Il rapporto di Assolombarda sull’ecosistema locale

Trattenere talenti e creare start up: Pavia alla sfida dell’innovazione

Biffi: «Condizioni indispensabili per sostenere la competitività del sistema produttivo»

di Luca Orlando

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Capitale umano in abbondanza, università e ricerca di livello internazionale, un ecosistema della ricerca dinamico, filiere innovative e una crescente vocazione alla sostenibilità.Asset che tuttavia producono sul territorio risultati ancora limitati, con ampi margini di miglioramento ad esempio in ambito brevettuale e di start up, per un territorio chiamato ad affrontare alcune sfide decisive per trasformare il proprio potenziale in crescita stabile e diffusa: trattenere i talenti, sostenere lo sviluppo delle nuove imprese, rafforzare le infrastrutture strategiche.

È il quadro su Pavia che emerge dall’analisi di Assolombarda, esposta nell’appuntamento ‘Your Next Pavia’, che ha riunito istituzioni, imprese, università e stakeholder del territorio per confrontarsi sulle prospettive di sviluppo della provincia. Occasione, inoltre, per presentare l’aggiornamento del ‘Piano strategico per il rilancio del territorio pavese’ e il primo ‘Rapporto sull’ecosistema dell’innovazione pavese’, realizzato dal Centro Studi di Assolombarda.

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Rapporto che evidenzia alcuni punti di forza del territorio, come gli oltre 30mila iscritti all’Università e all’Istituto Universitario di Studi Superiori, platea in forte espansione negli ultimi anni (+17,2% tra il 2019/2020 e il 2024/2025) e concentrata in corsi a elevato profilo qualitativo, con dottorati raddoppiati in sei anni, con oggi più di 1.300 iscritti. Potenziale sfruttato solo in parte, perchè molti dei laureati formati localmente non si fermano qui a vivere e lavorare. A Pavia, infatti, la percentuale di laureati tra i 25 e i 39 anni è pari al 25,3% nel 2024, quota nettamente inferiore alla media lombarda (34,4%) e anche nazionale (30,9%). Inoltre, al 2025 risultano iscritti all’Anagrafe all’estero quasi 43 mila cittadini della provincia, con una incidenza rispetto alla popolazione residente piuttosto elevata e pari al 7,9%: il 23% ha tra i 18 e i 34 anni e, soprattutto, il 26% tra i 35 e i 49 anni. E se per produzione scientifica e capacità di attrarre fondi Ue Pavia occupa una posizione rilevante, risulta invece indietro per intensità brevettuale e start up, in entrambi i casi a valere meno del 2% del totale lombardo.

«Oggi -spiega il presidente di Assolombarda Alvise Biffi - stiamo affrontando una fase di profonde trasformazioni globali, segnata da tensioni geopolitiche e da uno scenario economico particolarmente complesso, che impatta direttamente sulle imprese e sulle loro prospettive di crescita. In questo contesto, le imprese stanno dimostrando capacità di adattamento, visione strategica e volontà di investire sull’innovazione come leva di sviluppo. È in questa direzione che Assolombarda continua a lavorare nel proprio quadrilatero formato da Milano, Monza e Brianza, Lodi e Pavia, rafforzando la collaborazione tra imprese, università e istituzioni e promuovendo progettualità capaci di accompagnare la trasformazione industriale. Tra queste rientra forgIA, il progetto con cui vogliamo portare l’Intelligenza Artificiale all’interno della manifattura attraverso la creazione di un ecosistema digitale condiviso, sicuro e interoperabile. Parallelamente, stiamo lavorando per ampliare le opportunità di internazionalizzazione delle imprese e aprire nuovi corridoi strategici di sviluppo. In questo percorso, il territorio pavese riveste un ruolo centrale: il successo della prima Pavia Innovation Week, il rafforzamento del Distretto della Microelettronica e il progetto Fostering Chips dimostrano la vitalità di un ecosistema imprenditoriale e scientifico orientato al futuro. Oggi più che mai, innovazione, apertura internazionale e competenze sono le condizioni indispensabili per sostenere la competitività del nostro sistema produttivo».

Il Rapporto presentato si inserisce nel percorso avviato da Assolombarda nel 2020 con il ‘Piano strategico per il rilancio del territorio pavese’, di cui oggi sono stati presentati l’aggiornamento, i risultati raggiunti e le nuove progettualità. Il Piano individua quattro direttrici strategiche – Innovazione, Capitale umano, Sostenibilità e Cultura d’impresa – e tre focus territoriali dedicati a Oltrepò, Vigevano e Lomellina, attraverso un programma articolato in 15 progetti finalizzati a rafforzare la competitività, l’attrattività e la coesione del territorio.

«La ricerca - commenta Tommaso Rossini, Presidente della Sede di Pavia di Assolombarda - evidenzia come Pavia disponga di fattori strutturali di competitività solidi: una elevata densità di giovani studenti, un ecosistema della ricerca vivace, filiere ad alta intensità di conoscenza, imprese sempre più orientate ai mercati internazionali e una crescente attenzione alla sostenibilità . Per valorizzare pienamente questi punti di forza è però necessario affrontare alcune sfide decisive. Prioritario finanziare le infrastrutture. Il primo passo deve essere quello di trovare risorse per il tratto Pieve Emanuele-Pavia del quadruplicamento ferroviario e per il nuovo ponte della Becca. Al tempo stesso, sarà fondamentale rafforzare la capacità di trattenere competenze qualificate e far crescere imprese innovative. I progetti contenuti nell’aggiornamento del Piano strategico nascono proprio con l’obiettivo di accompagnare Pavia in una nuova fase di sviluppo, valorizzandone le eccellenze e accelerandone il potenziale di crescita. Pavia ha oggi l’opportunità di consolidare un rapporto sempre più complementare con Milano, facendo leva sulle proprie specificità produttive, scientifiche e tecnologiche e rafforzando il dialogo tra ricerca, impresa e territorio».

