comune di Sagron Mis, che nella prima non aveva ricevuto alcuna manifestazione di interesse.

 

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