Il rapporto in dettaglio

Partendo dai fattori abilianti, Pavia poggia la propria forza sulla presenza di un bacino consistente di giovani studenti, oltre 30mila iscritti all’Università e all’Istituto Universitario di Studi Superiori, in forte espansione negli ultimi anni (+17,2% tra il 2019/2020 e il 2024/2025) e concentrato in corsi a elevato profilo qualitativo (i dottorati sono raddoppiati in sei anni, con oggi più di 1.300 iscritti).

Soprattutto, si registra una sempre maggiore attrattività verso giovani da fuori la provincia: in particolare, gli studenti con residenza a Milano sono circa 4.900 nell’ultimo anno accademico, mille in più rispetto al 2019, rappresentando quindi quasi un quinto del totale iscritti al sistema universitario pavese.

Potenziale di capitale umano che tuttavia non si trasferisce completamente sul territorio perchè molti dei laureati formati localmente non si fermano qui a vivere e lavorare.

I dati sulla popolazione residente dicono infatti che a Pavia la percentuale di laureati tra i 25 e i 39 anni è pari al 25,3% nel 2024, quota nettamente inferiore alla media lombarda (34,4%) e anche nazionale (30,9%); il tasso di partecipazione a iniziative di formazione continua è limitato all’8%; i Neet sono ancora circa 9,7 mila (il 12,7% dei 15-29enni pavesi) nonostante i robusti miglioramenti attuati negli ultimi anni. Inoltre, al 2025 risultano iscritti all’Anagrafe all’estero quasi 43 mila cittadini della provincia, con una incidenza rispetto alla popolazione residente piuttosto elevata e pari al 7,9%: il 23% ha tra i 18 e i 34 anni e, soprattutto, il 26% tra i 35 e i 49 anni.

In termini di risorse, dopo Milano saldamente al vertice, Pavia si distingue come unico altro polo regionale di attrazione di fondi europei per l’innovazione su base competitiva: 57,2 milioni di euro di risorse Horizon Europe aggiudicate finora, il 6,1% del totale regionale, l’1,3% del totale italiano, con un protagonismo dell’Università, ma anche una diversicazione che rispecchia le specializzazioni settoriali locali, dagli enti attivi in ambito Life Science (IRCSS, CNAO, imprese), allo IUSS, ai centri di ricerca e le realtà private focalizzate sull’ingegneria sismica (in particolare, Fondazione Eucentre), alla Fondazione Chips.IT.

In termini di infrastrutturazione digitale, nonostante la sensibile accelerazione in atto, persiste un ampio gap da colmare: è balzata al 51,1% la percentuale di famiglie pavesi con una connessione di nuova generazione ad altissima capacità (FTTH), ma è ancora 20 punti percentuali in meno rispetto alla media lombarda.

In crescita sul territorio è la capacità di attrarre studenti internazionali: erano il 5,5% del totale prima della pandemia e sfiorano oggi l’11%, che in termini assoluti significano 59 studenti internazionali ogni 10mila abitanti, quasi la stessa densità rilevata a Milano (63). In termini di ricerca Pavia presenta una consistente densità scientifica (più di 3,8 mila articoli pubblicati nel 2025, il 14,3% del totale regionale, il 3,7% nazionale), soprattutto in ambito Life Science (53,5% del totale provinciale). La percentuale di pubblicazioni di elevata qualità è buona (0,9% del totale sono articoli altamente citati) ma inferiore alla media lombarda (1,3%), così come il grado di apertura internazionale (il 53,8% delle pubblicazioni ha un partner estero vs il 57,7% in regione). Modesta, invece, è la collaborazione con partner industriali, con solo il 2,6% degli articoli svolto in congiunzione con una impresa (4,5% in Lombardia, peraltro quota già molto ridotta rispetto ai migliori peer europei).

Modeste, tuttavia, sono le ricadute concrete della ricerca, con volumi brevettuali esigui (107 brevetti depositati allo European Patent Office tra il 2020 e il 2024, l’1,8% del totale lombardo), concentrati nella meccatronica (47, specialmente macchinari per la filiera agricola, calzaturiera e farmaceutica), nel Life Science (24), nella Chimica (17) e nella Microelettronica (7).

Stato dell’arte “misto” in termini di innovazione a fronte del quale si registrano segnali incerti per l’economia: Il Pil pavese è stagnante nel 2025 e le prospettive al 2026 sono improntate alla cautela.

Le esportazioni delle imprese locali segnalano, comunque, una significativa competitività, con il 66,9% delle vendite estere concentrate nel manifatturiero high tech e medium-high tech. Anche l’occupazione è piuttosto elevata nei settori a più alta intensità di conoscenza del manifatturiero e dei servizi (35,6% del totale).

Tuttavia, ci sono ampi margini di espansione rispetto ad altre province limitrofe sul fronte delle nuove inziative imprenditoriali innovative: nel pavese si contano appena 121 startup e PMI innovative (l’1,7% del totale regionale), con un fatturato complessivo di quasi 118 milioni di euro nel 2024 e un valore aggiunto di 56 milioni.

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